
cinema 16 film, 16 cortometraggi, due spettacoli e una lettura scenica, per esplorare le “ipotesi d’amore”, nella quarta edizione della rassegna dedicata a identità, orientamento sessuale e questioni di genere, ideata da Teatri di Vita nelle settimane che ricordano il 28 giugno, giorno storico del Pride. Un’occasione di incontro con lo spettacolo dal vivo e di conoscenza delle nuove tendenze della cinematografia internazionale sulle tematiche LGBTQIA+, con opere pluripremiate nel panorama dei maggiori festival (da Cannes a Berlino), anche in anteprime nazionali, attraversando una miriade di storie e temi: dalla scoperta della sessualità nell'adolescenza allo sguardo sugli anziani omosessuali; dalle identità transessuali e intersessuali all'affermazione dell'amore lesbico; dalle sperimentazioni queer alle seduzioni del BDSM; dal confronto con gli ambienti macho dei camionisti alla celebrazione del 30esimo anniversario della morte di Dario Bellezza, fino al Queer Cinema for Palestine "No Pride in Genocide". Con film in prima italiana (“The good manners” e “Moss Agate”) ed europea (“Other People’s Bodies”, versione queer del celebre “La piscina” con Alain Delon). E a teatro, tornano gli spettacoli "evə" di Andrea Adriatico (15-17 giugno) e "Salvami, mostro" di Lorenzo Balducci (18 giugno), con la lettura scenica di un emozionante testo di Elise Wilk appositamente tradotto: "Coccodrillo" con Luca Sebastiano Scelfo (19 giugno). L’appuntamento con Cuore di... Ipotesi d’amore è a Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it) da lunedì 15 a domenica 21 giugno. “Cuore di... Ipotesi d’amore” fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena; ed è realizzato con il contributo della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura; e con la complicità di Rivolta Pride. lunedì 15, martedì 16, mercoledì 17 giugno 2026, ore 20 evə di Jo Clifford traduzione di Stefano Casi riflessǝ in Andrea Adriatico con Eva Robin’s, Patrizia Bernardi, Rose Freeman e Anas Arqawi, Met Decay, Saverio Peschechera scene e costumi di Andrea Barberini e Giovanni Santecchia produzione Teatri di Vita con il contributo di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura in accordo con Arcadia & Ricono ltd per gentile concessione di Alan Brodie representation limited Una storia che conoscono tutti. Forse. Quella di quando Dio creò Adamo ed Eva, prima il maschio e poi, come un ripiego, la femmina. Due generi ben distinti, con destini ben segnati. Perché in questa storia non è stato previsto chi sta nel mezzo, o ha un po’ dell’uno e un po’ dell’altra. Andrea Adriatico si confronta con le tematiche di genere e con le fluidità di storie e identità, umane e teatrali, con il racconto ‘oltraggioso’ di chi rilegge la Genesi e il testo sacro fondativo della società occidentale come l’affermazione della superiorità del maschio sulla femmina, e propone un’altra lettura. E se Dio, nel segreto del suo armadio, nascondesse vestiti femminili? “Metterò Dio sul banco degli imputati e gli dirò: sto conducendo un’inchiesta giudiziaria che potrebbe portare a un procedimento penale, un’indagine sulla natura di Dio e la storia del libro della Genesi…” Jo Clifford è una drammaturga e performer inglese, di base a Edimburgo, ha scritto oltre cento opere teatrali, e le è stato assegnato il premio Olwen Wymark. Tra le sue opere, il controverso The gospel according to Jesus, queen of Heaven. God’s new frock, titolo originale di evǝ, è stato scritto nel 2002 e presentato in Italia nel 2007 all’interno di Intercity Festival. Attualmente sta lavorando all’opera The not so ugly duckling con Maria MacDonel e The Covid requiem con Lesley Orr per il teatro di Pitlochry. Andrea Adriatico, fondatore e regista di Teatri di Vita per il quale ha creato spettacoli da testi di Koltès, Pasolini, Beckett, Copi, Jelinek, attraversando con i suoi lavori numerosi festival da Santarcangelo alla Biennale Teatro. Nel 2023 