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IDOLO HOXHVOGLI, INTRODUZIONE AL MONDO, SCEPSI & MATTANA Nota bio-bibliografica Idolo Hoxhvogli (1984) è nato a Tirana e vive a Porto San Giorgio. I suoi scritti sono presenti in numerose antologie e riviste italiane e straniere, tra cui «Gradiva International Journal of Italian Poetry» (State University of New York at Stony Brook) e «Cuadernos de Filología Italiana» (Universidad Complutense de Madrid). Tra i suoi lavori ricordiamo Introduzione al mondo, Scepsi & Mattana, Cagliari 2012. Quarta di copertina Avendo udito da certi scienziati che il mondo manca di profondità, venditori e fabbricanti di oggetti si proposero allora di ricoprirlo. Detto fatto, la superficie fu pavimentata, riempita di cose e disseminata di altoparlanti. «Città dell'allegria», venne chiamata. Liete del baccano, che impediva di sentire alcunché, masse ebeti di umani presero ad accalcarsi. Alcuni per comprare, altri per guardare, altri solo per applaudire. Il peggio venne quando, abbagliati da un sorriso di bocca, i più scelsero come sindaco il padrone degli altoparlanti. Venuto da un oltremare antico, lo sguardo fisso, il viaggiatore vide tutto questo. Volle informare il mondo che il dritto ha sempre il suo rovescio, e il mare ha sempre un'altra sponda. Una scintillante fenomenologia del presente e dei suoi impazzimenti osceni, una caustica esplorazione del pensiero breve e del comunicare banale, una scrittura densa e guizzante, una denuncia mite e spietata. Recensione di Alessandro Palombi Mi limiterò a dare l'allarme: Introduzione al mondo di Idolo Hoxhvogli (Scepsi & Mattana Editori, Cagliari 2012) è un libro pericoloso, che ferisce. Come un vetro spezzato, esso riflette la nostra immagine. E ci taglia. È una storia di assurda violenza, la sintesi lucida dell'oscenità in cui viviamo. Con l'agilità della prosa breve, l'autore fa un ritratto orribilmente vero delle nostre città: due sponde opposte che segnano per sempre la differenza fra il noi e l'altro (lo straniero, il diverso, l'altro dell'altro); altoparlanti in ogni strada che ordinano di essere allegri; porci che presidiano il municipio e ragazzine che vengono stuprate nei giardini. Ne emerge un quadro in cui ognuno di noi è responsabile dell'assurdità che ci circonda: per pensieri, parole, opere, ma soprattutto omissioni. Introduzione al mondo è un atto di accusa alla nostra indifferenza violenta. L'autore ci mostra innocentemente la differenza che esiste fra il bene e il male, e si stupisce della nostra alzata di spalle. Egli ci spoglia nudi e ci fa vergognare, indicando la deformità morale che goffamente copriamo con un sorriso. È lecito pensare che in Introduzione al mondo Idolo Hoxhvogli ci consideri tutti come una massa ridente di idioti assuefatti alla violenza. Viene dunque il sospetto che egli ci conosca bene. Citazione La città è piena di altoparlanti che gridano «Allegria». Giorno e notte. Ora dopo ora. Istante per istante. «Allegria» ogni minutissima e quasi indivisibile porzione di tempo, cosicché l'«Allegria» precedente si mescola al successivo e agli altri emessi dalle trombe. La parola emessa è incomprensibile, tanto è il frastuono degli «Allegria». Vuole cogliere l'unità minima del baccano. È uno straniero. Si avvicina come un lesto gatto in un lampo a un megafono a caso. Subito ne scuote le viscere l'urlo «Allegria», e fino al midollo lo striglia gettandolo lontano. Gli stranieri si ritrovano buttati fuori da un roboante «Allegria». Da vicino l'«Allegria» può essere pericoloso, ma è ovunque vicino in questa città, dunque piena di pericoli. All'inizio il sindaco volle incitare gli abitanti a essere felici. Fissò altoparlanti nelle strade, dentro e fuori i negozi, rivolti alle finestre delle case. L'idea deve essere fuggita di mano, oltre che dalla mente. Gli altoparlanti si sono moltiplicati. È giunta l'assuefazione, tanta che l'«Allegria» lo sentono soltanto i forestieri in un fragore confuso. Ripetutamente si avvicinano a un megafono per essere sbattuti fuori dall'urlo. I cittadini vedono forestieri gettati via, e sono infastiditi, non perché i forestieri vengono sputati al di là del mare e delle colline, ma perché lo scaracchio non arriva lontano, e può colare, scivolando da zattere e pendii, fino agli stipiti delle porte. Idolo Hoxhvogli, La città dell'allegria, in Introduzione al mondo, Scepsi & Mattana, Cagliari 2012, p. 15. articolo pubblicato il: 12/09/2012 |