
copertina Agronomo In vista delle prossime date referendarie sull'allargamento nei paesi candidati dell'Europa centrale, la Commissione Europea ha prodotto un documento esplicativo sui risultati raggiunti con il negoziato d'adesione. Lo scopo è quello di dare una risposta ai quesiti più probabili che l'opinione pubblica si porrà sia negli Stati Membri sia nei paesi candidati. Che cosa significherà per i nuovi Stati membri (SM) l'adesione all'UE? Di quali strumenti beneficeranno? I sostegni al settore agricolo sono rappresentati principalmente dai seguenti strumenti: gli aiuti diretti, le misure d'intervento sui mercati, le restituzioni alle esportazioni e le misure di sviluppo rurale. Alle condizioni negoziate e accettate dai paesi candidati, agli agricoltori dei nuovi SM sarà accordato il beneficio degli aiuti diretti. Il sostegno riguarda varie Organizzazioni Comuni di Mercato (OCM) per prodotti di vocazione specifica proprio nei nuovi SM, così come l'applicazione degli strumenti di gestione di mercato permetterà di equilibrare taluni mercati, evitando la caduta del prezzo al disotto di un determinato livello. Analogamente, le restituzioni alle esportazioni potranno servire a compensare la differenza tra il prezzo comunitario e quello sul mercato mondiale, di fatto creando le condizioni per l'accesso su nuovi mercati. Ne consegue che l'insieme delle misure e degli strumenti specifici della politica agricola comune (PAC) concorrerà a stabilizzare il prezzo dei prodotti agricoli, dei servizi e quindi il reddito degli agricoltori nei nuovi SM. Quali saranno le misure per l'applicazione delle politiche di sviluppo rurale? Per i nuovi SM è prevista una serie di misure addizionali e di deroghe, come concordato nel pacchetto finale negoziato a Copenaghen. In tal modo le esigenze di ristrutturazione e la necessità di riorientamento delle produzioni beneficerà di un trattamento preferenziale, se pur temporaneo. In quale maniera saranno estesi gli aiuti diretti ai nuovi SM? E' prevista un'estensione graduale (phasing-in) per un periodo dal 2004 fino al 2013. Durante questo periodo i nuovi SM riceveranno il 25% del sostegno garantito agli attuali SM al 2004, il 30% nel 2005, il 35% nel 2006, fino al raggiungimento nel 2013 del 100% previsto a quel momento dall'acquis comunitario. Inoltre, vi è la possibilità di completare il livello degli aiuti diretti (top-up) di un 30% oltre a quanto concordato con il phasing-in, previa autorizzazione della Commissione. Questo significa che il top-up potrà raggiungere un livello di sostegno pari al 55% di quello degli attuali SM nel 2004, del 60% nel 2005 e del 65% nel 2006. In linea di principio, il completamento degli aiuti diretti sarà finanziato con il budget nazionale di ciascun nuovo SM. Tuttavia, durante il primo triennio i nuovi SM potranno, nel limite massimo del 40%, finanziare il completamento degli aiuti prelevando risorse dai fondi allocati in loro favore per le politiche di sviluppo rurale. Solo il 20% di tale allocazione potrà essere utilizzata allo scopo. Oltre il 40%, il top-up potrà essere finanziato ancora facendo ricorso ad una contribuzione dal budget nazionale. Ad esempio, nel 2004 il top-up massimo potrà essere del 30% proveniente dal budget nazionale, più un 25% riallocato dai fondi destinati allo sviluppo rurale, per un totale del 55%. Per il 2004, I° anno di adesione va sommato il 25% previsto dal citato phasing-in, raggiungendo in tal modo un livello di sostegno che sarà pari all' 80% [ (30+25) + 25] del sostegno garantito agli SM attuali. Dal 2007, il completamento degli aiuti diretti potrà derivare solo dal budget nazionale. In alternativa, i nuovi SM potranno completare gli aiuti diretti fino al livello che sarebbe stato loro garantito dal programma di sostegni nazionale per quello specifico prodotto e riferito al 2003, aumentato del 