
copertina Giunta quest’anno alla sua 80a edizione, torna a Spoleto e nei principali teatri dell’Umbria la stagione del Teatro Lirico Sperimentale. Dal 6 agosto al 28 settembre sono in programma quattro nuovi allestimenti e una serata liederistica, con tre prime rappresentazioni assolute. Dido and Aeneas
Poiché il manoscritto originale dell’opera è giunto fino a noi privo di alcune parti musicali, lo Sperimentale ha commissionato i segmenti mancanti al compositore ternano Riccardo Panfili. I nuovi inserti, presentati in prima rappresentazione assoluta, si integrano nella partitura originale in un dialogo tra epoche che, attraverso il contrasto temporale, intende sottolineare la perdurante contemporaneità del soggetto. «L’idea di Girardi di coinvolgere Riccardo Panfili come compositore delle parti mancanti dell’opera – commenta Amadio – non ha fatto che confermarmi la spinta di questa istituzione nel guardare alla classicità attraverso l’occhio vivo del presente, mescolando la voci del passato con il talento dell’oggi. Portare in scena questo spettacolo sono certo sarà un’occasione preziosa di crescita, nella convinzione che il teatro, quando nasce da un lavoro collettivo e appassionato, può davvero toccare l’animo di chi lo vive e di chi lo guarda». L’opera andrà in scena al Teatro Caio Melisso di Spoleto venerdì 7 agosto ore 20.30, sabato 8 agosto ore 18.00 e domenica 9 agosto ore 17.00 (anteprima: giovedì 6 agosto ore 20.30); e al Teatro Comunale di Todi domenica 27 settembre ore 17.00 e lunedì 28 settembre ore 20.30. Una promessa infranta
«Una promessa infranta – spiega Gardella – è un’opera in un atto tratta dall’omonimo racconto di Lafcadio Hearn (scrittore irlandese, nato in Grecia e vissuto in Giappone) che si inscrive nell’antichissima tradizione delle storie giapponesi di fantasmi, i Kwaidan. L’amore perduto e poi ritrovato (e poi di nuovo perduto), la paura, il senso di colpa, sono i sentimenti che agiscono sui personaggi, intrecciandoli inestricabilmente l’uno all’altro. Il mondo interiore, con il suo portato perturbante, rappresenta il luogo in cui questa vicenda accade e definisce il suono con cui proviamo a indagare gli abissi dell’umano». La direzione musicale è affidata a Mimma Campanale, che torna a Spoleto per questa nuova produzione: «Sono molto felice di tornare a Spoleto per dirigere una nuova prima esecuzione assoluta. Il Teatro Lirico Sperimentale ha sempre fatto della ricerca e valorizzazione di nuovi talenti la propria missione, esplorando i linguaggi inediti della musica nuova con sensibilità e coraggio. Lo scorso anno, con Nanof, l’altro, abbiamo sondato le tortuosità della patologia psichica; quest’anno il suono diventerà vettore di paura e tormento in una storia in cui alle tinte fosche del thriller psicologico farà da contrappunto la poeticità delle antiche tradizioni orientali». Composta su commissione dello Sperimentale, l’opera sarà eseguita in prima rappresentazione assoluta al Teatro Caio Melisso di Spoleto venerdì 21 agosto ore 20.30, sabato 22 agosto ore 18.00 e domenica 23 agosto ore 17.00 (anteprima: giovedì 20 agosto ore 20.30). La cantatrice calva
Dopo il successo dello scorso anno con il Trittico Negri, vincitore del Premio Abbiati della critica musicale italiana, Marco Angius e Pier Luigi Pizzi tornano a collaborare a Spoleto, rispettivamente per la direzione musicale e per la regia, scene, costumi e luci, rinnovando un sodalizio artistico di particolare rilievo nel panorama musicale contemporaneo. Così Angius: «Sempre su invito di Enrico Girardi, dopo il successo di Procedura penale nel 2024, torno a esplorare l’opera di Luciano Chailly con un capolavoro del teatro dell’assurdo, La cantatrice calva, composta a metà degli anni ‘80. Sarà anche l’occasione di lavorare ancora con Pier Luigi Pizzi con cui ho condiviso lo scorso anno le spericolate avventure del Trittico di Gino Negri, appena premiato dall’Abbiati. La drammaturgia dissociata del testo di Ionesco è quanto mai attuale nel tentativo di fuga dalla realtà che Chailly mette in musica. La sua capacità inventiva crea un meccanismo a orologeria perfetto, scandito letteralmente da una pendola nelle varie scene-variazioni. In questa successione prismatica e disincantata di un non-dialogo di scena borghese, il compositore connette una drammaturgia estrema a un linguaggio musicale altrettanto paradossale. La vocalità cangiante e ricca di inflessioni si fonde dunque con le peripezie della sfaccettata recitazione attraverso una dimensione imprevedibile ma rigorosamente individuata negli orditi strumentali che duplicano i personaggi sulla scena come ombre fantasmagoriche». In scena al Teatro Caio Melisso venerdì 4 settembre ore 20.30, sabato 5 settembre ore 18.00 e domenica 6 settembre ore 17.00 (anteprima: giovedì 3 settembre ore 20.30). Liederabend
