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"Un'ora" di Christian Bergamo
di Giuseppe Martino Martinelli

"Ciao! Posso aiutarti? Cosa hai preso di bello?" Ho in mano un libro per mia figlia, preso un po' a caso. Aspetta però, questo non é un commesso della libreria. Lo conosco? Mi capita di girare per Roma ed essere salutato da gente che non riconosco, e di fare figuracce colossali.

"Lo vuoi questo libro? Lo ho scritto io, ed è l'ultima copia che mi é rimasta!" Papà mi aspetta fuori dalla libreria, e siamo già in ritardo. E io non sono più abituato ad attaccare bottone con degli sconosciuti. Balbetto qualcosa... Si, boh, non so... Che roba é?

"Narrativa contemporanea!" Ho appena finito di leggere Moby Dick, e ho una catasta di altri classici e saggi da leggere. Narrativa contemporanea? Usch. Qual é il target?

"Trenta-quaranta" Beh, sono un po' fuori dal limite, magari riesco a sganciarmi. Papà é ancora fuori, e aspetta.

"É la storia di due persone che si incontrano solo un'ora all'anno, e l'ora è quella che in realtà non esiste, dalle due alle tre del giorno del cambio dell'ora, quando poi l'ora torna indietro fino alle due. E loro si incontrano solo per quell'ora per ventiquattro anni. Un giorno intero, alla fine, ma solo un'ora all'anno" Aspetta, una storia originale. Sentiamo un po'...

"...e quando si incontrano, parlano solo del presente, mai del passato o del futuro". Dai, carina l'idea. E mi incuriosisce. So già che poi ci ripenserei se non lo comprassi, come mi capita con gli acquisti d'impulso che non faccio mai.

Lo accontento e prendo l'ultima copia. Inaspettatamente (per me che sono rinco) si mette a scrivere una dedica. La faccio fare a mia moglie, così ho un alibi. In fondo a lei la narrativa piace. "Per il tuo qui ed ora". Pretenzioso forse? Chissà, vedremo.

Due giorni dopo, salgo sull'aereo per tornare a casa. Tre ore di volo. Siamo in ritardo e già seduti a bordo. Prendo il libro in mano, e lo inizio a leggere, un po' titubante. Comunque, ne ho anche uno di riserva nel bagaglio a mano, in caso non ne valga proprio la pena. Prende, però, e dopo nemmeno dieci pagine cita pure "Ok Computer" dei Radiohead; in pratica ha già vinto.

Non riesco a staccarmene. Leggo tutto il volo, e tutta la corriera dopo. Arrivo a casa che mi mancano 20 pagine, e prima di sera lo ho finito. Qui ed ora.

Bello.

Certo, non é il tipo di libro che leggo di solito, ma la storia é accattivante, e scritta bene. E chi mi conosce sa che se la forma non é più che corretta e curata, mi fermo.

Per qualche ragione non riesco a non immedesimarmi con i personaggi, e con le sere con gli amici di sempre, che vedo così di rado e ai quali vorrei raccontare tutto quello che è successo dall'ultima volta, e sulle cui vite vorrei essere più aggiornato, ma con i quali si parla quasi solo dell'oggi o del passato remoto, ed é bellissimo così.

Compratelo. Leggetelo. Secondo me, vale la pena.

Un'ora, di Christian Bergamo, Rizzoli, ISBN 978-88-17-18126-6
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articolo pubblicato il: 06/10/2024 ultima modifica: 24/10/2024