
libri Sette donne rom Storie raccolte da Cristina Mattiello
Mara, Elvira, Simona, Liliana, Nevresa, Doina, Andrijana. Sono i nomi delle protagoniste di "Sette donne rom", libro (ma sarebbe più giusto definirlo progetto socio-editoriale) realizzato e promosso da Cambiaunavirgola - giovane e intraprendente marchio letterario nato nell'ambito dell'associazione di promozione sociale Spazio etico -, con il contributo di Arci Solidarietà Onlus. Introdotto da una prefazione di Moni Ovadia e arricchito dalle illustrazioni di Lorenzo Terranera - disegnatore di "Ballarò"-, il volume nasce dalla volontà di raccontare in presa diretta, attraverso testimonianze inedite e interviste, il difficile ma coraggioso percorso di inclusione intrapreso qualche anno fa dalle sette romnì. Era il 2008, infatti, quando queste donne, provenienti dai Campi romani di Candoni e di Tor de' Cenci accettarono di prendere parte al progetto "Or.Me." (Orientamento Mediatori) promosso appunto dall'Arci Solidarietà Onlus per facilitare il legame tra la popolazione rom e le strutture socio-sanitarie del territorio. Per loro è iniziato così, e a dispetto di ogni pregiudizio, un viaggio che le ha viste impegnate prima in un corso di alfabetizzazione della lingua italiana e di formazione sulle tematiche sanitarie, poi in un tirocinio presso strutture pubbliche e laboratori della Croce Rossa e, infine, nella ricerca di un impiego. Di tutto questo racconta il libro, dove i profili e le voci delle sette donne - alcune rumene, altre bosniache, maggiorenni da poco o già sposate e con figli, ciascuna con il proprio carattere - si avvicendano pagina dopo pagina, raccolte in modo mirabile da Cristina Mattiello, dando origine a una partitura unica cui fa da controcanto la testimonianza degli operatori sociali e sanitari coinvolti nel progetto. La melodia che ne scaturisce è quella intima e commovente di uno straordinario e possibile cammino di integrazione e accoglienza, di intercultura, ancor più carico di speranza e significato in tempi - quali quelli odierni - di tensioni, di paura dell'altro, di lotte senza fine nei quartieri affollati d'immigrati e, soprattutto, di pregiudizi. Scrive Moni Ovadia nella prefazione: "Questo libro, le voci di queste sette donne rom, dovrebbero essere [...] un dono di liberazione dal peggiore morbo che può affliggere un essere umano: il giudizio sommario rivolto a un proprio simile. Perché il giudizio sommario fondato sul pregiudizio in qualche misura è già in pectore una condanna ingiusta e quindi violenta e talora persino una condanna capitale". Ascoltando le parole di Elvira, Liliana, Doina, Mara, Nevresa, Andrijana e Simona (scomparsa da pochi mesi ) ci si accorge invece di quanta fratellanza ci unisca; parlando della loro esperienza queste sette donne raccontano frammenti della loro vita quotidiana, i sogni, le speranze, la preoccupazione di chi - già madre - deve provvedere a nutrire i propri figli e a star loro vicino in caso di malattia. E tutto questo ci somiglia. Come ci somiglia la loro paura, quella di andare oltre i confini del campo, di trovare un lavoro, di mostrare il proprio valore contro ogni stereotipo e discriminazione, non solo della società che è fuori ma ancor di più della stessa comunità rom. Perché qui le donne hanno spesso un ruolo subordinato, marginale; la tradizione vuole che siano solo giovani spose e madri, mentre l'accesso all'istruzione, al lavoro, all'emancipazione e persino, a volte, la libertà di scelta rimangono loro negati. Il merito di questo volume, dunque, è anche quello di offrire un nuovo punto di vista su una delle più grandi minoranze etnico/culturali esistenti in Europa che, come afferma Ovadia, continua però ad essere "la più misconosciuta, calunniata e vessata". Solo grazie all'intercultura, come dimostra bene questa raccolta di interviste, è possibile travalicare l'aridità degli stereotipi, interrompere il circolo vizioso 'emarginazione-esclusione sociale' che contraddistingue la vita delle comunità rom in Italia. Perché è solo quando la diversità cessa di essere percepita come impedimento si mostra, automaticamente, per quello che è: un valore aggiunto. Metà del ricavato delle vendite del volume e dell'eBook - disponibile dai primi di dicembre su Bookrepublic - sarà devoluta ad Arci Solidarietà Onlus e utilizzata nei percorsi di inclusione delle donne rom, l'altra sarà reinvestita dall'associazione Spazio etico nei progetti di editoria sociale di Cambiaunavirgola. Cristina Mattiello. Insegnante di lettere in un liceo romano, è da sempre impegnata nel campo dei diritti e del multiculturalismo con l'attivita diretta e con il giornalismo di base nell'area cattolica critica ed ecumenica (Adista, Mosaico di pace, Confronti). Americanista di formazione, ha esplorato il campo dei rapporti tra religione e società nella storia statunitense (movimento operaio, teologie femministe, neri), pubblicando numerosi saggi e due libri, uno sulle chiese afroamericane, uno sul New Deal. È nella redazione di Acoma (rivista fondata da Alessandro Portelli e Bruno Cartosio). Negli ultimi anni ha avviato un intervento di sostegno scolastico in un campo rom della capitale. L'associazione di promozione sociale "Spazio etico" nasce nel 2008 a Roma, grazie alla volontà e alla passione di un gruppo di amici determinato a mettere in circolo "le buone pratiche" e a contribuire alla loro diffusione. Dal commercio equo e solidale alla finanza etica, dai prodotti biologici e a Km0 all'autoproduzione, dalla salvaguardia dell'ambiente alla dignità del lavoro, dal benessere fisico e mentale all'integrazione culturale, fino alla libera informazione e formazione, tanti i servizi offerti e le iniziative volte al recupero delle sane abitudini. Un circolo virtuoso che coinvolge anche i libri e la lettura con la creazione del marchio editoriale Cambiaunavirgola, ideato per dare voce e supporto concreto a realtà esemplari e poco raccontate, sempre nel rispetto dell'ambiente (i volumi, infatti, sono realizzati in formato digitale o stampati su carta ecologica). "Sette donne rom" è il secondo titolo ad essere pubblicato dopo "Terra rossa. Viaggio nel cuore della Tanzania" (prefazione di J.-L. Touadi), nato per sostenere un progetto di microcredito. articolo pubblicato il: 02/12/2014 |