arte e mostre
gli ultimi arrivi al museo Bargellini

E' diventata ormai una "tradizione" quella di far coincidere con la "giornata dell'artista", che, giunta alla quinta edizione, fa registrare una imponente partecipazione nelle sale del Museo d'Arte delle Generazioni italiane del '900 "G. Bargellini, che ha sede, in una modernissima struttura, in quello che fu l'antico silo granario di Pieve di Cento (Bologna), con l'apertura della mostra sulle ultime acquisizioni del Museo, che conclude l'attività espositiva di quest'anno ed annuncia le novità in programma per il 2004.

Come nei precedenti consuntivi, pure il presente risulta estremamente ricco e variamente articolato, oltre che criticamente documentato nel catalogo edito da Bora: le opere esposte stanno ad attestare la natura di work in progress della struttura museale, pensata come realtà non statica, ma continuamente in crescita, con l'acquisizione (spesso grazie a donazioni effettuate dagli stessi artisti o dai loro eredi) di opere che vanno via via ad incrementare le già doviziose collezioni permanenti, al fine di rappresentare nel tempo il mosaico più ampio possibile della creatività italiana del secolo appena archiviato e di offrire al pubblico, agli studiosi e agli "addetti" un punto fondamentale di riferimento riguardo al periodo storico considerato.

Per quanto attiene alla Generazione Maestri storici, sono giunti sia un Autoritratto di Emilio Notte, allievo di Fattori e De Carolis, sia la stupenda Pavoncella di Ennio Tomai, accanito sperimentatore e versatile artista che seppe spaziare dalla scultura all'illustrazione, dalla scenografia alla fotografia. Tuttavia assieme ai due importanti arrivi citati va segnalato l'ingresso nel Museo di un gruppo di fogli per la maggioranza di futuristi, i quali, aggiungendosi ai 4 fogli di Boccioni ed ai dipinti ed alle sculture dei futuristi già presenti, documentano un significativo spaccato dell'avanguardia storica italiana. Tra questo "mazzo" di carte dell'arte si possono contemplare i fogli di Luigi Russolo, Francesco Cangiullo, Virgilio Marchi e Rosa Rosà, oltre ai fogli di Gino Galli, Antonio Valente, Ugo Giannattasio, Enrico Prampolini e di Tato, e al raro bozzetto di un famoso manifesto realizzato a Parigi dal livornese Leonetto Cappiello, tra i maggiori maestri dell'affiche.

Altre carte futuriste sono di artisti nati nei due decenni successivi, quali Giovanni Acquaviva, Luigi Verderame, Primo Conti, Giovanni Korompay ed Ivo Pannaggi, grande interprete del futurismo marchigiano, a cui si aggiunge l'architetto padovano Attilio Calzavara con una coppia di fogli ideati per illustrazioni. Con il dipinto Sintesi aeropittorica del Duce entra a far parte del Museo un prezioso olio su tela di Barbara (prima donna "pilota aviatrice", nata a Mortara nel 1915 e morta a Roma nel 2001); a far da contorno a questo "aeroritratto", che nel 1940 fu esposto alla Biennale di Venezia nella sala futurista, provvedono i lavori di Luigi Colantuoni, Bruno Pecchioli e Gigi Guadagnucci, oltre ai due chine su carta (Duce e Duce faber) di Corrado Forlin, sfortunato artista di Monselice, dove era nato nel 1912, disperso in Russia nel 1943.

I nuovi arrivi dalla Generazione anni Venti sono ancorapiù numerosi; si va dal corpus di grafiche del bolognese Carlo Leoni e dal polimaterico di Franco Palumbo, alle opere di Goffredo Godi, Walter Valentini, Aldo Matteotti, Guido Sammarchi, Teobaldo da Vinci e Bruna Zanetti. Anche la Generazione anni Trenta, a cui nel 2001 fu dedicata una rivisitazione, mai vista in precedenza, che riunì ben 285 artisti, vanta nuove entrées. Tra esse le opere di Luigi Fagioli, Elvi Ratti, Igina Biriaco, Sergio Pucci , Sergio Agosti, Guerrino Bardeggia e Rosario Tornatore, Artemisia Viscoli e Belisario Mancini.

Una menzione a parte merita l'arrivo, per lodevole donazione, della cospicua serie di opere dell'artista colombiano Cesare Siviglia, morto a Roma l'anno scorso, che costituiscono una vera mostra nella mostra: terracotte policrome, dipinti con la rara tecnica della nitrocellulosa su tavola, sculture in ferro, che rievocano la versatilità creativa di un grande artista che (italiano di adozione) ha arricchito notevolmente il panorama artistico del nostro paese. Queste donazioni, in certi casi cospicue - fa notare Giorgio Di Genova, Direttore Artistico del Museo - quali quella di Aldo Borgonzoni, che è stata resa pubblica nella primavera scorsa, o quella adesso di Siviglia attestano un tangibile consenso verso il lavoro che la struttura pievese sta facendo per l'arte italiana. E' in ragione di questa convinzione che anche il settore della grafica, oltre al citato corpus di fogli di Carlo Leoni e i fogli di tanti altri artisti donati negli anni passati, è stato arricchito con la donazione di cartelle grafiche di maestri come Luciano De Vita, Ernesto Treccani, Cassinari, Migneco, Borlotti, Sassu, Zancanaro, Santomaso, Guidi, Covili e Verdecchia.