
opinioni e commenti Sono ormai quasi trent'anni da quell'immagine di un elicottero che si librava dal tetto dell'ambasciata americana a Saigon, una fotografia che meglio di qualsiasi parola dava l'immagine della fine del conflitto che divise in due l'opinione del mondo intero. Sembra pero' che il ricordo del Viet-Nam continui ancora a pesare come un macigno sugli Stati Uniti, se ancora oggi la misura per decidere chi sara' a dirigere il piu' importante Paese del mondo e' il comportamento dei candidati negli anni di quella tragedia. Su Gerge W. Bush, che si e' voluto accreditare come il "Presidente di guerra" ed e' spettacolarmente atterrato sul ponte di una portaerei, continua a pesare l'accusa di essersi imboscato nella Guardia Nazionale; su John F. Kerry, il suo probabile sfidante alle prossime elezioni, si riversano le accuse dei veterani di essere tornato dal Sud -Est asiatico pieno di idee pacifiste (come d'altronde accadde a tanti militari americani, forse la maggioranza). La storia militare di Bush e' piena di punti oscuri, o comunque poco chiari. Entro' nella guardia aerea dello Stato del Texas passando avanti a centinaia di candidati con punteggi maggiori del suo. In Alabama, dove si era trasferito per aiutare un candidato, non si presento' ad una visita medica (si dice per problemi di droga) e nessuno puo' giurare di averlo visto nella base in cui era stato assegnato. Kerry, al contrario si arruolo' volontario in marina e, come il suo idolo Kennedy, comando' una motovedetta; pattuglio' a lungo il delta del Mekong, in azioni altamente rischiose, rimanendo ferito tre volte. Quello che i conservatori non gli perdonano e' di aver denunciato i crimini di guerra americani, al fianco di personaggi come Ramsey Clark e Jane Fonda. Ma le foto che lo ritraggono accanto all'attrice sono risultate fotomontaggi (come un montaggio degli avversari sembra sia la storia con la stagista). Qualsiasi piega prenda la campagna elettorale, e' certo che per un presidente che ha voluto una guerra sara' molto dura sopportare l'accusa di essersi imboscato in un momento in cui un'intera generazione di americani tornava (quando tornava) profondamente segnata da un'esperienza come quella indocinese. Che il suo avversario sia divenuto, in seguito, un pacifista non toglie nulla al suo ruolino di servizio e la foto che lo ritrae mentre viene decorato vale piu' di tante dissertazioni.
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