teatro
“Sette bambine ebree. Un’opera per Gaza”

L’infanzia è al centro di uno spettacolo sulla violenza degli annientamenti dei popoli, ma non c’è, nessuna bambina in scena come prescrive l’autrice Caryl Churchill, la maggior drammaturga inglese vivente. “Sette bambine ebree. Un’opera per Gaza”, scritto nel 2009 dopo l’operazione “Piombo fuso” sulla città palestinese, è portata in scena da Andrea Adriatico in uno spettacolo che affronta in modo diretto la tragedia di questa epoca, con la partecipazione di Anas Arqawi, Liliana Benini, Nicolò Collivignarelli e Olga Durano. L’appuntamento è a Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, ex via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it) da martedì 23 a venerdì 26 settembre, ore 21.

Lo spettacolo, prodotto da Teatri di Vita, fa parte della stagione del Centro di produzione teatrale Teatri di Vita “Come potevamo noi cantare”, realizzata con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività; e quest’autunno affronta una tournée che lo porta anche a Roma, Cagliari, Campobasso e Sondrio.

Nel 2009, impressionata dalla devastante campagna militare Piombo fuso lanciata da Israele su Gaza, Caryl Churchill scrive una breve composizione teatrale: 7 dialoghetti tra persone ebree adulte, intente a istruire altrettante bambine sul corso della Storia, dalle persecuzioni naziste alla creazione dello Stato di Israele fino ai bombardamenti sulla Palestina. Un testo poetico e spiazzante, un sussurro e un grido, che mette al centro l’infanzia come capro espiatorio, testimone innocente o pretesto per le decisioni dei grandi, e ci interroga sulle responsabilità storiche e politiche dell’occupazione e dell’annientamento del popolo palestinese. Andrea Adriatico rilegge il testo portando in scena anche un attore palestinese, Anas Arqawi, dallo storico The Freedom Theatre di Jenin in Cisgiordania.

“Vorrei che questo mio lavoro fosse ormai inutile perché sorpassato dalla storia. Forse se lo augurava anche Caryl Churchill quando lo scrisse, nel 2009, dopo l’operazione Piombo fuso. Purtroppo invece la storia si ripete, cerca nuovi ingaggi, insegue nuovi territori e si manifesta sempre con la stessa crudeltà e attualità. Ha poco senso rompersi il capo per definire se si tratta di genocidio o di semplice massacro, quello che sta avvenendo a Gaza ormai da un tempo lunghissimo. È orrore, come lo fu la stagione delle persecuzioni anti-ebraiche. Il testo di Sette bambine ebree contiene una sola indicazione: no minori in scena. Per il resto, come si addice a chi conosce la polisemia dell’arte, la scrittrice lascia massima libertà interpretativa. La mia si è appoggiata con uno sguardo sulla famiglia e sul femminile. Cioè sulle più importanti espressioni dell’ebraismo, per sua na- tura matrilineare e fortemente fecondo. Il ritratto è impietoso, ma la realtà lo è molto di più.” (Andrea Adriatico)

Caryl Churchill, nata a Londra nel 1938, ha esordito all'inizio degli anni ’60 come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi ed è oggi considerata la più importante e più rappresentata autrice inglese vivente. La sua prima commedia Owners fu prodotta nel 1972 dal Royal Court Theatre. Tra le sue opere più significative, sempre portatrici di tematiche come il femminismo e le politiche sessuali, l’abuso di potere, il colonialismo e la guerra: Cloud nine, Top girls, A mouthful of birds, The Striker, Mad forest, A number, Far away.

Andrea Adriatico, fondatore di Teatri di Vita nel 1993, è regista teatrale e cinematografico, e docente di cinema all’Accademia di Belle Arti di Lecce. Con i suoi spettacoli esplora le urgenze dei tempi contemporanei, confrontandosi con la politica, lo sradicamento, i diritti e i generi, affrontando autori come Pasolini, Beckett, Mishima, Copi. I suoi ultimi lavori sono a teatro Le amarezze di Koltès e Il piacere I di D’Annunzio, e al cinema Gli anni amari (biopic su Mario Mieli) e il docufilm La solitudine è questa dedicato a Tondelli.

Anas Arqawi, attore palestinese, ha studiato teatro al Freedom Theatre di Jenin nella Cisgiordania oc- cupata, dove ha lavorato in spettacoli diretti da Nabil Al-Raee, Micaela Miranda, Zoe Lafferty e Di Travis. In Italia ha preso parte, con la regia di Andrea Adriatico, a diversi spettacoli (Bologna 900 e duemila, La maschia di Dowie, evǝ di Clifford, Le amarezze di Koltès) e al film Gli anni amari.

Liliana Benini ha lavorato con registi come Valter Malosti, Renzo Martinelli, Leonardo Lidi. Dall’incontro con Christoph Marthaler nel 2015 è iniziata una lunga collaborazione, che l’ha portata a recitare in Lulu, Universe Incomplete, Das Weinen (Das Wähnen), Orphée et Euridice, Giuditta, Der letzte Pfiff. Inoltre ha preso parte a film di Peter Greenaway (Walking to Paris, 2019) e Studio Asparagus (Papaya ’69, 2021).

Nicolò Collivignarelli fa parte del collettivo artistico Il Casale (dove l’Arte Trova Rifugio), nelle colline del bolognese. Nel 2021 vince il Bando Radar per giovani realtà teatrali promosso da ERT con Le Notti di Emilia, a cui segue nel 2024 Sbam. Sbattimenti del millennio. È stato diretto da Andrea Adriatico in XYZ Dialoghi leggeri tra inutili generazioni, Le amarezze di Koltès e Il Piacere I di D’Annunzio.

Olga Durano ha lavorato in teatro con Franco Parenti (La congiura dei sentimenti) e Leo de Berardinis (The connection), e nel varietà in scena al Gran Pavese Varietà e in tv a Drive In e La TV delle ragazze. Con Adriatico ha recitato in numerosi lavori da L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi di Copi a Quai Ouest e Le amarezze di Koltès, da Jackie e le altre e Un pezzo per Sport di Jelinek a Is,Is Oil da Pasolini, da Chiedi chi era Francesco di Verasani a La maschia di Dowie.

articolo pubblicato il: 18/09/2025