
teatro Porta chiusa di Jean -Paul Sartre Regie Emilia Miscio & Marco Petrino con Davide De Santis - il cameriere Marco Petrino - Garcin Ilaria Buiarelli - Inés Carla Diomedi - Esthelle danzatori Angela Leonetti, Francesca Orlando, Marco Ricciotti 18-22 marzo Teatro Le Salette - Roma Le Cattive Compagnie con l'amichevole collaborazione della compagnia Sogni di Scena presentano Porta Chiusa, atto unico di Jean-Paul Sartre, in scena dal 18 al 22 marzo presso il Teatro Le Salette di Roma, un classico del teatro esistenzialista francese che viene messo in scena con la doppia regia di Emilia Miscio e Marco Petrino. Lo spettacolo verrà diretto per la prima metà da uno dei registi e per la seconda metà dall'altro secondo un ordine che verrà di sera in sera tirato a sorte dando così vita ad uno spettacolo diverso ogni replica. Le due regie proporranno dunque allo spettatore un doppio punto di vista sui personaggi che si muoveranno sulla scena seguendo per una prima metà dello spettacolo l'impostazione registica dell'uno e poi dell'altro. Porta chiusa racconta di Garcin, Esthelle ed Inés che vengono introdotti da un cameriere in una stanza, caldissima e senza finestre, illuminata a giorno (non è in loro potere spegnere la luce); non ci sono specchi né finestre: per poter guardare la propria immagine sono costretti a "specchiarsi" l'uno negli occhi dell'altro. L'uomo e le due donne sono morti e sanno di essere dannati, ma non vedono dentro quella stanza, in cui sanno di dover scontare la pena eterna, tutto l'armamentario che immaginavano di trovarvi: pali, graticole, roghi. In quest'inferno metaforico, infatti, non c'è tortura fisica: la condanna di ciascuno consiste nell'essere giudicato perpetuamente dagli altri due. A turno rivelano le proprie viltà, le proprie vergogne; ognuno svolge nei confronti degli altri il ruolo di boia e, nello stesso tempo, risuscita quell'immagine di sé che si sarebbe voluta cancellare o mostrare diversa per non ricordare le colpe e l'ambiguità di un'esistenza vissuta in malafede. Garcin, brasiliano, direttore di un giornale pacifista, tradiva spudoratamente la moglie; la francese Esthelle, che conduceva apparentemente una tranquilla vita borghese, ha ucciso la figlia neonata avuta dall'amante ed è responsabile del suicidio di quest'ultimo. Inés, una spagnola impiegata alle poste, dannata già in vita perché amava le donne, è colpevole di aver distrutto malvagiamente, solo per assecondare la propria passione, una coppia felice. Ognuno di loro, quindi, diventa il testimone che fissa per sempre l'identità degli altri, inchiodandoli a ciò che sono stati. Nella stanza in cui sono rinchiusi i dannati si svolge un terrificante gioco al massacro che avrebbe potuto interrompersi all'aprirsi improvviso della porta: ma a quel punto nessuno decide i uscire. Essi non possono più sottrarsi alla condizione nella quale si sono venuti a trovare e al legame che li tiene uniti indissolubilmente, in cui l'uno non può fare a meno degli altri due. Esthelle desidera intensamente Garcin, Garcin Ines e Ines Esthelle. La condanna è destinata a portarsi all'infinito. Note di produzione
Prima dell'inizio dello spettacolo si tira a sorte con quale regia iniziare e poi nel bel mezzo si cambia impostazione, e l'altra regia porterà alla fine lo spettacolo. Il testo e i contenuti restano, le visioni variano. Non verrà tradito alcun concetto del teatro sartiano l'elemento dell'impossibilità di una relazione positiva tra gli "altri" che veniva solo teorizzata ne "Le mosche", qui viene ampliato e amplificato. I personaggi sono in una posizione ambigua, nello stesso tempo di sfida, nei confronti del destino: infatti, si esprime il condizionamento perenne di ciascuna esistenza in rapporto a quella degli altri, si afferma l'importanza capitale, perché ineludibile, di tutti gli altri esseri per ciascun individuo. Gli altri sono lo strumento del nostro supplizio perché sono indispensabili alla nostra salvezza. Né negazione, né nullità, ma ricerca, l'esistenzialismo di Sartre non è così disfattista come quello di Camus. Repliche dal 18 - al 22 marzo. Mercoledì-Sabato ore 21,00 - Domenica ore 17,30 Biglietto 13 euro intero 10 euro ridotto Teatro Le Salette Vicolo del Campanile, 14 (Borgo Pio) - Roma Info e prenotazioni 3470619618 - 3474015870 articolo pubblicato il: 06/03/2015 |