L’elisir d’amore e la Stagione regionale
Torna sul podio Carlo Palleschi, direttore ternano che collabora da oltre quarant’anni con il teatro: «Nell'arco della mia lunga frequentazione con lo Sperimentale, ho avuto modo di curare l'esecuzione di numerosi capolavori, e in questa edizione avremo il piacere di riproporre una delle opere più amate dal pubblico: L'elisir d’amore. In questa partitura, la straordinaria vena creativa di Gaetano Donizetti si esprime con particolare felicità inventiva, costruendo un raffinato intreccio di inganni, desideri e speranze. Attraverso le figure di Nemorino, il giovane ingenuo, e di Adina, brillante e sfuggente, il compositore delinea un ritratto psicologico delicato, in cui l’illusione dell’elisir si confronta con la verità del cuore. Ogni nota è un invito raffinato a riflettere sul potere dell’attesa, della maturazione e della trasformazione, spingendoci a credere nell’amore, anche quando appare irraggiungibile». La regia, invece, sarà di Laura Cosso: «Sono veramente felice di tornare al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e, questa volta, per mettere in scena un capolavoro tra i più conosciuti e amati come L’elisir d’amore. Ciò che posso dire fin d’ora è che proprio un titolo di repertorio come L’elisir donizettiano, che si rappresenta di continuo e dovunque nel mondo, qui, nel contesto del Teatro Sperimentale di Spoleto, acquisterà anch’esso una connotazione “sperimentale”: proprio per il lavoro di gruppo coi giovani cantanti, per la passione e la generosità con cui ciascuno si mette in gioco, facendo crescere insieme il teatro. E visto che L’elisir d’amore è un’opera che scoppia letteralmente di gioventù, che mette a nudo l’eterno gioco dell’innamoramento con un tripudio di sentimenti e di risate, di desiderio, di vitalità, di carico emotivo persino doloroso, per quanto contenuto dall’ironia, ecco, metterla in scena secondo le modalità dello Sperimentale, di sicuro condurrà al divertimento più sfrenato, a una sorta di “liberi tutti”, ma anche al coinvolgimento in qualcosa di emotivamente profondo». Le scene saranno curate da Andrea Stanisci, i costumi da Clelia De Angelis e le luci da Eva Bruno. L’opera sarà rappresentata al Teatro Nuovo di Spoleto venerdì 18 settembre ore 20.30, sabato 19 settembre ore 18.00 e domenica 20 settembre ore 17.00 (recite per le scuole: mercoledì 16 e giovedì 17 settembre ore 9.30). Quest’ultima produzione sarà replicata nei principali teatri della regione: lunedì 21 settembre alle ore 20.30, al Teatro Lyrick di Assisi; mercoledì 23 settembre alle ore 20.30, al Teatro Morlacchi di Perugia; giovedì 24 settembre alle ore 20.30, al Teatro degli Illuminati di Città di Castello; venerdì 25 settembre alle ore 20.30, al Teatro Mancinelli di Orvieto. I protagonisti
Biglietteria e campagna abbonamenti Spoleto
Conferenze di presentazione e Premio Spoleto Gioielli
Nel foyer del Teatro Caio Melisso sono in programma: Dido and Aeneas, venerdì 7 agosto alle ore 18.30; Una promessa infranta, venerdì 21 agosto alle ore 18.30; La cantatrice calva, venerdì 4 settembre alle ore 18.30. Venerdì 18 settembre alle ore 18.30, nel foyer del Teatro Nuovo, si terrà la conferenza dedicata a L’elisir d’amore. Durante l'incontro, verrà inoltre consegnato il Premio Spoleto Gioielli alla cantante o al cantante dello Sperimentale che avrà dimostrato le migliori attitudini sceniche nel corso della stagione 2026. Immagine della stagione
La scelta di affidare ai detenuti la realizzazione dell’immagine dell’80a stagione nasce dalla volontà di riconoscere e valorizzare il loro potenziale espressivo e umano, offrendo uno spazio concreto di espressione, formazione e restituzione attraverso il linguaggio dell’arte. In questo senso, L’abbraccio assume un significato che va oltre la dimensione visiva: diventa un gesto simbolico che accoglie e valorizza l’umanità di ogni persona. I nostri sostenitori
articolo pubblicato il: 28/03/2026 ultima modifica: 31/03/2026 |