10%. Tuttavia, per la Lituania l'anno di riferimento potrà essere il 2002 e per la Slovenia l'aumento potrà essere del 10% nel 2004, del 15% nel 2005, del 20% nel 2006 e del 25% nel 2007. Lo scopo di tale meccanismo è anche quello di garantire ai nuovi SM un sostegno che non sia inferiore a quello già programmato a livello nazionale e quindi evitare che l'adesione possa ridurre il livello di aiuti, in alcuni casi superiore a quello previsto dal phasing-in. In nessun caso il completamento degli aiuti potrà raggiungere un livello di sostegno riferito a quel determinato prodotto e/o mercato superiore a quello garantito agli attuali SM. Tuttavia, per Cipro è stato necessario prevedere un programma di sostegno speciale, allo scopo di garantire il mantenimento del livello di aiuti che gli agricoltori ciprioti avevano ricevuto nel 2001. Inoltre, per Cipro e per la Lettonia è previsto il mantenimento transitorio degli aiuti nazionali ma con una degressività, fino al 2010 per il primo paese e fino al 2008 per la Lettonia. In tale scenario molti paesi candidati hanno sollevato obiezioni circa le difficoltà tecnico-amministrative d'applicazione, sin dal primo giorno dopo l'adesione, di un sistema d'aiuti giudicati molto complessi o in ogni modo per il quale sarebbe stato necessario il funzionamento a pieno regime di tutti gli strumenti di gestione e controllo previsti dall'acquis comunitario. Pertanto, in alternativa al sistema d'aiuti standard, nei nuovi SM sarà possibile optare per un sistema d'aiuti per ettaro, detto pagamento unico. Si tratta di una ripartizione dell'envelope finanziario previsto in favore di ognuno dei nuovi SM con un sistema di tipo €/ettaro, considerando la superficie agricola utilizzata come definita dalla Commissione Europea a fini statistici (EUROSTAT). La superficie dovrà essere comunque mantenuta in buone condizioni agronomiche e potrà essere o non in produzione. Il sistema sarà applicabile per un massimo di cinque anni. Riguardo alle misure di sviluppo rurale, per i nuovi SM è previsto un aiuto forfettario in favore delle aziende considerate di semi-sussistenza. L'importo sarà pari ad un importo massimo di 1.000 € per azienda annuali (1.250 per la Polonia), allo scopo di mantenere una potenzialità economica e fronteggiare la concorrenza rispetto agli SM attuali. Tuttavia, il diritto all'aiuto dovrà essere accompagnato da un business plan che dimostri la possibilità di raggiungere un livello di concorrenzialità di tipo commerciale. Tra le misure eleggibili per lo sviluppo rurale si segnala il sostegno per il raggiungimento degli standard comunitari, con riferimento ai parametri ambientali, a quelli sanitari, a quelli per la sicurezza alimentare, per il benessere degli animali e al livello d'occupazione. E' previsto un massimo di 200 € l'anno per ettaro per un periodo considerato sufficiente per raggiungere gli standard previsti. Con la conclusione dei negoziati cosa dovrà accadere? In primo luogo i nuovi SM dovranno adoperarsi per applicare praticamente gli impegni sottoscritti e in particolare accelerare l'effettivo funzionamento del sistema integrato di gestione e controllo (IACS). In che modo è possibile giustificare un livello d'applicazione differenziato nel tempo degli aiuti diretti tra i nuovi e i gli attuali SM? Introducendo una gradualità si è tenuto conto del diverso potere d'acquisto, incluso il livello dei salari e la necessità di non creare sperequazioni con i redditi provenienti dai settori non agricoli. E' importante sottolineare che in molti casi senza l'adesione all'UE vi sarebbe stato un sostegno limitato in termini di programmazione e d'ammontare o non vi sarebbe stato alcun sostegno in agricoltura. Perché l'UE ha creduto che una totale estensione degli aiuti diretti avrebbe rallentato il processo di ristrutturazione? Tale ipotesi avrebbe consolidato le strutture