il cinema di caino
"Match Point" (2005)
di Gordiano Lupi

Un film abbastanza insolito per Woody Allen, sia per la location londinese che per uno sviluppo da black-comedy, quasi un thriller con finale a sorpresa, il tutto inserito nella solita analisi introspettiva dei personaggi e in un complesso scavo psicologico di caratteri e situazioni. Possiamo citare Crimini e misfatti (1989) tra i film precedenti che la miglior critica ritiene simili a questo lavoro, ma Match Point è migliore sotto il profilo del racconto, segnando un ritorno alla piena forma per Woody Allen, candidato Oscar per la sceneggiatura e incensato dai recensori. Siamo di fronte a un ottimo film, infatti, soprattutto sul piano della scrittura, lo spettatore si affeziona ai personaggi, freme per il loro destino, finisce quasi per sostenere il suo beniamino, augurandosi che il perfido colpevole la faccia franca. Chris Wilton (Meyers) - un ex tennista professionista irlandese, assunto come maestro in un circolo esclusivo di Londra - conosce Tom Hevett (Goode), rampollo di una ricca famiglia, instaura una relazione con la sorella Chloe (Mortimer), la sposa e comincia una scalata sociale imprevedibile, ottenendo un impiego nell’azienda del suocero. La variabile imprevista del meccanismo è la presenza della bella Nola - attrice americana in cerca di successo e fidanzata di Tom - per la quale Chris perde la testa, cosa che gli procura non pochi problemi. Fermiamoci con la trama, perché quel che accade dopo va apprezzato con tutta la suspense che il regista ha saputo dispensare. Woody Allen analizza la problematica del triangolo amoroso, inserisce una riflessione sul ruolo della fortuna nella vita, cita i tragici greci quando il protagonista afferma che una vittima innocente fa parte di un percorso necessario e che sarebbe un gran privilegio non venire al mondo. Il film è pieno zeppo di riferimenti letterari a Dostoevskij, la colonna sonora è composta da un insieme di brani d’opera interpretati da Enrico Caruso (passione che accomuna i protagonisti), gli interpreti sono tutti britannici, a parte Scarlett Joahnson, che prende il posto di Kate Winslet e vede riscritto il personaggio in versione statunitense. Molto buona la ricostruzione scenografica di Londra (Clay e Smith), curata la fotografia (Adefarasin), fantastica l’idea della casa a vetri che si affaccia sul Tamigi, anche se Allen avrebbe preferito girare il film a New York per puntare il dito sui ricchi degli Hamptons, affrontando temi come moralità e avidità, oltre che lussuria e importanza del denaro. La BBC finanzia il film solo a condizione che la sede delle riprese sia fissata nella capitale britannica. Woody Allen si dimostra grande sceneggiatore, scrive una commedia nera (che volge in melodramma) con tutti i crismi del genere, ambienta tutto molto bene in un mondo patinato, tra ricchi che non nascondono difetti e arrivisti sociali.

I movimenti di macchina sono morbidi ed eleganti, il montaggio (Lepselter) consequenziale e compassato, la commedia è teatrale, per lo più girata in interni, tra ben dosati campi e controcampi. Ottimi gli esterni, tra le scene migliori da citare il primo rapporto tra Chris e Nola in un campo di grano, sotto un acquazzone torrenziale, con i due attori bagnati fradici, inzuppati dalla pioggia che cade. Molto intensa anche la sequenza dei sensi di colpa di Chris che dialoga con due fantasmi nel buio della cucina del suo appartamento. La colonna sonora è fantastica per un appassionato d’opera e di musica classica, contiene brani di Verdi, Bizet, Rossini, Donizetti, quasi una novità per un film di Allen che solo in Mariti e mogli (1992) aveva fatto ricorso a brani classici. Da notare che in alcuni momenti del film i brani d’opera (Otello) s’intersecano con la storia e diventano una cosa sola con la pellicola, da seguire in parallelo all’azione drammatica. Presentato fuori concorso a Cannes. Un film da rivedere.

Regia, Soggetto, Sceneggiatura: Woody Allen. Fotografia: Remi Adefarasin. Montaggio: Alisa Lepselter. Effetti Speciali: Dean Fords, Jonathan Bullock, Martin Hobbs. Scenografia: Jim Clay, Caroline Smith. Costumi: Jill Taylor. Trucco: Sally Jaye. Produttori: Letty Aronson, Gareth Wiley, Lucy Darwin. Produttore Esecutivo: Stephen Tenenbaum. Case di Produzione: BBC Films, Thema Production, Jada Productions. Distribuzione (Italia): Medusa Film. Lingua Originale: Inglese. Paesi di Produzione: Regno Unito, Stati Uniti d’America - 2005. Durata: 124’. Genere: Drammatico, Thriller, Sentimentale. Interpreti: Jonathan Rhys Meyers (Chris Wilton), Scarlett Johansson (Nola Rice), Emily Mortimer (Chloe Hewett), Matthew Goode (Tom Hewett), Brian Cox (Alec Hewett), Penelope Wilton (Eleanor Hewett), James Nesbitt (detective Banner), Ewen Bremner (ispettore Dowd), Rupert Penry-Jones (Henry), Colin Salmon (Ian), Margaret Tyzack (signora Eastby), Scott Handy (amico degli Hewett), Zoe Telford (Samantha), Alexandra Armstrong (signor Townsend), Paul Kaye (agente immobiliare), John Fortune (John, l’autista), Miranda Raison (Heather), Rose Keegan (Carol).

Match Point (2005)
di Woody Allen

articolo pubblicato il: 22/07/2025