
Stagione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto La storia di Nanof non può essere attualizzata o estrapolata dal contesto degli anni Settanta, che rappresentarono per l’Italia momenti di grandi cambiamenti sociali, quali la legge n 151 del 1975 sul diritto di famiglia; la prima legge del 1970 sul divorzio e la sconfitta del referendum abrogativo del 1974; la legge 194 del 1978 sull’aborto; l’approvazione della legge Basaglia n 180 del 1978. Quest’ultima legge portò ad un approccio diverso in materia di malattia mentale ed alla chiusura dei manicomi. Fino ad allora, con una semplice denuncia, chiunque volesse liberarsi di qualcuno che gli desse fastidio poteva farlo. Sparivano così dalla scena mariti, mogli, parenti, avversari o soci in affari. Dopo il 1978, i più importanti manicomi chiusero ed aprirono le porte e diventò frequente vedere circolare per le strade individui del tutto innocui, che magari si improvvisavano vigili urbani. Altri si sentivano custodi e portieri di quell’abitato manicomiale, costituito in genere da numerosi padiglioni, in cui avevano vissuto ed in cui continuavano a vivere. Il trattamento obbligatorio rimase in molti casi; in altri si cercò la strada dei Centri di igiene mentale o di far rientrare in famiglia i pazienti. I risultati non sono sempre stati buoni anche perché il sostegno alle famiglie con malati in casa non è tuttora adeguato alle esigenze. Dalla metà degli anni Settanta i manicomi criminali sono stati trasformati in ospedali psichiatrici giudiziari (OPG). Il 31 marzo 2015 sono stati sostituiti dalle residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), che non dipendono più dal Ministero della Giustizia, ma dalle ASL. articolo pubblicato il: 10/08/2025 ultima modifica: 16/08/2025 |