esistenti, in molti casi non concorrenziali con quelle negli attuali SM e avrebbe incentivato in maniera insufficiente la ristrutturazione e il riorientamento delle attività agricole, proprio in un momento nel quale tale esercizio è maggiormente richiesto. L'effetto degli aiuti diretti sarebbe stato immediato ma nel medio e lungo periodo è richiesto una programmazione che garantisca la vitalità del settore e il livello d'occupazione della mano d'opera. Il sistema del pagamento unico potrebbe portare a delle perdite di reddito, per esempio per gli allevamenti di tipo intensivo nei nuovi SM? La realtà descritta dai paesi in questione ha mostrato che i sistemi d'allevamento sono principalmente di tipo estensivo e che le attività intensive sono piuttosto un'eccezione. Il diverso livello di sostegno deciso con il phasing-in potrebbe comportare un' inondazione di prodotti comunitari sui mercati dei nuovi SM, con la costituzione del mercato unico? E' stato provato che i costi di produzione negli attuali SM sono ancora più alti di quelli nei nuovi SM, così come il livello del costo della mano d'opera; considerando che il costo del capitale fondiario rimane per il momento e mediamente più basso che negli attuali SM non si prevede uno squilibrio dell'interscambio e/o un aumento eccezionale delle esportazioni comunitarie verso i nuovi SM. E' possibile adottare contemporaneamente il sistema degli aiuti diretti standard e quello del pagamento unico? Tale ipotesi è esclusa.E' stato chiarito che l'alternativa è finalizzata a favorire attraverso un periodo transitorio la piena applicazione del sistema normale. Come sono state decise le quote di produzione e le superfici di base? Il principio è stato di scegliere gli anni di produzione e le superfici coltivate sulla base delle medie di superficie coltivata e rese produttive storiche, ottenute durante un periodo di riferimento definito. In tal senso sono state considerate anche le circostanze eccezionali, come la crisi russa e le annate di forte siccità. Vi è una contraddizione tra la necessità di ristrutturazione e l'applicazione delle quote di produzione? Il sistema di contingentamento delle produzioni è concepito per evitare l'accumulo di eccedenze produttive dei mercati per i quali proprio i nuovi SM hanno vocazione produttiva, quali i cereali, la carne, il latte, lo zucchero, ecc. Tuttavia, per il settore del latte, l'assegnazione di una quota di riserva è finalizzata a consentire una ristrutturazione delle aziende che soffrono di problemi strutturali, siano essi legati alle dimensioni aziendali o al numero di capi animali allevati nell'azienda. Riguardo alle superfici di base e alle rese storiche come si concilia la necessità di ristrutturare con i limiti di produzione? A tutti gli SM è possibile superare le superfici di base, quello che può essere ridotto è l'aiuto e non la possibilità di aumento della superficie, pertanto rimane applicabile ad esempio il principio delle economie di scala per facilitare la ristrutturazione. Chi decide il finanziamento dei programmi di sviluppo rurale? La Commissione approva i finanziamenti sulla base di una valutazione di conformità con le disposizioni giuridiche e finanziare previste. Ciò garantisce equità di trattamento e obiettività delle decisioni, alla luce dell'esperienza che la Commissione ha acquisito nel corso dei precedenti periodi di gestione. Quali possibilità hanno i nuovi SM di accedere alle misure di sviluppo rurale, con riferimento all'esperienza già maturata dagli attuali SM e a che tasso di cofinanziamento? In tale contesto i nuovi SM hanno già maturato esperienza grazie al programma SAPARD che ha previsto in fase di pre-adesione l'applicazione di uguali misure per lo sviluppo rurale. Il tasso di finanziamento comunitario per le zone obiettivo 1 è stato elevato all'80%, in deroga temporanea fino al 