
copertina L'istituto tedesco di studio dei conflitti internazionali di Heidelberg ha pubblicato un ricerca sulle guerre avvenute nell'anno appena trascorso. L'istituto enumera 80 conflitti in atto, 35 dei quali si connotano per un alto livello di violenza, e 14 nuove guerre scoppiate nell'anno. Di queste solo una, quella in Irak, e' una vera e propria guerra scoppiata tra Stati; le altre sono lette intestine.Il numero delle ostilita' si e' ridotto rispetto al 2002. L'Africa e' il continente che ha sofferto piu' conflitti, relazionabili a scontri di potere, guerre tribali, confronti per la conquista di risorse. Gli esperti dell'istituto di politica internazionale dell'Universita' di Heidelberg affermano che e' necessario adeguare il diritto internazionale per porre fine alla violenza, cosi' come sta succedendo con il terrorismo, che solo dopo l'11 settembre e' stato paragonato ai conflitti. La professoressa Tania Borzel afferma che il diritto internazionale e' obsoleto, inquanto non si possono definire, ad esempio, combattenti i bambini costretti a fare i soldati in molte zone del mondo, ma soprattutto in Africa. Lo studio ha analizzato in particolare la reazione internazionale, specialmente degli USA, nei riguardi di alcuni Paesi accusati di coprire il terrorismo e la teoria del "Nation building", ovvero la necessita' di ricostruire uno Stato dopo una guerra. E' necessaria, quindi, una evoluzione dei parametri attuali per adattarli alle nuove situazioni internazionali.
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