cronache
Premio Neruda

Il Foglio Letterario è felice di comunicare che Alice Nieddu – piombinese di 15 anni – ha vinto il Premio Opera Prima al prestigioso Premio Neruda di Carrara con il suo romanzo Ti amerò per sempre Adania. Al tempo stesso il poeta cubano Abel German Díaz Castro (tradotto in Italia da Gordiano Lupi), sempre nel quadro del Premio Neruda ha vinto il Premio alla Carriera con il libro Il silenzio che dicono. Entrambi i premi caratterizzano l’attenzione che dal 1999 Il Foglio Letterario riserva alla scoperta di giovani autori e alla valorizzazione della letteratura cubana della diaspora. La premiazione avrà luogo in data 14 febbraio 2025 ore 14 e 30, presso Auditorium della Camera di Commercio di Carrara, Piazza 2 giugno 16.

Alice Nieddu – Ti marò per sempre Adania – Il Foglio Letterario Edizioni – Euro 16 – pag. 332 - Blake Carter è un comandante militare spietato, temprato da una vita fatta di sangue, guerra e sopravvivenza. Durante una missione in Albania, perde la sua truppa e si trova disperso nei boschi gelidi albanesi. È ferito e pronto a morire ma la morte non arriva. Il comandante incontra Adania, una ragazza di quindici anni che soffre di mutismo selettivo e vive da sola in una casetta di legno nel bosco. Adania non chiede nulla ma gli salva la vita curandolo per una settimana. Tra i due si crea un legame profondo e disturbante, fatto di silenzi, cura e dolore condiviso. Quando il passato traumatico di Adania ritorna a reclamare la sua preda, Blake è costretto a scegliere se lasciarla alle tenebre da cui è fuggita o rischiare tutto per portarla via. Tornati alla base militare in California, Adania inizia una lenta e dolorosa risalita, circondata da soldati che imparano a rispettarla. Ma la guerra fuori e dentro, non è ancora finita. Blake, che non ha mai creduto nella redenzione, si trova cambiato da una presenza fragile ma allo stesso feroce che ha smesso di parlare... ma che ha insegnato a tutti cosa significa essere ascoltati. - https://www.ibs.it/ti-amero-per-sempre-adania-libro-alice-nieddu/e/9791256860555

Abel German - Il silenzio che dicono – El silencio que dicen - Il Foglio Letterario Edizioni – Euro 12 – pag. 124 (traduzione di Gordiano Lupi) - Sgorga la poesia - la poesia scritta, per meglio dire - anche quando la sua fonte, per periodi molto lunghi, diffonde amarezza e scetticismo, persino incomprensione per tutto quel che la circonda. Sgorga la poesia perché il poeta, come accade ne Il silenzio che dicono, non abbandona la lotta neppure nei momenti di amarezza, di scetticismo e di totale disincanto. Vale a dire, il poeta si lamenta ma al tempo stesso si scatena contro quel bersaglio, spesso impreciso e ingannevole, che viene definito il male sociale del tempo. Il male sociale del tempo può essere la banalità, l’ipocrisia, persino la proposta ingannevole del rame sotto l’oro falso; un compito che da tempo hanno fatto proprio i tiranni… Abel Germán è un poeta che si esprime sia con la ragione che con il sentimento, per questo fa sgorgare dal cuore simili versi: “Le risa si sono spente. La città è vuota, solo restiamo le ceneri/ e io…”; mentre altri versi sono frutto della ragione, del suo intelletto: “La memoria è una pinza guidata dalla mano imprevedibile di un ubriaco,/ prende di qua e di là, lascia andare quel che prende, lo trattiene, non ha proprio idea”. (dall’introduzione di Félix Luis Viera) - https://www.lafeltrinelli.it/silenzio-che-dicono-el-silencio-libro-abel-german/e/9788876068911

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articolo pubblicato il: 27/01/2026