ritrattino
Victor Mature

"Non sono un attore, lo posso provare con sessantaquattro film". Con questa frase rimasta famosa, Victor Mature, uno dei grandi della Hollywood dell'immediato dopoguerra, dichiarava la filosofia di un'intera esistenza. Quella di un uomo che recitava solo per potersi poi dedicare in santa pace alla sua passione, il golf.

Victor Joseph Mature era nato a Louisville, Kentucky, il 29 gennaio del 1913 ed e' morto il 4 agosto del 1999 nel suo ranch nella contea di San Diego, in California.

Gli italiani lo hanno conosciuto subito dopo la guerra, dapprima chiamandolo Matur, alla francese, poi anglicizzandolo in Metur. Solo negli anni Sessanta, con la maggiore diffusione dell'inglese, scoprirono che andava pronunciato Meccia.

Mature tento' la carriera dell'attore prima della guerra, mancando per un soffio una parte minore in quel monumento della storia del cinema che e' "Via col vento" (il ruolo ando' al suo amico George Reeves).

Dopo la guerra (sembra nella Military Police, sicuramente in Normandia e nel Pacifico) il successo gli arrise con "My darling Clementine".

Si specializzo' poi in parti in costume, molto apprezzate negli anni Cinquanta, pur non tralasciando personaggi contemporanei. Il successo fu vasto quanto di breve durata.

Nel 1966 apparve in "Caccia alla volpe", un film di Vittorio De Sica irridente i registi della Nouvelle Vague, che allora erano osannati come guru (alla critica nostrana il film, naturalmente, non piacque). Mature faceva in pratica la parte di se stesso, quella di una star americana sul viale del tramonto chiamata in Europa per un cammeo.

L'ultima sua apparizione fu nel remaque di "Sansone e Dalila", nel 1984, film tv in cui faceva la parte del padre di quell'eroe che aveva interpretato trentacinque anni prima. Non si concretizzo' una sua partecipazione a "Red River" di Sylvester Stallone.

Ha lasciato al suo attivo cinque mogli ed una stella sul Sunset Boulevard.