
storia Il giorno di Natale, ospite di in importante imprenditore di Guidonia (travertino) ho avuto in omaggio un volume interessantissimo dal titolo "Perché Guidonia, di Salvatore Boenzi". Libro importante non solo per il suo contenuto ma anche per la veste, realizzata con la cura delle grandi opere. Perché Guidonia? Un interrogativo che non è nel titolo del libro ma che si pone al lettore ignaro di quel che la storia riserva a chi come me ignorava, almeno in parte, l'importanza storica di questa cittadina. Guidonia Montecelio non è soltanto la straordinaria fonte di travertino ( veniva trasportato a Roma utilizzando il fiume Tevere ) che ha abbellito Roma fin dai tempi dei Cesari e che ai giorni nostri ammanta con il suo caldo calore l'aula Nervi in Vaticano. Guidonia è la cittadina che ha precorso i tempi nella corsa alla conquista dello spazio. La prima galleria del vento a dimensione naturale, che teneva in considerazione, nella sua progettazione, persino il grado della curvatura terrestre, è stata realizzata a Guidonia negli anni venti - trenta. Il suo aeroporto, intorno al quale nasceva l'agglomerato abitativo che avrebbe poi dato vita alla cittadina è stato testimone delle più avanzate e avveniristiche sperimentazioni aeree che hanno consentito di raggiungere nel tempo primati mondiali e la sicurezza nei voli civili e militari. Da Guidonia un lontano giorno di aprile del 1928 decollò un aereo con a bordo il colonnello Guidoni che doveva sperimentare uno nuovo paracadute. Lasciò un biglietto: "Colonnello Fiore, ho qualche dubbio sul funzionamento del paracadute Salvador ed in particolare sul sistema di tranciamento. Perciò ho deciso di provarlo io stesso domattina...." Qualcosa non funzionò e Alessandro Guidoni, torinese di nascita, perse la vita precipitando nei pressi dell'aereoporto. "Fu raccolto e ricomposto dalla pietà dei suoi compagni, con le insegne del valore e del comando, poi sepolto nella cappella che sorge nel luogo dell'accaduto". La perdita di Guidoni non significò soltanto un lutto per l'aereonautica ma anche per il trasporto terrestre: in quegli anni i viaggiatori tendevano a preferire gli autobus anziché il treno anche per i lunghi percorsi. "Guidoni affrontò il problema realizzando una particolare vettura ferroviaria capace di trasportare 25 passeggeri a 200 Km orari." Se pensiamo che stiamo parlando degli anni venti - trenta non possiamo che stupirci! In breve, questo treno fu adottato soltanto dopo alcuni anni dalle ferrovie italiane, che ottennero il brevetto dal Guidoni a titolo gratuito, ed il treno fu chiamato "Littorina". Credo che su qualche tratta secondaria venga ancora utilizzata. Montecelio adottò dall'epoca della scomparsa del Guidoni la denominazione di Guidonia Montecelio. Gemellata con Cape Canaveral questa piccola cittadina alle porte di Roma, nasconde tra le pieghe della sua storia eventi sconosciuti o dimenticati che andrebbero riportati alla conoscenza dei giovani per dar lustro ad una storia che non può essere rievocata in poche righe ma che il libro del Boenzi, dal quale ho attinto alcune frasi virgolettate, può rivivere ed essere apprezzata. "Perché Guidonia" edito da "Il Grifone". Forse ne riparleremo.
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