
elzevirino Quando ci fu il terribile terremoto dell’Irpinia, il 23 novembre del 1980, il prefetto di una delle province colpite fu destituito da Cossiga perché, invece di darsi da fare per organizzare i soccorsi, continuava a tempestare il Ministero degli Interni con messaggi di ogni genere in cui diceva che la prefettura era crollata; la prefettura, non le case di due regioni. Dei circa tremila morti, dei novemila feriti e dei quasi trecentomila sfollati il prefetto non si preoccupava, il suo assillo era che fosse crollato il palazzo della prefettura. Questo episodio ci è tornato in mente sentendo le parole del Segretario del PD Nicola Zingaretti, che si sta impegnando per allargare la maggioranza alla Regione Lazio ai consiglieri del M5s. Zingaretti ha detto che numerosissimi sindaci ed assessori gli mandano ogni giorno messaggi da tutta Italia per invitarlo a fare alleanze stabili con i grillini nelle regioni, nelle province e nei comuni, come se fosse importante salvare qualche poltrona a fronte di una proposta politica e ad una visione ideologica inesistenti. A molta gente, in tempi lontani, i Togliatti ed i Berlinguer risultavano antipatici se non indigesti, ma ai tempi di Togliatti e a quelli di Berlinguer Nicola Zingaretti sarebbe stato un funzionario di partito addetto all’organizzazione di una Festa dell’Unità di provincia, uno dei quelli definiti con bonarietà “un buon compagno”, come dire “non vale niente ma è fedele al partito”. Zingaretti non vuole un congresso adesso, con tutto quello che sta succedendo in Italia e nel mondo, ma solo le primarie nel 2023. Con lui al timone, ci sarà un PD nel 2024? articolo pubblicato il: 03/03/2021 ultima modifica: 05/03/2021 |