ha ricevuto la Targa Volponi. Al cinema ha diretto documentari e film drammatici, presentati e premiati in festival internazionali, fino agli ultimi Gli anni amari, prodotto con Rai Cinema e dedicato alla vita di Mario Mieli, e La solitudine è questa, docufilm su Pier Vittorio Tondelli. Eva Robin’s, icona trans dello spettacolo italiano, attrice teatrale e cinematografica ha debuttato sulle scene nel 1993 al Festival di Santarcangelo ne La voce umana con la regia di Andrea Adriatico, con cui ha realizzato molti altri spettacoli. A teatro è stata diretta tra gli altri da Valter Malosti, Leo Muscato, Veronica Cruciani. Rose Freeman è regista e performer, scrive, insegna e produce teatro. In particolare ha diretto opere liriche, spettacoli teatrali, performance di burlesque, concerti hip hop, e conduce workshop di opera e musical. Insegna alla Temple University di Philadelphia, dopo aver insegnato a Chicago. Patrizia Bernardi è attrice e cofondatrice insieme a Andrea Adriatico di Teatri di Vita e della compagnia :riflessi. Come attrice, è stata diretta da Adriatico in numerosi spettacoli. Dal 2009 è tra le protagoniste della rinascita culturale de L’Aquila con l’associazione Animammersa. Ha creato il monologo-stand up Di donne e di pene. Anas Arqawi ha studiato teatro al Freedom Theatre di Jenin in Palestina, dove ha recitato in spettacoli diretti da Nabil Al-Raee e Micaela Miranda. A Teatri di Vita ha preso parte a spettacoli e film diretti da Andrea Adriatico. Met Decay, performer, ha preso parte, tra l’altro, a spettacoli con il Teatro di Sacco (per la regia di Roberto Bisulli) e con i coreografi Daniela Malusardi, Mauro Bigonzetti, Sara Libori e Arianna De Angelis Marocco. Saverio Peschechera, organizzatore e direttore di produzione teatrale e cinematografica, ha partecipato come attore a spettacoli e film diretti da Andrea Adriatico. lunedì 15 giugno 2026, ore 20.30 Other people’s bodies (Usa, 2025, 85’) regia Alan Brown con McKinley Belcher III, Jasai Chase-Owens, Annie Parisse sottotitoli italiani prima europea Quattro ex amici e amanti si ritrovano in un caldo weekend estivo, riaccendendo passioni, rancori e rimpianti a lungo sopiti. Olivia, danzatrice contemporanea, è in vacanza con il marito Seb in una casa di campagna isolata, quando ricevono la visita inaspettata di Mateo, ex migliore amico di Olivia ed ex amante di Seb, con il suo giovane e sensuale amante, Zaki. Quando altri due ex colleghi fanno una visita a sorpresa, i passati e i desideri romantici e sessuali di tutti si scontrano. Rivisitazione queer del classico francese La piscine con Alain Delon e Romy Schneider, con un titolo perfetto che evidenzia la centralità sensuale del corpo: parole e corpi si esprimono in modo divergente, alimentando l’ambiguità tra futilità verbali e allusioni fisiche. Alan Brown è un regista americano (vive a New York) da sempre impegnato a portare sul grande schermo storie queer, con film che hanno ricevuto importanti riconoscimenti internazionali. Other People's Bodies è il suo quinto film dopo Adolescenza inquieta (Book of love), Superheroes, Private Romeo, Five dances. È anche autore del romanzo Audrey Hepburn's Neck, vincitore del Pacific Rim Book Prize. lunedì 15 giugno 2026, ore 22.00 Queerpanorama (Usa/Hong Kong/Cina, 2025, 87’) regia Jun Li con Jayden Cheung, Erfan Shekarriz, Sebastian Mahito Soukup sottotitoli italiani In una Hong Kong crepuscolare e malinconica, assistiamo agli incontri di un ragazzo con uomini conosciuti sulle dating app. Ogni appuntamento è una finestra su un’identità diversa: età, preferenze sessuali, estrazione sociale e provenienza geografica dei suoi amanti sono le più varie, componendo un vero e proprio panorama umano. A restare un mistero è proprio il protagonista, che porta con sé elementi della personalità dell’amante precedente nell’incontro successivo, come uno Zelig che camaleonticamente si reinventa di volta in volta, e sembra