
diritto Avvocato civilista A partire da questo articolo si affronteranno varie problematiche connesse ad una compravendita immobiliare; accingersi ad acquistare casa, nell'attuale situazione del mercato immobiliare, può infatti comportare diversi rischi. Rivolgersi ad una agenzia immobiliare può aiutare a risolvere molti problemi, ma è necessario, comunque, non abbassare mai lo soglia di attenzione, soprattutto perché sono in gioco somme notevoli. Innanzi tutto è necessario scegliere con oculatezza il mediatore, assumendo informazioni sia sull'agente che sull'agenzia immobiliare. Fondamentale è che entrambi siano iscritti alla Camera di Commercio. La commissione richiesta dall'agenzia varia normalmente fra il 2% ed il 4% del valore della casa. Tale importo dovrebbe essere fissato sempre a priori, stabilendo, inoltre, nel mandato di vendita a chi, tra venditore e compratore, spetterà corrispondere detta somma. Si eviterà così che il mediatore richieda ad entrambe le parti (acquirente e venditore) una doppia provvigione. Si deve ricordare, poi, che la provvigione è spesso dovuta, per contratto, anche se l'affare non viene più concluso, qualora l'agenzia non sia direttamente responsabile dell'evento. È ad ogni modo consigliabile non fidarsi ciecamente di quanto riferito dal mediatore o dal venditore, ma assumere direttamente informazioni sul proprietario della casa e sull'immobile stesso. La prima cosa da fare è, pertanto, quella di assumere informazioni, presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari di zona, sia sul proprietario dell'immobile che, soprattutto, sull'immobile da acquistare. Una semplice visura permetterà di verificare, inoltre, se la casa sia gravata da ipoteche, pignoramenti o sequestri. Può accadere, poi, che vi siano vincoli di altra natura, ad esempio limitazioni temporali alla vendita derivanti dal contratto di compravendita stipulato dall'attuale proprietario, come nel caso di acquisto da una cooperativa. Prima della stipula del contratto preliminare, spesso viene richiesto dal venditore o dall'agenzia un acconto per "confermare" la propria volontà all'acquisto. Tale acconto, o caparra, dovrebbe essere sempre di importo modesto, non più di 2.000/2.500 euro. Infatti, ai sensi di legge, nel caso si cambiasse idea, tale somma non verrebbe restituita. Conviene, inoltre, imputare per iscritto tale importo a titolo di "caparra penitenziale". In questo modo, nel caso di recesso, quanto versato come anticipo verrà, come detto, trattenuto dal venditore, ma questi non potrà richiedere anche eventuali danni.
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