
attualità scientifica Dopo la zanzara tigre e la formica tigre, la "globalizzazione" delle specie sta portando in Europa un nuovo flagello: la cozza zebra. Si tratta di una cozza d'acqua dolce che dopo aver colonizzato laghi, fiumi e stagni degli Stati Uniti, si è trasferito anche in Inghilterra e Germania, mentre in Catalogna si sta espandendo alla grande (fino a trentamila esemplari per metro quadrato) nella parte terminale dell'Ebro. Oltre a scacciare le rarissime specie autoctone di mitili d'acqua dolce, la cozza zebra copre completamente il fondo dei fiumi, danneggiando la vegetazione, senza pericolo di essere contrastata da eventuali predatori. Come se non bastasse, ottura tubature, fognature e canali d'irrigazione. Negli Stati Uniti si calcola che in dieci anni abbia prodotto danni per un ammontare di due miliardi di dollari. Probabilmente la migrazione delle cozze zebra si deve al traffico marittimo (le larve si attaccano alla chiglia delle navi o viaggiano nell'acqua di zavorra, sviluppandosi quando trovano un habitat propizio), ma più probabilmente entrano nei fiumi attaccandosi a qualche piccola imbarcazione che risale la corrente. Non è possibile combattere questo che sta divenendo un flagello utilizzando acidi o altre sostanze tossiche, per non compromettere l'ecosistema fluviale; l'unica soluzione sta nel pulire le chiglie delle imbarcazioni fluviali e cercare di sradicare le concentrazioni puù grosse di mitili, oltre, naturalmente, a investire denaro nella ricerca biomarina.
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