
elzevirino Nella notte tra il 25 e il 26 marzo scorso il comandante della stazione dei carabinieri giunge con la sua camionetta ai primi cancelli della caserma Ederle e si fa riconoscere dalle sentinelle. Il maresciallo chiede di poter vedere qualcuno del comando al quale deve consegnare un importante e urgente documento. Sono tutti a dormire gli rispondono, ma il maresciallo insiste e finalmente viene accompagnato nella palazzina della polizia militare americana della base aerea vicentina. Un ufficiale viene svegliato, il maresciallo dei CC si scusa per l'ora e con molto imbarazzo gli consegna una busta chiusa che prega di aprire. L'ufficiale la apre e legge con evidente sbalordimento: Procura della repubblica di... bla, bla, bla. in base a..., con riferimento a...si ordina al comandante della 173 brigata di paracadutisti Usa di non muoversi con i suoi uomini dalla base italiana, pena gravi conseguenze penali. Il magistrato aveva ricevuto in proposito una denuncia anonima con la quale si annunciava l'imminente partenza dei mille parà per l'Irak : l'accusa è di attentato alla Costituzione italiana. In pochi minuti la base si sveglia, tutte le luci si accendono, militari in armi corrono da ogni parte, arriva il generale comandante che con molta calma dice al povero maresciallo dei CC: se non posso muovermi mi dichiaro prigioniero di guerra con tutti i miei uomini. Ai lettori: il racconto di cui sopra non è che il resoconto sommario di un bel sogno notturno di un noto esponente dei Verdi italiani.
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