
cronache
Grazie ad un finanziamento della Banca Mondiale, si tenterà di porre un argine ad una delle catastrofi ecologiche maggiori del secolo scorso, l'evaporazione del lago Aral (detto anche Mar Azzurro) un tempo il quarto lago del pianeta per dimensioni, ma anche vero e proprio mare, essendo salato. Si tratta di costruire un argine per dividere il Grande Aral dal Piccolo Aral; in questo modo si salverebbe dalla progressiva evaporazione almeno una parte, sia pur minima, del Mar Azzurro, rinviando a tempi migliori la soluzione globale del problema, se di soluzione si potrà mai parlare. La tragedia del lago Aral, dovuta principalmente allo sfruttamento eccessivo delle acque dei suoi affluenti, è giunta al punto che è quasi scomparsa l'industria ittica (quello che era il principale porto peschereccio, Aralsk, si trova ora a 80 chilometri dalla costa). Le speranze che il Mar Azzurro torni all'antica grandezza, nonostante i buoni propositi, sono praticamente nulle, ma l'argine potrà quantomeno costituire una soluzione parziale. Entro il 2004 l'argine dovrebbe essere costruito e si prevede che nel giro di cinque anni il livello dell'acqua del Piccolo Aral salga di quattro metri, ricoprendo 600 chilometri quadrati di invaso oggi del tutto secco. Se, in prospettiva, l'acqua dovesse essere maggiore del fabbisogno, un sistema di chiuse provvederebbe a riversarla nella conca secca del Grande Aral.
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