
teatro È stato spesso detto che nell’arte non si può prescindere dalla personalità di chi concepisce un’opera, e che il confine tra genio e follia può essere labile. Spesso la società ha idealizzato questa associazione tra pazzia e genialità, senza tenere conto del dolore e dell’isolamento che accompagnano questa condizione. È il caso del protagonista del testo di Marco Schiavon, dove la pittura diventa una dimensione mentale che lo fa sentire libero, in contrapposizione alla realtà del manicomio dove rimarrà sino alla fine dei suoi giorni. Attraverso il protagonista, il pittore Gino Rossi (grande innovatore, amico di Martini, Modigliani, Casorati), l’autore ci conduce per mano nei meandri della psiche umana, mostrandoci la realtà e la vita di relazione nelle “prigioni a vita”, quali erano i manicomi in Italia sino ad alcuni decenni fa. Note di Regia
La scena si svolge all’interno di un manicomio, quello di Sant’Artemio di Treviso, dove l’artista venne recluso per più di 25 anni, fino alla sua morte avvenuta nel 1947. “Come CENDIC – dichiara Maria Letizia Compatangelo, Presidente del CENDIC – siamo veramente felici e orgogliosi di salutare la messinscena de Il colore della forma, e grati a tutti coloro che ci hanno supportati in questo difficile e quasi visionario percorso, dall’annuncio del Premio sino alla sua conclusione, con l’approdo in palcoscenico del testo vincitore. A cominciare dal bel testo di Marco Schiavon, Il colore della forma è uno spettacolo pieno di valore e di valori, il prodotto di una grande sinergia di volontà, intelligenze e talenti che insieme hanno dato vita ad uno spettacolo emozionante, originale e profondo.” “Con competenza di linguaggio nell’arte della pittura e attraverso la giustapposizione o l’accostamento di differenti impieghi della parola, della forma scenica e dell'invenzione dello spazio, Il colore della forma va oltre la semplice biografia e riesce – anche con notevoli spunti di ironia, lirismo e leggerezza – a dare corpo e a far vivere la figura di Gino Rossi, il suo mondo e il contrasto doloroso e incolmabile tra la sensibilità nuda e intransigente dell’artista rispetto a un mondo incomprensibilmente violento, dove tutto è negoziabile. Una drammaturgia che al contempo racconta una storia, genera un’azione ed esalta l’arte dell’attore.” (dalla motivazione del premio CENDIC). Mario Scaletta in Il colore della forma di Marco Schiavon Testo vincitore del premio “Cendic Segesta 2018” Con Marco Prosperini E con (in ordine alfabetico) Anna Lisa Amodio Amedeo D’Amico Maria Cristina Fioretti Mario Focardi Luchino Giordana Giorgia Guerra Roberto Turchetta Regia Nicasio Anzelmo scene Giovanni Nardi costumi Maria Alessandra Giuri musiche Giovanni Zappalorto video mapping Thomas Battista aiuto alla regia Matteo Tanganelli tecnico luci Nathan Tagliavini organizzazione Rossella Compatangelo foto di scena Tommaso Le Pera Dal 17 al 27 ottobre 2024 giovedì, venerdì e sabato ore 21.00 domenica ore 17.30 Teatro Marconi (Viale Guglielmo Marconi 698/E - Roma) Info e prenotazioni 06/5943554 info@teatromarconi.it www.teatromarconi.it articolo pubblicato il: 12/10/2024 |