elzevirino
saliscendi
di Carla Santini

Per secoli l'espressione "discesa in campo" era comunemente intesa come l'azione risolutiva del campione che osservando da lontano capiva il momento giusto per intervenire e ribaltare con la propria forza, la propria abilità e il proprio valore una situazione che sarebbe potuta diventare sfavorevole alla propria parte. Nel linguaggio corrente è diventata di uso comune e presente in molti ambiti, da quello sportivo a quello politico.

Un bel giorno, però, un rispettato e austero professore decide di impegnarsi in politica e per sottolineare quanto questa scelta fosse stata travagliata e sofferta decide di usare l'espressione "salita in campo", anche a dimostrazione lessicale della elevatezza delle sue azioni.

Con buona pace di tutti la "discesa in campo" viene sostituita dalla "salita in campo" . Aldilà del fatto che ognuno è libero di giocare con le parole e di parlare dopo aver pensato, codificando e decodificando il pensiero secondo un procedimento ben preciso, quello che constatiamo è la approssimazione con cui politici, ma soprattutto giornalisti si siano subito appropriati di questo neonato modo di dire senza minimamente porsi la domanda sulla sua genesi e acriticamente farlo proprio. Assistiamo e assisteremo a tante "salite in campo".

Agenda, altro esempio del linguaggio del solito professore , è considerata parola di bassa frequenza, eppure è usatissima; qualcuno ritiene che sarà tra le parole più usate del 2013. Ma quanti pensano al libretto più o meno grazioso che compare tra i regalini di inizio anno e non al gerundio passivo plurale neutro, che ha in sé una forte valenza di "dovere", non è dato di sapere; si spera in molti.

Una volta nelle scuole, era pericoloso usare parole difficili, perché il professore severo ma scrupoloso chiedeva conto della conoscenza del significato e del suo corretto uso ed erano guai se le risposte non fossero state corrette.

Da molto tempo la pratica del dover rendere conto è caduta in disuso, anzi è diventata deprecabile e tutti impazzano nell'uso della lingua e non solo.

articolo pubblicato il: 06/01/2013 ultima modifica: 19/01/2013