editoriale
lo strano caso del dottor Jekill e mister Hyde
di Piero Pastoretto

Non vi è dubbio che persino i più filo americani dell'Occidente stiano nutrendo un forte sconcerto alla luce delle ultime mosse dell'amministrazione statunitense, e si stiano chiedendo se non ci troviamo forse di fronte ad una sorta di sdoppiamento della personalità di questa grande nazione. Da un lato, come il buon dottor Jekyll, essa è la madre di tutte le democrazie mondiali, ed i suoi bambini imparano la parola freedom prima ancora di saper pronunciare mamy e daddy. Dall'altro, come il malvagio mister Hyde, gli USA stanno presentando in politica estera un volto autoritario, minaccioso, "imperialista" ed altrettanto indifferente alle risoluzioni delle Nazioni Unite quanto quello di Saddam. Ora, la domanda da porsi è la seguente: qual è l'origine di un tale disturbo della personalità americana? La causa più evidente, che dovrebbe ormai essere nota persino ai più distratti, è l'implosione dell'URSS alla fine degli anni Ottanta, che ha regalato agli Stati Uniti il ruolo di unica superpotenza del pianeta ed ha sconvolto un equilibrio che, pur attraverso varie crisi anche gravi, aveva funzionato per un quarantennio. Vi è però una seconda motivazione, più sottile, che io chiamo sbrigativamente "la logica di una grande potenza", che si fonda su leggi non scritte ma universalmente valide in qualsiasi periodo storico. In altri termini, piaccia o non piaccia ai moralisti della politica, una superpotenza a livello economico, commerciale e militare, deve seguire delle "linee di forza" obbligate, pena l'auto declassamento ad un rango secondario e la perdita più o meno rapida del proprio ruolo di leadership mondiale: il che, onestamente, non può essere richiesto a nessuna nazione cosciente della sua forza e della sua superiorità. Se ad esempio gli Stati Uniti dopo l'11 settembre si fossero isolati nel dolore del sangue innocente versato, o cessassero oggi di sostenere anche con le minacce i loro interessi "globali" in ogni area del mondo, presto li perderebbero ovunque, fagocitati dai loro rivali politici ed economici. In sostanza, presto scadrebbero al modesto livello a cui si è ridotta la Gran Bretagna dopo la fine del secondo conflitto mondiale.

Ma poiché va tanto di moda parlare di "impero americano", rifacciamoci per un istante all'esperienza di quello di Roma, includendovi l'età repubblicana dopo l'uscita di scena di Cartagine nel 146 a.C. Come si comportava il Senato nella sua politica estera? Innanzitutto circondandosi di un nucleo di Stati amici in rango di satelliti che godevano della protezione di Roma. Poi, cogliendo l'occasione di "proteggere" i propri federati, interveniva in questioni geopolitiche locali anche eccentriche per battere i potenziali nemici. Infine, se qualcuno si ribellava al suo dominio formale di pace e di libertà, lo puniva duramente, come fece con i galli di Vercingetorige o gli ebrei della Palestina. La logica di grande potenza si estende oggi a livello mondiale e non più mediterraneo, ma la sostanza è immutata: chi mette in discussione un ordine costituito e finalizzato agli interessi d'area dello Stato egemone, che sia Giugurta, Antioco o Mitridate, oppure Milosevic, Bin Laden o Saddam, va eliminato. In altre parole, la condotta politica obbligata che seguono oggi gli Stati Uniti d'America è vecchia come il mondo, ed era già stata meravigliosamente espressa dal celebre verso virgiliano: Romane memento. Parcere subiectis, debellare superbos!

Quando parlo di condotta politica obbligata, intendo affermare che non è questione di amministrazione democratica o repubblicana, poiché il democratico Clinton, pur contestatore da giovane della guerra in Vietnam, è intervenuto con o senza l'appoggio dell'ONU in Somalia, Bosnia e Kosovo. Fintanto che le spedizioni militari possono avvenire con la copertura delle Nazioni Unite o della NATO (ma sempre sotto comando americano), esse assumono una parvenza di operazioni umanitarie o di polizia internazionale. Quando ciò non è possibile, come nel caso attuale, allora gli USA devono abbandonare la loro "benevola egemonia" (come è stata definita) per trasformarsi in quel mister Hyde che si cela dietro il volto di Jekyll, procedendo da soli o con occasionali alleati.