
teatro Dal 15 al 18 febbraio al Teatro Menotti Io non sono un gabbiano ispirato a Il Gabbiano di A. Cechov ideazione e regia Stefano Cordella con Francesco Meola, Camilla Pistorello, Umberto Terruso, Dario Merlini, Dario Sansalone, Camilla Violante Scheller, Daniele Crasti, Fabio Zulli produzione Oyes con il sostegno di NEXT - con il sostegno di Armunia- Centro di Residenze Teatrali spettacolo vincitore di Next 2017-2018, bando di Regione Lombardia e Agis per la produzione e distribuzione delle giovani compagnie un sentito ringraziamento a Maurizio Porro Un funerale, quello di Arkadina, la celebre protagonista del Gabbiano, il capolavoro di Cechov, dà inizio a: Io non sono un gabbiano, una drammaturgia originale, frutto del lavoro di scrittura della Compagnia Oyes, che si confronta per la seconda volta con un testo dell'autore russo, dopo il successo di Vania. Un inizio sconcertante per uno spettacolo che utilizza l'artificio del "teatro nel teatro" per raccontare la vicenda cechoviana (ma, d'altra parte, Il Gabbiano non è forse il più metateatrale dei testi di Cechov?). Durante il funerale di Arkadina le orazioni dei presenti assumono l'aspetto di performance artistiche, dato che quasi tutti i partecipanti sono, o si sentono, artisti o aspiranti tali: dal logorroico maestro Medvedenko, sedicente stand-up comedian a tempo perso, a Nina e Kostja. Lei sogna di raggiungere la fama come attrice, lui è ossessionato dalla ricerca di "forme nuove" nel teatro e nella vita. Quello che comincia come un omaggio sotto forma di monologo da parte di Nina viene però improvvisamente interrotto da Kostja che si "mette a nudo" nello sconcerto dei presenti. Solo Dorn, dottore emotivamente "anestetizzato" dalla razionalità, ha parole d'elogio per il gesto provocatorio. Toccherà a Trigorin, famoso scrittore, ristabilire l'ufficialità della situazione con un commovente discorso dedicato alla defunta compagna. Dopo il funerale, la vita procede tra amori non corrisposti e chiacchiere vane. Masha accetta di sposare Medvedenko e, durante il matrimonio, tutti i personaggi si ritrovano nuovamente, "felici", come fa notare lo sposo in un discorso per le nozze che trasuda sconfitta e tristezza. Apparentemente tutti hanno realizzato i propri sogni: Nina è un'attrice professionista, Kostja ha raggiunto la fama al prezzo della propria libertà creativa, gli sposi si baciano. Evviva gli sposi. Eppure tutti sono spenti, soli, forse morti. Nell'aria ora si sentono le note di "Felicità" di Albano e Romina, al posto del requiem iniziale, ma la differenza è impercettibile. Note di regia
Teatro Menotti di Milano dal 15 al 18 febbraio 2018 Io non sono un gabbiano Da Anton Cechov | ideazione e regia Stefano Cordella | con Francesco Meola, Camilla Pistorello, Umberto Terruso, Dario Merlini, Dario Sansalone, Camilla Violante Scheller, Daniele Crasti, Fabio Zulli |disegno luci Giuliano Almerighi | sound design Gianluca Agostini |costumi Stefania Coretti e Simone Pisani |assistente alla regia Noemi Radice | organizzazione Valeria Brizzi produzione Oyes con il sostegno di NEXT - Laboratorio di idee per la produzione e la distribuzione dello spettacolo dal vivo - con il sostegno di Armunia- Centro di Residenze Teatrali un sentito ringraziamento a Maurizio Porro ORARI DEGLI SPETTACOLI Giovedì, Venerdì: h. 20.30 | Sabato: h. 19.30 |Domenica: h. 16.30 biglietto unico 16,50€ Biglietteria Teatro Menotti - via Ciro Menotti 11 - Milano tel. 02 36592544 biglietteria@tieffeteatro.it articolo pubblicato il: 10/02/2018 |