
opinioni e commenti Noi cristiani abbiamo accolto l'incanto delle date, ma siamo andati oltre, perché crediamo che Dio e' entrato nel tempo. Consacriamo le domeniche alla Resurrezione di Cristo; il sabato alla Vergine. I quarti di secolo sono anni giubilari; i grandi anniversari conservano la memoria collettiva. Attualizziamo gli avvenimenti salvifici nel ciclo liturgico annuale, con i suoi tempi forti ed il suo tempo ordinario. La Chiesa ha cristianizzato i solstizi, le due grandi scadenze del corso dell'anno. Ha commemorato nel solstizio d'inverno la nascita di Gesu' Cristo e in quello d'estate quella di Giovanni Battista. Il Natale - che sostituisce le feste saturnali dell'impero - si celebra quando il giorno comincia ad allungarsi, ricordando cosi' Cristo Sole nascente (ex oriente lux"). Dal Vaticano II, all'inizio dell'anno civile, vale a dire il primo di gennaio giuliano, si situa la festa mariana piu' notevole: la Maternita' divina di Maria. Perche' Maria, Madre del Sole che nasce, e' la donna con la luna sotto i piedi, secondo la visione apocalittica. Non dimendichiamo, in ultimo, che, nel corso di molti secoli, la celebrazione delle quattro tempora pose le proprie scadenze penitenziali all'inizio di ognuna delle stagioni. In questo modo, con materna pedagogia, la Chiesa ha espresso qualcosa di molto importante: che il tempo ha un senso seligioso e salvifico. Nella pienezza del tempo, in effetti, si e' incarnato il Verbo di Dio. Nella storia si edifica il regno e si compiono le promesse. Alla fine dei tempi giungera' Cristo glorioso. Che tristezza se la nostra cultura perdesse questo senso quasi sacro del tempo! Le feste religiose sono pietre miliari del nostro cammino. Sarebbe deplorevole se le nostre feste religiose si trasformassero in una sagra. Sarebbe come coprire la nostra cultura di catrame nero e appiccicoso.
|