farsi carico della solitudine di ciascuno. Queerpanorama ha debuttato al Film Festival di Berlino, e successivamente in numerosi altri festival. È stato premiato al Lovers FF di Torino e al Golden Horse FF di Taiwan. Jun Li ha studiato Giornalismo alla Chinese University di Hong Kong, e ha quindi conseguito un master in Gender Studies all’Università di Cambridge. Il suo primo lungometraggio, Tracey (2018), è stato presentato in anteprima al Tokyo International FF e il successivo Drifting (2021) al Rotterdam IFF. martedì 16 giugno 2026, ore 20.30 Sandbag dam (Zecji nasip, Croazia, 2025, 88’) regia Čejen Černić Čanak con Lav Novosel, Andrija Žunac, Leon Grgić sottotitoli italiani Una storia d'amore proibita, ambientata in un villaggio minacciato dalle piene dei fiumi (il titolo fa riferimento alle dighe di emergenza con i sacchi di sabbia). Al suo ritorno a casa per il funerale del padre, Slaven riallaccia i rapporti con Marko, amico d'infanzia e giovane sportivo, il suo amore adolescenziale e la ragione per cui il padre lo aveva cacciato di casa. Ora, tentati di riunirsi, dovranno fare i conti con le proprie scelte e lottare contro le restrizioni familiari. Sapore di “smalltown boy” in provincia, dove l’omosessualità dei ragazzi è oppressa da famiglie retrograde e amici omofobi. Intenso e toccante, il film ha partecipato a numerosi festival dal FF di Berlino a Londra, Istanbul, Stoccolma, Boston, San Francisco e decine di altre kermesse internazionali, vincendo parecchi premi a Miami, Bilbao, Lubiana e molti altri. Čejen Černić Čanak ha diretto numerosi corti, film d'animazione, fiction e documentari. Nel 2017 ha diretto il suo primo lungometraggio, The Mystery of Green Hill, di grande successo in Croazia e con un’ampia distribuzione internazionale. È stato presentato in oltre 25 festival cinematografici internazionali. Sandbag dam è il suo secondo lungometraggio. martedì 16 giugno 2026, ore 22.00 Crossing Istanbul (Crossing, Svezia/Danimarca/Francia/Turchia/Georgia, 2024, 106’) regia Levan Akin con Mzia Arabuli, Lucas Kankava, Deniz Dumanl sottotitoli italiani Un road movie delicato e toccante che vede come protagonista Lia, un’insegnante in pensione che dalla Georgia si mette in viaggio verso Istanbul con un giovane amico per esaudire l’ultimo desiderio della sorella: ritrovare Tekla, la figlia perduta. Lia e Achi formano così un improbabile duo nella labirintica e urbana Istanbul, finché l’incontro con un’avvocata che si batte per i diritti delle persone transgender le farà scoprire un mondo nuovo. Un film di piccoli gesti, inno alla solidarietà e all’accettazione dell’altro. Crossing è stato il film d’apertura della sezione “Panorama” alla Berlinale 2024, dove ha vinto il Teddy Award, per proseguire in numerosi altri festival, ottenendo svariati premi. Levan Akin è un regista svedese di origine georgiana. I suoi lavori trattano spesso di problemi di classe, di identità di genere e orientamento sessuale, come il suo notevole debutto And Then We Danced, dedicato all’omofobia che circonda il mondo della danza. Inoltre ha diretto diverse serie TV. mercoledì 17 giugno 2026, ore 20.30 En el camino (Messico, 2025, 93’) regia David Pablos con Victor Prieto, Osvaldo Sanchez sottotitoli italiani Veneno, un giovane vagabondo gay, frequenta tavole calde lungo la strada dove rimorchia i camionisti. Avendo urgente bisogno di un passaggio, incontra Muñeco, un camionista etero, duro e riservato, che convince a farsi dare un passaggio. Mentre viaggiano insieme e tra loro si crea un’inaspettata intimità, riaffiorano ombre del passato di Veneno, mettendo a rischio la vita di entrambi. La storia di sesso, droga e violenza si staglia sullo sfondo di un suggestivo deserto messicano solcato dai tir, carico di una forte tensione carnale e di una sensualità testosteronica e machista. Il film è stato presentato alla Mostra del Cinema di Venezia. David Pablos è un regista e sceneggiatore