
libri L’Abruzzo possiede un retroterra musicologico ricco di evidenze documentarie, nelle quali il versante della musica d’arte si interseca con quello delle tradizioni popolari. Senza ambire all’elencazione esaustiva delle variabili e degli stili, il presente lavoro illustra metodi e ricadute di un’azione progettuale strategica che pone in valore l’energia esperienziale della musica nei processi di percezione del territorio e del suo corredo culturale. Il patrimonio sonoro diventa dunque una grande opportunità per oltrepassare il limite geografico, a condizione che gli operatori prendano le distanze dall’asfittica monograficità regionale e dall’idea “verticale” delle radici culturali. Una idea verticale della tradizione rischia di diventare assolutista e abdica al rinnovamento creativo, mentre una visione orizzontale presenta il vantaggio di appartenere ad una o più tradizioni, senza sentirsene prigionieri. Recuperare gli stili e peculiarità in modo creativo e professionale, abbracciare visioni nuove come la valorizzazione in rete, l’ibridazione e il mutualismo fra repertori, in una regione come l’Abruzzo può essere una strategia per sostenere l’individualizzazione del territorio e per attivare politiche innovative e sostenibili sul piano economico-produttivo, nello spazio delle reti internazionali, nella dimensione turistica. Paola Besutti insegna Musicologia all’Università degli Studi di Teramo e ha coordinato l’intero progetto di Alta Formazione “Abruzzo Musica”. Lia Giancristofaro insegna Antropologia Culturale all’Università “G. D’Annunzio di Chieti e ha coordinato il progetto nel suo Ateneo. Paola Besutti e Lia Giancristofaro
articolo pubblicato il: 09/01/2019 |