elzevirino
agli ordini, Signora
di Malafazza

Qualcuno, avvelenato, ha abbaiato che la Signora fa piu' danni alla maggioranza delle esternazioni di Bossi, mentre i soliti maligni hanno insinuato che sia una quinta colonna della sinistra all'interno del Governo.

La Signora in questione e' molto riformista a proclami ma abbastanza poco nei fatti.

Doveva rivoluzionare gli Organi Collegiali, ormai obsoleti dopo trent'anni di loquace servizio (ma gia' alla nascita marcatamente qualificati dall'essere stati ricopiati da quelli iugoslavi del '67); ha "rivoluzionato" a livello nazionale, provinciale, distrettuale, ma non ha minimamente toccato Consigli di Istituto e Collegi dei Docenti, dove sta la "ciccia" della vera politica scolastica.

Ha abolito il tempo pieno, ma, partita da un nuovo orario di insuperabili 27 ore, ne ha aggiunte prima 3 e poi 10, raggiungendo le 40 del vecchio orario, per cui Berlusconi ha tranquillamente affermato che la paventata abolizione del tempo pieno era una "menzogna dei comunisti".

Con la maggioranza assoluta in Parlamento poteva riformare in quattro e quattr'otto, ma l'ha tirata cosi' in lungo che il malumore ha avuto tutto il tempo di organizzarsi. E' stato cosi' che il sindacato di sinistra, un tempo del tutto marginale nella scuola, ha strabordato nelle elezioni per le rappresentanze di istituto. E pensare che ancora poco tempo fa, alle elezioni dell'ente di assistenza integrativa dei maestri, i postdemocristiani del sindacato si scontravano con i cattolici dell'associazione di categoria. Se seguita cosi', alle prossime elezioni si scontreranno miglioristi e rifondaroli...