messicano tra le voci più interessanti del cinema contemporaneo latinoamericano. Dopo l’esordio con La vida después (2013), si è imposto a livello internazionale con Las elegidas (2015), intenso dramma sulla tratta di esseri umani presentato a Cannes, e con Il ballo dei 41 (2020). Nei suoi film esplora identità, desiderio e marginalità con uno sguardo realistico e profondamente umano. mercoledì 17 giugno 2026, ore 22.00 Maspalomas (Spagna, 2025, 115') regia Aitor Arregi, Jose Mari Goenaga con José Ramón Soroiz, Julian Hackenberg, Zorion Eguileor sottotitoli italiani A 76 anni, Vicente ha trovato la sua dimensione di libertà nell’oasi queer di Maspalomas, nelle Canarie. Tuttavia, un ritorno forzato a San Sebastián lo costringe in una casa di riposo, dove si ritrova a dover celare la propria identità e ad affrontare i fantasmi di un passato mai risolto. Straordinaria l’interpretazione di José Ramón Soroiz, premiato come miglior attore protagonista per questa interpretazione al Festival di San Sebastián e ai Premi Goya 2026. Un racconto potente e necessario sulla speranza e sulla rivendicazione della propria autenticità a qualsiasi età. Aitor Arregi è un regista e sceneggiatore basco, vincitore del Premio Goya per la migliore sceneggiatura originale per il film Handia (2017) a cui sono seguiti altri notevoli film come Marco – The Invented Truth e La trincea infinita, quest’ultimo diretto insieme a Jose Mari Goenaga, anch’egli tra i regisit e sceneggiatori di punta del nuovo cinema basco. giovedì 18 giugno 2026, ore 20 Salvami, mostro scritto, diretto e interpretato da Lorenzo Balducci produzione Teatri di Vita con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna Gli alieni vogliono distruggere il pianeta e ci chiedono prova del nostro innegabile valore. Scendono in campo: Aurelia, una 42enne che si spaccia per una 17enne, assetata dal desiderio di essere famosa e completamente dissociata dalla realtà; Basileo, un mediocre, volgare e gretto nel profondo, un vero artista della seduzione priva di eleganza; La Madre, irruente, violenta, impetuosa, ossessionata dal cibo, e capace di esprimersi solo attraversa grida. Tre “mostri” di arroganza, ambizione e involontaria comicità. Questo è “Salvami, mostro”: viaggio comico, grottesco e senza filtri nella mediocrità e ferocia dell’essere umano, che lotta ardentemente per imporre la propria scomoda presenza nel mondo. Lo spettacolo è un irriverente one man show che esplora l’universo dei personaggi creati da Lorenzo Balducci, già noti sui social e per la prima volta catapultati in una dimensione teatrale. Un contenitore di molteplici personaggi che si avvale anche di interazioni tra schermo e palcoscenico, grazie a video musicali, videochiamate, spot pubblicitari, performance di lipsync, stravolgendo il raggio d’azione e il punto di vista dello spettatore. Balducci porta in scena anche sé stesso, il Lorenzo impacciato e incapace di gestire anche solo una semplice conversazione con i “mostri” che invadono la sua esistenza. Le sue fragilità e i suoi sogni finiscono sotto un’enorme lente d’ingrandimento nella speranza di trovare la loro cura e realizzazione. “Salvami, mostro” è anche un inno alla cultura pop in ogni suo aspetto. Balducci omaggia l’iconicità di Victoria Beckham, la musica di Laura Pausini, la glacialità di Miranda Priestley de “Il diavolo veste Prada” e la magia di innumerevoli personaggi dell’universo pop, dagli anni ’90 ad oggi. Già protagonista a teatro di “Allegro, non troppo”, “Fake” ed “E.G.O.”, scritti e diritti da Mariano Lamberti, Lorenzo Balducci debutta nella scrittura e regia di un testo originale. La normalità è solo un’illusione. “Salvami, mostro” è un mix esplosivo di satira capace di abbattere le convenzioni e conquistare qualunque tipo di pubblico, dall’adulto al bambino, in un contesto capace di far ridere, riflettere e se possibile ribaltare il mondo. giovedì 18 giugno 2026, ore 20.30 Tripoli / A tale of three cities (Tarabulus / Hikayat Almudun Althalatha, Libano, 2024, 88’) regia Raed Rafei documentario sottotitoli italiani Il regista queer Raed Rafei torna a Tripoli, in Libano, per confrontarsi con una città natale che un tempo lo aveva rifiutato. Intervista gli abitanti della città sulle loro credenze culturali e sociali e sulla loro apertura alle nuove idee. Una sinfonia urbana che dipinge il quadro di una città paralizzata da una profonda crisi economica, da una rivoluzione in bilico e da un'incombente apocalisse, che si sarebbe materializzata poco dopo con la guerra sferrata da Israele. Il documentario, che scava sotto la superficie dell’omofobia per rivelare spazi di appartenenza, facendoci innamorare della tormentata città libanese, è stato presentato in prima mondiale all’International Documentary FF Amsterdam, e successivamente in altri festival come Lovers FF, Mix Milano, Queer Lisboa, Xposed Queer e Arab FF di San Francisco. Raed Rafei è un regista, scrittore e giornalista queer libanese. Con un dottorato in Cinema all'Università della California, unisce saggistica, finzione e documentario per esplorare l'identità queer, la memoria urbana e il dissenso politico nel mondo arabo. Tra le sue opere precedenti, il film 74 (La reconstitution d'une lutte) e il corto Salam. giovedì 18 giugno 2026, ore 22.00 Pillion / Amore senza freni (Pillion, UK/Irlanda, 2025, 103’) regia Harry Lighton con Alexander Skarsgård, Harry Melling sottotitoli italiani Colin, ragazzo gay timido e introverso, vede la sua vita piacevolmente travolta dall’incontro con Ray, carismatico e fascinoso leader di un gruppo di bikers. Tra i due si instaura presto una relazione BDSM che vede Ray nel ruolo del padrone e Colin in quelli del suo devotissimo sottomesso. Sarà l’inizio di una storia d’amore inconsueta e travolgente, che cambierà profondamente entrambi. Alexander Skarsgård (True Blood, The Northman) e Harry Melling (Harry Potter, La regina di scacchi) sono gli straordinari e affiatati protagonisti di un film audace e delizioso, esplicito ma lieve, sensuale e venata di humor: una commedia romantica BDSM ambientata nel rude mondo dei motociclisti di strada. Presentato al Festival di Cannes, il film è stato acclamato in tutto il mondo, vincendo numerosi premi, da Cannes a Londra, da Stoccolma a Palm Springs, da Salonicco a Valladolid. Harry Lighton è un regista e sceneggiatore britannico emergente: dopo essersi distinto con diversi cortometraggi premiati nei festival internazionali, si è affermato con il suo lungometraggio d’esordio Pillion come una delle voci più interessanti del nuovo cinema britannico. venerdì 19 giugno 2026, ore 20 Coccodrillo di Elise Wilk traduzione di Stefano Casi lettura scenica di Luca Sebastiano Scelfo produzione Teatri di Vita con il sostegno di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura David è un ragazzino che sta entrando nell’adolescenza dopo la morte del padre, che immagina volato nello spazio ad aggiustare pianeti. Va a scuola e nel parco giochi con la sua amica Simo, ha una cotta per il bel Felix e sogna di mettersi vestiti femminili e smaltare le unghie. Coccodrillo, testo vincitore del Premio Drammaturgico Internazionale Carlo Annoni 2021 e mai rappresentato in Italia (e di cui presentiamo una lettura scenica), è un’opera intensa e tagliente che esplora le fragilità dell’adolescenza, il bisogno di appartenenza, la scoperta dell’identità e la piaga del bullismo omotransfobico. Attraverso una scrittura essenziale e incisiva, Wilk racconta il mondo dei giovani confrontati con paure, violenza e desiderio di riconoscimento, mettendo in luce le tensioni tra individuo e gruppo. Elise Wilk è una drammaturga e scrittrice romena, tra le voci più interessanti del nuovo teatro dell’Europa orientale. Tra i suoi testi teatrali e radiofonici, Disappearing, The Green Cat e The Airport sono stati rappresentati e tradotti in numerosi Paesi, ricevendo