2007, comparato a quello degli attuali SM al 75%. La necessità di ristrutturazione potrebbe portare ad un aumento del livello di disoccupazione nei nuovi SM? E' previsto nei prossimi dieci anni un livello fisiologico di riduzione nell'impiego della mano d'opera del settore agricolo. Tuttavia, le aziende di semi sussistenza potranno beneficiare di un aiuto forfetario, come detto, di 1.000 € e accedere al beneficio degli aiuti diretti considerando che il sistema di pagamento unico rende eleggibile qualunque superficie agricola. Sarà possibile evitare l'impatto economico con l'abbattimento delle barriere doganali per la costituzione del mercato unico allargato? La Commissione ha avviato nel 1999 dei negoziati detti "doppio zero o doppio beneficio" con i quali de facto è stato possibile liberalizzare una gran parte di settori e abolire le restituzioni alle esportazioni da entrambe le parti. Perché le concessioni date ai paesi candidati in alcuni casi sono state meno favorevoli di quelle accordate ai paesi dell'area balcanica? La situazione nei balcani è stata decisa alla luce dei recenti eventi bellici e l'impatto economico delle concessioni, dazio zero per tutte le esportazioni con l'eccezione del vino e del baby beef, si è dimostrato poco significativo ma le misure accordate sono state utili a rivitalizzare l'economia dei paesi in questione. Le esigenze di ristrutturazione del settore agricolo porteranno ad una massiccia migrazione dei lavoratori verso gli attuali SM? Il processo porterà contemporaneamente ad una migliore integrazione dei nuovi SM; inoltre si ipotizza che i lavoratori che saranno espulsi con la ristrutturazione riguarderanno principalmente le persone più anziane e i lavoratori meno specializzati, per i quali nell'ambito dello sviluppo rurale esistono incentivi specifici. Come si prevede l'andamento dei prezzi per i prodotti agricoli dopo l'adesione? Generalmente vi sarà una tendenza sempre più forte alla convergenza, come si è realizzato negli ultimi anni. Nel breve periodo alcune differenze potrebbero permanere, come ad esempio per il grano, l'orzo, i semi oleosi di colza, il latte, mentre per altri prodotti si è già raggiunta un'equivalenza, come per le carni suine o il pollame. Altri prodotti come le carni bovine, lo zucchero e il mais hanno ancora prezzi chiaramente inferiori. Tuttavia è da considerare oltre al livello anche la fluttuazione dei prezzi che nei nuovi SM si è ridotta sensibilmente. Esistono problemi o rischi di tipo ambientale a seguito di un'intensificazione delle attività produttive nei nuovi SM? Tale ipotesi è poco prevedibile, considerati i vincoli ambientali imposti dalla politica agricola comune. Inoltre, le misure agroambientali concepite allo scopo hanno carattere di obbligatorietà. Come è possibile regolare il flusso di acquisti del capitale fondiario nei nuovi SM dove, in alcuni casi, il prezzo di mercato è più basso rispetto agli SM attuali? I negoziati hanno previsto un periodo transitorio per l'acquisto dei terreni agricoli dopo l'adesione in favore di quei paesi dove il prezzo del capitale fondiario diverge notevolmente; inoltre, sarà limitata la vendita dei terreni per gli agricoltori che lavorano la propria terra. Nel processo di riforma della PAC cosa è previsto con l'allargamento? L'approccio scelto dalla Commissione prevede una serie di misure per integrare i nuovi SM. Il disaccoppiamento, la semplificazione e il rafforzamento delle politiche di sviluppo rurale, unitamente alle misure agroambientali porteranno ad un processo di maggiore integrazione. Nei nuovi SM una maggiore fiducia del consumatore sulla sicurezza alimentare e pertanto il risultato atteso con l'applicazione della PAC sarà ritrovato anche attraverso l'adattamento della legislazione nazionale e il rispetto degli standard comunitari.
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