
teatro Casa internazionale delle donne 6 marzo 2017 | h. 21.00 Emanuela Grimalda in Le difettose impianto registico Serena Sinigaglia un progetto di Emanuela Grimalda liberamente ispirato al romanzo Le difettose di Eleonora Mazzoni drammaturgia Eleonora Mazzoni, Emanuela Grimalda, Serena Sinigaglia aiuto regia Gianluca Di Lauro elementi scenici Stefano Zullo disegno luci Anna Merlo aiuti alle scene Serena Ferrari, Elena Giannangeli assistente alla produzione Valeria Iaquinto distribuzione e ufficio stampa: OffRome Produzione: Pierfrancesco Pisani, OffRome, Emanuela Grimalda con il sostegno di Corte Ospitale Nell'ambito della rassegna Io sono mia presso la Casa Internazionale delle donne in Via San Francesco Sales a Roma, Emanuela Grimalda, attrice e autrice di origine triestina, che alterna da sempre cinema, teatro e televisione, dopo l'amatissimo personaggio di Ave Battiston nella serie Un Medico in Famiglia, torna in scena con Le difettose, tratto dal romanzo di grande successo Le Difettose di Eleonora Mazzoni. Uno spettacolo, allegro, disperato, trasversale e vitalissimo esattamente come il microcosmo sotterraneo, apparentemente marginale ma assai popoloso che racconta. Sette personaggi per una sola attrice, ironia e commozione in uno slalom senza fiato. In scena lunedì 6 marzo 2017 alle ore 21.00, Emanuela Grimalda, con l'impianto registico di Serena Sinigaglia interpreta il monologo per sette personaggi e un'attrice. Ho letto il romanzo Le Difettose di Eleonora Mazzoni e ho pensato che la storia che raccontava mi riguardasse non solo come donna, ma come cittadina, come individuo che fa i conti con le trasformazioni in atto nella società in cui vive, con i sui conflitti, coi suoi costanti interrogativi. Mi interessava soprattutto approfondire il concetto del tempo nella società contemporanea , di come si spostato in avanti. Un tempo paradossale che ha allungato la durata della vita ma non l'età fertile . Il nostro tempo, in cui non è facile distinguere i desideri dai diritti e in in cui la scienza apre continuamente nuovi orizzonti etici. Mi piaceva del romanzo , il parlare della fecondazione assistita nei temini di sentimenti e persone e non di leggi o ideologie. L'adattamento che ne abbiamo fatto per il teatro mi permette di dare voce e corpo, lacrime e risate a sette personaggi diversi per inseguire, attraverso la storia di Carla, la protagonista e del suo percorso di fecondazione assistita una metafora piu' grande della vita. Volevo raccontare il desiderio di Infinito di cui il desiderio di un figlio è parte, ma che appartiene a tutti. Donne e uomini. Ho proposto a Serena Sinigaglia la regia di questo spettacolo per stima e perché mi piaceva l'idea di come le nostre sensibilità si sarebbero incontrate attorno a un tema così difficile. E' una scommessa intellettuale che ha reso ancora piu' appassionante questo lavoro
Note di regia
Casa internazionale delle donne Via San Francesco Sales, 1 A (Roma) Info e prenotazioni: tel 06 - 68401720 Biglietti: Intero 12 euro; Ridotto 10 euro (over 65, under 25) Site: www.casainternazionaledelledonne.org articolo pubblicato il: 26/02/2017 |