
speciale Padre Ennio Questa volta non parliamo di un personaggio famoso ma di un semplice sacerdote che con la sola fede in Dio e con il suo coraggio è riuscito a fare cose impensabili. Scrivo di lui perché lo conosco da più di venti anni ed ho vissuto anche se non sempre da vicino il suo cammino. Uomo semplice e fin troppo buono venti anni fa è stato calato dalle superiori autorità ecclesiastiche in una dura realtà quale è ancor oggi Ardea e più specificatamente Tor San Lorenzo ad un passo da Roma. In questi anni ha ricostruito un amore per la chiesa che negli abitanti locali non esisteva più per tanti motivi su cui è meglio sorvolare. Ha formato una comunità sempre pronta ad aiutare i più deboli, ha dato agli abitanti di quella zona una rassicurante presenza che spesso ha lenito le angosce insite in quella comunità. Dal nulla e senza fondi ha iniziato a costruire una nuova chiesa e quando gli chiedevo come cavolo avrebbe potuto affrontare un impresa così impossibile mi rispondeva con il suo sorriso disarmante:"ci penserà il Signore". Con il tempo, con sacrifici, e con aiuti veramente piovuti dal cielo è riuscito a donare agli abitanti di Tor San Lorenzo e di Ardea una chiesa enorme, internamente molto bella (esternamente non mi è mai piaciuta ) ma che è la testimonianza di una incrollabile fede in Dio. Ma la costruzione della chiesa, quasi ultimata, non è nulla in confronto a quanto padre Ennio Cannas ha potuto fare per la cura delle anime: aiuti morali, materiali, assistenza ai malati, disponibile sempre ed in qualsiasi ora. L'amore per lui è cresciuto di giorno in giorno nel corso di questi venti anni. Potremmo definirlo un vero santo in terra. Ma perché parliamo di lui? Per farlo conoscerlo anche a chi non ha avuto il privilegio di avvicinarlo almeno una volta? O perché le alte sfere del Vaticano si sono accorte di lui e giustamente lo stanno per nominare vescovo o cardinale? No, ne parliamo perché il suo nuovo vescovo ha deciso di cacciarlo dalla sua parrocchia per relegarlo in un una piccola chiesa di campagna lontana da tutto e da tutti. La parrocchia di Tor San Lorenzo dipende dalla diocesi di Albano e questo nuovo vescovo di cui non ricordo neppure il nome, incurante delle proteste dei cittadini, incurante di decine e decine di articoli apparsi sulla stampa nazionale e locale ha deciso, accordandogli una proroga di un paio di mesi, di trasferirlo nella nuova destinazione il 6 gennaio 2004. Ultimamente il Santo Padre e la Conferenza Episcopale Italiana hanno voluto sottolineare l'importanza della figura del parroco nelle realtà locali. Punto di riferimento, il parroco deve ed è un rifugio per le ansie, le disperazioni, di tante persone che non sanno o non possono trovare l'amore. L'amore, quello disinteressato, quello vero che accoglie tutti indifferentemente. A Tor San Lorenzo tutti sanno che c'è padre Ennio: da lui si può andare, si può trovare una parola di conforto, un aiuto morale e tante volte anche un aiuto materiale. Ma perché mandarlo via signor vescovo? I motivi ho il sospetto di conoscerli e non mi sembrano proprio ecclesiastici ed anche i comportamenti dei componenti della diocesi di Albano non mi sembrano propri di veri pastori. Sto riportando, solo in parte, quanto apparso sulla stampa e non riesco proprio a capire l'ostinazione di questo vescovo e dei suoi consiglieri nel perseverare in questa sciagurata decisione avversata da tutta la popolazione di Ardea. Tutta la documentazione relativa a questa "strana" storia è stata inviata al Segretario di Stato Vaticano, al Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, a Sua Eminenza il Cardinal Re. Nessuna risposta per il momento. Mi permetto di fare una sola riflessione: i cittadini di Ardea per protesta hanno già deciso che non metteranno più piede in chiesa perché il successore di padre Ennio, già designato, non è ben visto dalla popolazione per vari motivi. E' un costo che la chiesa può e deve sopportare?
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