anche numerosi riconoscimenti internazionali. Insegna drammaturgia all'Università delle Arti di Târgu Mureș. Luca Sebastiano Scelfo ha una formazione teatrale e musicale. Nel 2008 fonda l’associazione culturale Teatri Mutevoli, con la quale produce alcuni musical. Come autore e regista firma Sputa in cielo che in faccia ti torna, il musical per ragazzi Dentro una fiaba, il monodramma a tematica LGBTQIA+ Ou+ing, e Prigionia femminile singolare (Premio Frammenti al Femminile al Teatrocittà di Roma). venerdì 19 giugno 2026, ore 20.30 Eva (Honduras, 2025, 90’) regia William Reyes con Endry Cardeño, Jancel Aguilar, Dennis Mencia sottotitoli italiani Eva, una donna transessuale, cerca di tenere insieme le complessità di una famiglia in difficoltà e le persone che ama attorno a sé: il figlio, che dopo la morte della moglie durante il parto non vuol saperne della neonata, e l’amante timoroso di rendere pubblica la relazione. Tra tensioni, rimproveri e silenzi, madre e figlio intraprendono un percorso verso la comprensione reciproca e la ricostruzione del loro legame familiare. Intenso ed emozionante, il film entra nella descrizione delle relazioni con delicatezza ma senza sconti, disegnando un potente ritratto della protagonista. Il film è stato presentato al Rome Independent Film Festival (dove ha vinto come miglior film LGBTQIA+) e in altre vetrine internazionali, dagli Usa all’India, vincendo ai festival di Boston e L’Avana. William Reyes è un regista e sceneggiatore honduregno. Ha fondato OPIDA, una casa di produzione focalizzata sul cinema d'autore e su programmi di formazione cinematografica per le comunità indigene e afrodiscendenti. I suoi corti Victoria (2019) e El Pescador (2023) sono stati premiati an festival di Guadalajara e dell'Avana. Eva è il suo lungometraggio d'esordio. venerdì 19 giugno 2026, ore 22.00 Keep coming back (Siempre vuelven, Uruguay, 2025, 91’) regia Sergio De León con Bruce Pintos, Juan Wauters, Anabella Bacigalupo sottotitoli italiani Dopo la morte della madre, Emilio non è preparato ad affrontare un'eredità maledetta, il salvataggio della colombaia di famiglia, la promiscuità dei suoi desideri e la scoperta di un amore. A diciotto anni, si troverà spiazzato nel rendersi conto che il destino a volte si affida a qualcosa di fragile come il volo di una colomba. È l’emozionante fermo immagine di un momento sospeso nella vita di un adolescente in volo per un ritorno o forse per un altrove. Il film è stato presentato in numerosi festival internazionali, da Guadalajara a Melbourne, da San Francisco al Lovers FF di Torino. Sergio De León ha lavorato come aiuto regista e direttore di produzione per oltre vent'anni, collaborando con numerosi registi. Dal 2005 insegna presso la Scuola di Cinema uruguaiana, l'Università della Repubblica in Uruguay e la Scuola Internazionale di Cinema e Televisione di San Antonio de los Baños (Cuba). Keep coming back è il suo primo lungometraggio di finzione. sabato 20 giugno 2026, ore 18.30 The good manners (Las buenas costumbres, Colombia, 2023, 84') regia Santiago León Cuéllar con Valeria Lopez, Valentina Noreña, Daniel Martinez sottotitoli italiani prima italiana La diciassettenne Valeria è un'adolescente introversa, che i genitori religiosi portano nella fattoria di famiglia per preparare i festeggiamenti in vista delle nozze d'oro dei nonni. Lì incontra sua cugina Sol, che non vedeva da anni. Valeria e Sol condividono la stessa stanza per una settimana, durante la quale Valeria dovrà affrontare il suo risveglio sessuale tra le repressioni dei genitori e confrontarsi col desiderio nei confronti della cugina. Il film è stato presentato al Liepzig Queer FF. Santiago León Cuéllar è co-fondatore della casa di produzione Mudra Films, dove lavora come regista e produttore esecutivo. È responsabile e curatore di Incinerante Fest, un festival di cortometraggi indipendenti a tema giovanile. Dopo The good manners, film