copertina
un giusto poco conosciuto
di Luigi Dicuonzo

"Cos'è la memoria?
Se nessuno me lo chiede, lo so;
se dovessi spiegarlo a chi ne chiede conto, non lo so"

(Sant'Agostino)

Nel gruppo di ebrei provenienti dalla Germania, dalla Cecoslovacchia,dalla Polonia, insomma, dall'Europa centro-orientale, che nel settembre 1939, attraverso il valico del Brennero, si dirigeva in Italia con la speranza di poter raggiungere la Puglia e, da Brindisi, la "porta dell'Oriente", imbarcarsi per la Palestina, la "terra promessa" da sempre al loro peregrinare, c'era HANNAH STEIN, giovane slovacca di ventidue anni, incinta agli ultimi giorni di gravidanza.

Il gruppo aveva certezza di imbarcarsi sul piroscafo greco Amazon dell'armatore Mikolopulos al quale, tramite un commerciante tedesco di nome Paul Adler, era stata anticipatamente consegnata la somma pattuita per il passaggio in mare, faticosamente messa insieme, tramite le collette clandestine delle comunità ebraiche del tempo, minacciosamente braccate dalle polizie di tutti gli stati europei e dell'Italia stessa, dopo le leggi razziali del 1938.

All'appuntamento nel porto di Brindisi, del piroscafo Amazon non si scorse nemmeno l'ombra. La truffa, del resto molto facile e reiterata in quei giorni di caos generale, dell'armatore greco e del commerciante tedesco, perfettamente riuscita.

Al ventisettenne vice - commissario di Polizia, CESARE SANTINI, di servizio nella stazione di Polizia Marittima di Brindisi, venne affidato, per la sua ottima conoscenza della lingua francese e del tedesco, l'incarico di risolvere i problemi di quel gruppo di quasi cento ebrei, tra cui trenta donne ed una quindicina bambini.

Nelle mani di Santini e di sua moglie Elena, morta, poi nel 1943, di setticemia a seguito della sua opera di volontariato svolto a favore delle vittime dei bombardamenti dell'operazione Workshop degli Alleati su Foggia, nacque tra mille peripezie che si possono leggere in "Una stella fra i trulli" di Francesco Terzulli, Mario Adda Editore, Bari 1995, JUDITH.

Il 27 ottobre del 1939, Hannah Stein e Judith, partirono da Brindisi dirette a Milano, dove la Comunità Israelitica procurò lavoro, vitto e alloggio sicuro e un modesto compenso settimanale alla giovane slovacca, in casa di una coppia di anziani ebrei. Prima di partire, Hannah, volle consegnare alla signora Elena un braccialetto metallico con una stella di Davide e la scritta in ebraico del versetto di Isaia "Il Signore mi ha mandato per proclamare ai prigionieri la libertà, per togliere i vincoli a chi è legato", accanto alla data 15 Ottobre 1939, giorno della nascita di Judith. Arrestata, con la bambina, dalla polizia fascista, qualche tempo dopo, la poveretta fu tradotta al campo di concentramento femminile di Solofra. Tra mille peripezie che si possono leggere in "Una stella fra i trulli" di Francesco Terzulli, Mario Adda Editore, Bari 1995, l'ebrea Hannah Stein, arrestata a Roma il 16 ottobre 1944, fini deportata ad Auschwitz - Birkenau, il 22 ottobre, selezionata e gasata al mattino del 23 ottobre 1944.

Il 10 Giugno 1949, nel campo IRO di Barletta, Cesare Santini, delegato dal Prefetto di Bari a ricevere il Console di Israele, dottor Arje Orion, per la cerimonia di trasferimento di tutti i bambini, ivi ospitati, in Israele, incontra una bambina di dieci anni. Fortuitamente sente la maestra del coro dei bambini che la chiama per nome: Judith! Jiudith!

E' quello il momento magico della vita di Santini. Regala alla bimba quel braccialetto che portava sempre con sé e, al cospetto di tutte le autorità presenti, l'abbraccia esclamando: " Si, mia piccola Judith, io sono tuo padre!".

Espulso dalla Polizia, Santini, ha lavorato a Napoli in una compagnia di spedizioni doganali e Judith o, se volete, Giuditta, ancora oggi la si può incontrare nei quartieri spagnoli di Napoli o, forse, chiedendo sue notizie alla comunità israelitica di quella città.