Purtroppo, periodicamente, i disastri naturali che colpiscono il Paese ci richiamano alle nostre responsabilità, spesso datate, per non avere saputo credere ed investire nelle misure necessarie a prevenire.
La verità è scomoda, soprattutto per i nostri politici, ma è causa di lutti per i cittadini, la prevenzione costa, non dà risultati immediatamente tangibili e politicamente spendibili, quindi non si fa, semmai ci si impegnerà nei programmi di ricostruzione.
Non è un mistero che dei piani di evacuazioni per le eruzioni dei vulcani si parli poco e meno si faccia, che di risanare i territori dall' abusivismo è meglio non occuparsi, che una polizia dell' ambiente ( non una nuova organizzazione ma solo una nuova professionalità) è una utopia (l' ambiente non vota!) e poi perché inimicarsi le aziende petrolifere ed automobilistiche per imporre i carburanti ecologici? Pazienza, cureremo qualche malato di tumore in più...
Tutto questo non ci porta lontano, seppure dei sensibili progressi siano stati fatti, per esempio sulla funzionalità degli interventi " a danno verificatosi" della protezione civile, siamo ancora ben lontani dal poter ritenere di avere un sufficiente grado di sicurezza del territorio. Mi viene in mente peraltro che tra i compiti istituzionali della Polizia di Stato vi è quello del pubblico soccorso, poi penso a come sono ridotti i pochi obsoleti mezzi esistenti presso i Reparti Mobili e capisco che ancora una volta stiamo perdendo una occasione per essere davvero vicini alla gente.
Sarebbe invece di grande sollievo sapere che centinaia di uomini e donne della Polizia di Stato, pur non addestrati al pari di altri Corpi, possano essere in grado di giungere sul luogo di un disastro con mezzi anfibi, con fotoelettriche, mezzi in grado di aiutare a salvare vite o solo utili a fornire ausilio in una situazione di prima emergenza, invece no... se disgraziatamente un terremoto, una alluvione od un vulcano dovessero rendere non operativi proprio la protezione civile o i vigili del fuoco i poliziotti arriveranno a mani nude. Ovviamente anche nel campo dell'ordine pubblico e della sicurezza delle nostre città non vi è mai stata particolare lungimiranza, abbiamo il corpo prefettizio che burocraticamente dovrebbe, per scelte confermate anche da questo Governo, condurre l'alta valutazione delle condotte operative da tenere sul territorio ove, con la Polizia di Stato, sono in continua concorrenza i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria, la Guardia Forestale, le Dogane alle frontiere, le polizie provinciali e municipali, i guardiacaccia etc .
Le risorse destinate alla sicurezza non sono poche nel loro complesso, ma non esistendo una reale conduzione unitaria lo spreco è enorme e pagato a caro prezzo dai cittadini, basti pensare a quante migliaia di operatori delle forze dell' ordine sono impegnati solo a vigilare le 5000 stazioni carabinieri, gli uffici e le caserme di polizia.
Gli organici non sono certo aumentati, anzi laddove prima con 100.000 uomini si potevano svolgere taluni servizi perché l'orario di lavoro era di 40 ore settimanali, ora che l'orario di lavoro è di 36 ore è necessario per i medesimi servizi un 10% in più di personale, ma ciò sappiamo bene essere una finzione in quanto sempre nuovi impegni gravano sulle forze di polizia. Basti solo, da ultimo, pensare che di nuovo come negli anni di piombo oggi una scorta non si può negare più a nessuno, abbiamo aperto i centri di permanenza temporanea per gli stranieri che necessitano di vigilanza costante, le nuove norme sugli stranieri impongono il processo per direttissima nei confronti dei clandestini, gli stadi sono ormai delle arene dove frapporsi tra chi intende lo sport come sfogo della violenza... però forse ho dimenticato che le case dei cittadini non sono ormai luogo inviolabile ma invece teatro di efferati delitti, e la MAFIA... ma no, ormai si sono pentiti tutti e poi tra qualche anno faremo una nuova approfondita indagine per accorgerci che i soldi per gli acquedotti ed il ponte sullo stretto sono finiti sul conto di Provenzano e che quindi per " legittima" spetteranno ai suoi eredi.
In compenso però abbiamo il " poliziotto di quartiere", che già immagino in talune vie di alcune città ad operare da solo; anche qui la storia avrà vita breve, il tempo che il primo sfortunato ci rimetta la vita, qui non siamo negli Stati Uniti o in Gran Bretagna dove c'è rispetto per le istituzioni, qui in strada si è bersaglio.
E poi adesso ci sono quelli che "disubbidiscono" senza ricevere le sculacciate dal papà quindi, nel rispetto delle opinioni, bisogna anche consentirgli di commettere qualche illegalità perché dobbiamo essere osservanti ( solo noi cittadini perbene) dei diritti costituzionali.
Capitolo a parte è "Al QUEDA"; Bin Laden ci ha fatto dimenticare tante cose, ma ci ha ricordato quanto siamo indietro nella prevenzione, le azioni terroristiche di uomini votati alla morte e che si addestrano per affermare il terrore non possono che essere contrastate con l'azione di intelligence.
preventiva ( quindi anche meglio regolamentando il diritto alla privacy ed il rispetto del segreto bancario).
Gli aeroporti ( ma anche i porti) sono ormai oggetto di una frequente ed anche talvolta inconcludente attenzione che in mancanza di decise scelte politiche, cospicui investimenti, mirate professionalità ed idonei supporti tecnologici, poco può risolvere.