
copertina Alla fine del secolo XIX, quando Marconi mise a punto la Radio ed il cinema mosse i suoi primi passi, nessuno avrebbe potuto immaginare l'evoluzione tecnologica che si sarebbe sviluppata nel successivo mezzo secolo. La radio nasceva, piu' che altro, come uno strumento di servizio, da utilizzare per la trasmissione di notizie e dispacci, di ordini militari come di richieste di soccorso. Poco piu' che prove tecniche di diffusione. VLe prime trasmissioni regolari di un ente radiofonico partiranno solamente il 23 febbraio 1920, dalla stazione di Chelmsford in Inghilterra. Il 27 agosto 1924 e' costituita a Roma l'URI (Unione Radiofonica Italiana), società nata dalla fusione delle due principali imprese italiane dell'epoca operanti nelle telecomunicazioni: la SIRAC (Società Italiana Radio Audizioni Circolari) e la Radiofono-Società Italiana. Il 6 ottobre dello stesso anno avrà inizio il primo servizio quotidiano di trasmissioni radiofoniche. Con Regio Decreto (convertito in Legge n. 1350 del 17 maggio 1928) nasce il 17 novembre del 1927 l'EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) dalla trasformazione dell'URI. La radio accompagnerà gli italiani attraverso gli anni trenta e quelli che verranno, riuscendo a scandire e segnare la memoria del tempo fino all'avvento dirompente di quella che sarà la rivoluzione di un nuovo mezzo: la televisione. Questa rivoluzione, benché ponga le proprie radici dalla fine del primo dopoguerra, arriverà a compimento solo nel 1954, quando nell'aprile dello stesso anno nascerà la RAI (Radio Audizioni Italiana). Il '54 è anche l'anno in cui la Radio festeggia i cinque milioni di abbonati (testimonial dell'avvenimento e' il programma "Il signor cinque milioni"). Sono pochissime ancora le persone che possono permettersi l'acquisto di un televisore. Ed allora la gente comune comincia ad organizzarsi all'italiana: sfruttando le vetrine dei negozi di elettrodomestici che espongono il nuovo apparecchio nelle vetrine, riunendosi nei bar che iniziano ad esporre al pubblico la "magica scatola" o cercando di approfittare delle case del vicino piu' facoltoso e benestante che ha già acquistato il televisore. Paradossalmente nella campagna il nuovo mezzo sembra diffondersi con maggior velocità: negli ambienti rurali, nelle baraccopoli e' piu' facile vedere antenne TV che condutture dell'acqua. Per molti anni la televisione "del condominio" sarà un fenomeno diffuso. Il 3 gennaio 1954 alle ore 11.00 parte la regolare programmazione televisiva. La cerimonia ufficiale prevede una telecronaca diretta dell'inaugurazione degli studi di Milano e dei trasmettitori di Torino e Roma. E'di Mike Bongiorno la prima trasmissione televisiva "Arrivi e Partenze" in onda dalle 14.30 alle 14.45. Alle 15 un programma di musica leggera presentato da Febo Conti ed a seguire il pomeriggio sportivo. "Le miserie del signor Travet e' il primo film in onda sullo schermo, per la regia di Mario Soldati che farà da anteprima al telegiornale delle 20.45 Ore 21.15: va in onda "Teleclub", considerato il primo talk-show della nostra storia televisiva, che radunava personalità del giornalismo e della cultura in un dibattito da studio. "L'osteria della posta" di Carlo Goldoni proseguirà le trasmissioni alle 21.15; poi "Settenote", programma di musica leggera ed infine, a chiusura programmi, la prima Domenica Sportiva alle 23.15. Il tutto seguito da una dose massiccia di "monoscopio". Gli anni del boom della televisione coincideranno con gli anni della c.d. ripresa economica, con gli anni della Democrazia Cristiana. Siamo agli inizi di una nuova evoluzione culturale ed economica che investe appieno un paese che ha le proprie origini ancora radicate nell'entroterra agricolo. La televisione avrà il gran merito di accompagnare passo per passo questa evoluzione culturale, in gran parte incitandola e favorendola. La trasmissione di maggior successo dell'epoca sarà, non a caso, Lascia o Raddoppia, programma di domande e risposte a premi; ma ciò che stupisce di piu' e' l'alto tasso di analfabetismo del pubblico che ancor all'epoca era di estrema rilevanza. "Lascia o Raddoppia" sarà il primo passo su una strada che porterà alla messa di onda di trasmissioni quali "Telescuola" e "Non e' mai troppo tardi" che evidenzieranno cosi' la vocazione didattica e formativa che la televisione poteva apportare per il pubblico meno acculturato. Un percorso per molti versi straordinario, che ebbe il gran pregio di determinare la crescita della nostra società.
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