
teatro
Lux T presenta Dal 27 novembre al 16 dicembre 2012 Giggino Passaguai di Antonio Grosso con Antonio Grosso, Antonello Pascale, Carmen Di Marzo, Giuseppe Orsillo, Ariele Vincenti voce del boss: Gianfelice Imparato - voce dello scagnozzo: Ciro Scalera scenografia Alessandra Ricci - costumi maria Marinaro Regia di Paolo Triestino Questa è la storia di Giggino, un ragazzino in cerca di guai; è la storia di due preti mandati a risollevare le sorti di un brutto quartiere infestato dalla malavita e dalle organizzazioni criminali; è la storia di un ragazzo salvato dalla droga e diventato sacrestano; è la storia di una donna che affronta la vita con sacrificio e divertimento. Questa è una storia come tante, in cui succedono molte cose. Due preti, Don Sabatino e Don Michele, affrontano una sfida: riportare la gente in una chiesa del tutto abbandonata, coinvolgendo sempre di più la comunità, forti dell'esperienza positiva di chi ha sempre affrontato la vita con ottimismo e serenità, senza mai perdersi d'animo. "Giggino Passaguai" è un racconto semplice, presentato con leggerezza e ironia, che coinvolge lo spettatore e lo catapulta, per un'ora e mezza, in una realtà tragica, ma allo stesso tempo comica. Il motto del regista, Antonio Grosso, è ridere riflettendo. La cosa che più mi ha colpito in Giggino Passaguai è la scrittura, così armonica e sapiente per un autore nemmeno trentenne. Il tema trattato, poi, è estremamente attuale e coraggioso. Bella la storia, l'idea. Due sacerdoti vengono spediti in un paese del Casertano a ripristinare una vecchia chiesa, ormai abbandonata. I sacerdoti riusciranno ad entrare nel cuore degli abitanti e a conquistare la loro fiducia, a risvegliare in loro la solidarietà e il coraggio di chiedere un mondo più pulito. Non esiteranno nemmeno a cantare "Tu sei la mia vita" in neomelodico e alla fine riusciranno nel loro intento. Testo di grande divertimento, a tratti esilarante, ma con quel pizzico di amarezza che rimane nel cuore e che restituisce il desiderio di tutti noi di divertire, si, ma lasciando agli spettatori un pensiero in più da portarsi via.
articolo pubblicato il: 21/11/2012 |