
cronache Il Made in Italy ha vita facile all’estero, perché gode di una fama senza eguali. Tutto ciò che arriva dal Bel Paese è ricco di storia, fascino, tradizione e gusto. Accade non solo nell’agroalimentare, il quale resta però il settore più diffuso ed apprezzato nel mondo. A maggior ragione negli ultimi anni, in cui è cresciuta la richiesta di prodotti salutari, legati ai principi della Dieta Mediterranea. Eppure, le aziende italiane non sanno esattamente cosa fare per riuscire ad esportare. Il processo di import export rappresenta, ancora troppo spesso, una difficoltà insormontabile per molte di loro. I dati dell’agroalimentare in Italia
Export: quali sono i passaggi obbligati?
“Si racconta frequentemente di procedure complesse tra etichettatura dedicata e certificazioni”, spiega Sara Martucciello l’esperta di negoziazioni internazionali Sara Martucciello, fondatrice del marketplace Tigle.it. “Ma, ad essere più complesso, è proprio raggiungere contatti che hanno le nostre stesse esigenze. Per farlo è necessario fare prima una sorta di pre-analisi della propria attività. Dall’identificazione del prodotto alla valutazione dei requisiti aziendali, passando per le certificazioni, le quantità, il target del mercato e dell’importatore, la preparazione del listino e della scontistica oltre che un contratto dedicato per la negoziazione internazionale. Purtroppo, questo percorso rende necessaria la consulenza di diversi professionisti per la negoziazione e la logistica. Non si può affrontare, almeno non se si utilizzano canali tradizionali, questa esperienza da soli. E, spesso, ci si imbatte in problematiche che sulle piccole aziende possono pesare molto, trasformando un’occasione in una difficoltà”. Fare export con un processo digitalizzato Molte piccole aziende familiari italiane, nonostante la richiesta di prodotti di nicchia che arriva da diversi Paesi UE ed extra UE, non riescono a raggiungere altri mercati al di fuori di quello nazionale. “Ho curato a lungo processi di export col metodo tradizionale, ma l’esperienza e la passione per le nuove tecnologie mi ha spinta a ragionare su come poter semplificare tutto, soprattutto per andare incontro alle piccole aziende che non hanno a disposizione grandi budget”, specifica Martucciello. “Così è nato Tigle.it, marketplace btob che permette l’incontro tra produttore italiano ed importatore estero, che mi ha consentito di semplificare l’intero processo grazie alla digitalizzazione”. Gli step del processo digitalizzato: Creazione vetrine digitali utenti (produttori/importatori) Assegnazione del match virtuale tra vetrina produttore e vetrina importatore Gestione degli ordini online Proforma fattura compilata a mezzo form nel sistema Messaggistica istantanea per comunicazione tra le parti ed il sistema Reportistica di aggiornamento “La differenza tra un metodo tradizionale e la possibilità di affidarsi ad un marketplace è sostanziale. Nel secondo caso con l’iscrizione online ci si affida ad un processo completamente digitalizzato, guidato (laddove necessario) da professionisti che si occupano di questo ogni giorno. La profonda conoscenza della strada da percorrere semplifica notevolmente il lavoro e porta più velocemente al raggiungimento degli obiettivi”. I sistemi ed i servizi digitali consentono un grande risparmio economico per le PMI italiane che non hanno a disposizione budget elevati per le attività promozionali e di viaggio. Un particolare tra i più rilevanti, che hanno confermato quanto la tecnologia possa andare incontro a nuovi canali distributivi. Case History
articolo pubblicato il: 10/05/2022 |