opinioni e commenti
spoletovalnerinospedaleide
di Domenico Benedetti Valentini

Il titolo non è fortuito. Perché, se c’è qualche sciocco o maldiretto che non ha ben chiaro che il “San Matteo degli Infermi”, con i suoi Reparti dell’Emergenza-Urgenza e il suo Punto Nascita e Pediatria, è l’Ospedale di I livello della intera Valnerina, altrettanto quanto della Città e della Valle Spoletina, forse perfino di più, significa che parte di noi, con danno per tutti, si merita quello che ci viene inflitto. Se poi a far finta di non capire – o a credere che sia conveniente non capire – fossero taluni di quelli chiamati ad amministrare i territori, allora l’inconsapevolezza diventa corresponsabilità. Non si sa se per furbastro cortigianismo verso le Giunte Regionali di sinistra del tempo, le Amministrazioni dei Comuni della Valnerina hanno praticamente taciuto mentre si impoverivano Reparti e Servizi essenziali dell’Ospedale di Spoleto: un nosocomio che, oltre a rilevanti professionalità in quasi tutte le branche, è stato l’avamposto della moderna Chirurgia sperimentale nella lunga era del prof. Fabiano Benedetti Valentini e in quella più recente del prof. Luciano Casciola. L’ottusità di amministratori di sinistra ha creato le condizioni perché emigrassero i loro più distinti allievi, con conseguenze ancora oggi penalizzanti. Basti pensare che esimi chirurghi provenienti dalla “scuola spoletina” hanno preferito, nei mesi scorsi, abbandonare l’Ospedale di Foligno per andarsene fuori Regione o umiliare l’Ospedale di Perugia rifiutandone un primariato per restare nelle Marche. Non si sa se analogo atteggiamento, a situazione politica regionale cambiata, abbia indotto le stesse Amministrazioni (chiunque ne sia diventato sindaco o assessore) a praticamente tacere quando, dall’ottobre 2020 con l’occasione/pretesto dell’epidemia, la Giunta Regionale ha avuto l’ardire di smantellare i Reparti dell’Emergenza Urgenza di Spoleto, covidizzandone il nosocomio e disattivandone perfino un Punto Nascita che superava i 500 parti l’anno in condizioni di provata sicurezza (è il parametro orientativo intorno al quale tutte le Regioni si dànno deroga rispetto agli irrealistici 1000 del mitico e obsoleto Decr. 50, tant’è che Foligno, Orvieto, Gubbio e Città di Castello non hanno subìto chiusura). Nessuna voce neanche in questi tristi 4 anni e mezzo in cui si è negata l’integrale riattivazione, mentre le popolazioni del “cratere” sismico ed emergenziale per antonomasia soffrono il disservizio e numerosi valnerinesi, infatti, appongono insieme agli spoletini le loro firme (oltre 10.600 per ora), alla perentoria petizione per il ripristino del “maltolto”, prima presentata all’Amministrazione Tesei ed ora a quella Proietti.

Insostenibile è, d’altra parte, il mediocre alibi: “La colpa è del Sindaco di Spoleto, che si è reso complice e comunque inerte, mentre doveva essere il capofila della legittima sollevazione di cittadini e municipalità dello spoletino/valnerinese!”. Giustificazione fatua, posto che si sa che è stato fatto cadere il Sindaco De Augustinis, che aveva tentato l’impugnazione giurisdizionale, e in quali paradossali condizioni sia stato eletto per le sinistre il Sindaco Sisti, completamente estraneo alle problematiche cittadine e orientato da logiche incomprensibili – dannose certo alla sanità, ma praticamente ad ogni altro settore – sulle quali è inutile intrattenersi…. Andiamo al sodo. Se il centrodestra regionale ha perso sulla Sanità, vediamo adesso se la Proietti e le sinistre che la circondano sterzano di 180 gradi o se siamo nello stesso pantano. La soluzione del “caso Spoleto/Valnerina” è lo snodo dimostrativo, senza nulla togliere a tutte le altre questioni umbre che ben conosciamo. E’ lo snodo, sia perché riguarda uno dei principali quadranti demografici e territoriali, sia perché coinvolge il “cratere sismico”, sia perché incombe l’obbligo politico e morale di riallineare ciò che è stato colpevolmente degradato, sia perché è indispensabile per decongestionare i flussi anomali di pazienti con cui sono stati messi in difficoltà i presìdi di Foligno e Terni, sia perché far vedere a tutta l’Umbria che si rimette in pristino la più grave situazione specifica ereditata dalle precedenti gestioni è l’occasione più concreta di acquisire un margine di credibilità da parte del nuovo “governo” regionale. Perché, sia chiaro, per il resto finora abbiamo solo visto che permangono le liste d’attesa di cui era stato millantato l’azzeramento in…..tre mesi, che si vuole aumentare il ricorso a pubblico pagamento alle strutture private che si accusava il centrodestra di voler favorire, e simili piacevolezze!

Morale: 1) Le Amministrazioni della Alta e Bassa Valnerina, dopo aver giustamente ossequiato la Presidente Proietti accogliendola alla importante Mostra-Mercato di Norcia e applaudendone le sensate parole sulla intenzione di tutelare i servizi nelle aree interno-montane, si compattino e si mobilitino per la reintegrazione della Nascita ed Urgenza medico-chirurgica-cardiologica-traumatologica nel LORO Ospedale “S. Matteo” di Spoleto. Ciò, essendo stato stabilito che Foligno dovrà supportare anche il presidio di Trevi e Spoleto supportare i presìdi di Norcia e Cascia, permetterà che personale sanitario di Spoleto copra appropriati e retribuiti turni di servizio nei Reparti istituibili a Norcia e Cascia – appena riconsegnati gli stabili in regola – mentre la comune difesa di un dotato Distretto (di cui si osa prospettare la soppressione!) si completi con quella doverosa rete, ben incentivata, di medici di famiglia che stanno venendo meno. 2) La Presidente Proietti, prima di programmare “visite-passerelle assembleari” al “S. Matteo” con contorno di compagni di schieramento compiacenti, tanto per dire “noi ascoltiamo”, riceva, come richiestole, in seduta ristretta di lavoro i Comitati cittadini e loro consulenti, che da anni si battono per i diritti del DEA sanitario, per concordare impegnativamente il cronoprogramma (di settimane) con cui procederà alla promessa riattivazione di Punto Nascita e tutti i Reparti dell’Ospedale Spoleto-Valnerina, previa irrinunciabile conferma del Distretto territoriale. Tutto il resto è “fake”!

articolo pubblicato il: 06/03/2025 ultima modifica: 11/03/2025