politica estera
l'Argentina e i militari
di Luigi Delli Stanghi

Il Presidente dell’Argentina Mauricio Macri ha deciso un cambiamento radicale delle linee guida politiche delle forze armate, che d’ora in poi potranno essere utilizzate per qualsiasi tipo di aggressione esterna, tipo quella di una banda di narcotrafficanti, e non solo proveniente da un ipotetico Stato estero. I militari, inoltre, potranno essere utilizzati nei centri urbani per garantire l’ordine pubblico.

L’annunzio del Presidente argentino ha scatenato la rivolta delle opposizioni.

“Se vogliono riformare le Forze armate e derogare dalle leggi esistenti, che vengano a discuterlo al Congresso”, ha dichiarato Felipe Solá del Frente Renovador. Secondo il deputato d’opposizione “le Forze Armate non sono preparate per operare nella sicurezza interna. Non è conveniente per la sicurezza di un paese che ha avuto un partito militare che le FFAA si occupino di sicurezza interna.”.

Agustín Rossi, che fu Ministro della Difesa durante la Presidenza di Cristina Kirchner, ha a sua volta dichiarato: “Coinvolgere le FFAA nella sicurezza interna esige la modifica di tre leggi basilari della democrazia argentina: Difesa, Sicurezza Interna e Servizi. Senza tutto ciò sarebbe illegale. Il dibattito deve passare per il Congresso.” Sempre secondo Rossi “Dal ritorno alla democrazia, nel 1983, la politica argentina ha voluto separare la difesa nazionale dalla sicurezza interna. Inoltre è illegale coinvolgere le Forze armate in problemi di narcotraffico.”.

Da parte sua Adolfo Pérez Esquivel, che ottenne il Premio Nobel per la Pace per la sua opposizione alla dittatura, ha tuonato affermando che “ancora una volta una politica illegale per danneggiare la nostra democrazia. Obbedisce a quello che gli USA esigono dai governi servili dell’America Latina.”

Sicuramente la decisione di Macri è destinata a provocare un dibattito politico nel Paese che non si esaurirà in breve tempo.

articolo pubblicato il: 23/07/2018 ultima modifica: 30/07/2018