speciale l'isola che non c'è
forse riemerge Ferdinandea

Negli ultimi tempi si è tornato a parlare di Ferdinandea, l'isola repentinamente apparsa nel 1831 nel Canale di Sicilia e altrettanto repentinamente sprofondata pochi mesi dopo.

Dopo centosettanta anni di oblio, agli inizi del duemila il mare intorno all'isola (un cono vulcanico la cui cima è immersa a pochissimi metri di profondità) iniziò a mostrare segnali di attività vulcanica.

La notizia fu riportata da importanti organi di stampa e si disse anche che la Royal Navy avesse inviato sul posto una corvetta per prendere possesso dell'isola in nome di Sua Maestà britannica, laddove fosse riemersa.

Il primo ottobre dello stesso anno il pretendente al trono delle Due Sicilie, Carlo di Borbone, ha rinunciato ai suoi diritti sull'isola (in caso di emersione), anche se, a rigor di logica, essendo stato il regno delle Due Sicilie annesso allo Stato italiano, eventuali diritti appartengono alla Repubblica.

Ma l'isola potrebbe essere rivendicata anche dalla Francia e alcuni sub francesi si sono recati sul posto sperando di piantarvi sopra il loro tricolore (credevano fosse riemersa).

Nel frattempo pescatori siciliani hanno posato una lapide sulla vetta sommersa del vulcano, ribadendo l'italianità del territorio.

Agli inizi di quest'anno l'immersione di un medico di Sciacca ha riportato l'isola all'attenzione delle cronache. Secondo il dottor Mancuso la temperatura dell'acqua attorno al vulcano è più elevata del doppio rispetto alla temperatura media stagionale.

Polemiche sono sorte tra gli esperti sulla effettiva profondità della cima; il medico siciliano ha notato un innalzamento di due metri e mezzo, ma esperti dell'università di Palermo affermano che la profondità ufficiale di otto metri risale a carte nautiche vecchie, mentre la profondità attuale è di cinque metri e mezzo.

Resta il dubbio che comunque, se l'innalzamento non si è verificato negli ultimi due mesi, un effettivo innalzamento nel tempo c'è stato.

C'è chi dice che Ferdinandea sia già riemersa altre volte, per poi scomparire, erosa dal mare.

Negli anni ottanta, durante gli scontri tra Stati Uniti e Libia, un aviatore americano bombardò quel tratto di mare, avendo avvistato una massa scura che gli sembrava un sottomarino libico. Forse si trattava del cono del vulcano affiorante dal mare.

Ferdinandea non è l'unico vulcano sottomarino che potrebbe svegliarsi. Nel 1999 ci furono polemiche per un paio di articoli di un importante quotidiano in cui si parlava dell'esistenza di movimenti sospetti delle acque nella zona del vulcano Marsili.

Il Marsili è un vulcano sommerso di tremila metri di altitudine (in realtà si tratta di una catena) nel Tirreno meridionale, grosso modo a metà della rotta tra Salerno e Cefalù. Si tratta del più grande sistema vulcanico d'Europa e se effettivamente si risvegliasse provocherebbe un maremoto di dimensioni tali da devastare un lungo tratto della costa tirrenica.