d’esordio, sta lavorando al suo secondo lungometraggio, Samurai. sabato 20 giugno 2026, ore 20.30 Femminile plurale luminoso: 5 cortometraggi Luminous matter (Italia-Usa, 2025, 15') regia Bianca Arnold, Moss Berke Kotowari (Francia, 2024, 22') regia Coralie Watanabe Prosper Give it to me (Usa, 2023, 9’) regia Courtney Hope Thérond Sister Wives (UK, 2024, 28’) regia Louisa Connolly-Burnham The Sappho Project: Fragment 147 (Filippine/UK, 2021, 8’) regia Sari Katharyn sottotitoli italiani Cinque cortometraggi per declinare in modo diverso le ipotesi d’amore tra donne. In Luminous matter la telecamera passa dalle mani di Bianca a quelle di Moss, trasformando l’intimità quotidiana in gesto d’amore condiviso. Kotowari racconta lo scontro con la violenza della burocrazia quando la giapponese Saki si reca in prefettura con la moglie per ottenere il permesso di soggiorno (premio del pubblico al Sofia Pride FF). In Give it to me una donna ingaggiare una professionista del sesso per affrontare ed elaborare una separazione traumatica del suo passato. Il super-premiato (in una ventina di festival!) Sister Wives ci porta all’interno di una società fondamentalista e poligama nello Utah, in cui una giovane moglie oppressa dalla rigida tradizione religiosa trova nella seconda moglie del marito un’ancora di salvezza. La selezione si conclude con il gustoso corto d’animazione The Sappho Project: un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso il frammento 147 di Saffo, una poesia d’amore per le donne di tutto il mondo in tutte le lingue. sabato 20 giugno 2026, ore 22.00 La più piccola (La petite dernière, Francia-Germania, 2025, 108') regia Hafsia Herzi con Nadia Melliti, Park Ji-min, Aloïse Sauvage sottotitoli italiani Fatima, diciassette anni, è la più piccola di tre sorelle. Nata in Francia, cresce in un nucleo affettuoso e pieno di tradizioni, ma dentro di sé sente il peso della diversità. Devota musulmana, affronta ogni giorno il delicato equilibrio tra fede e desideri emergenti. Quando si iscrive alla facoltà di filosofia a Parigi, si apre davanti a lei un mondo nuovo, fatto di scoperte, domande e possibilità. Tra preghiere sussurrate e sogni proibiti, Fatima intraprende un viaggio intenso alla ricerca della propria identità, tentando di conciliare cuore, amore e devozione. Presentato al Festival di Cannes, il film ha vinto la Palma Queer e il premio per la migliore attrice, e in seguito è stato presentato in altri festival, come Locarno, Stoccolma e Varsavia. Hafsia Herzi ha iniziato la sua carriera come attrice con Abdellatif Kechiche (Cous cous) ottenendo un César e il Premio come miglior attrice esordiente a Venezia. Come regista ha partecipato al festival di Cannes con Ti meriti un amore e con Bonne Mère (Prix d'Ensemble). La più piccola è il suo terzo lungometraggio da regista. domenica 21 giugno 2026, ore 11.00 Bellezza, addio (Italia, 2023, 78’) regia Carmen Giardina, Massimiliano Palmese documentario A seguire: incontro con Massimiliano Palmese e con Marco Beltrame È un emozionante documentario dedicato a Dario Bellezza, poeta “maledetto” del secondo Novecento, omosessuale provocatorio e irriverente, di cui quest’anno ricorre il 30esimo anniversario della morte. Ma in definitiva è anche un inno alla bellezza di quella sua poesia e a quell’epoca di passione e scandalo ormai passata e osservata in questo dolente “addio”. Le voci dei testimoni e i materiali d’epoca si rincorrono in una struttura narrativa classica, che non si limita a consegnare allo spettatore informazioni, ma lo riporta alla complessità di un’epoca abitata da giganti come Pier Paolo Pasolini e Elsa Morante, in una sorta di Roma-Sodoma, mentre arriva come una maledizione l’ombra letale dell’Aids. Il docufilm ha ricevuto il premio speciale della giuria al Florence Queer Festival. Carmen Giardina, attrice e regista, si divide tra teatro, cinema e TV, dove è protagonista della serie RAI Amiche. Ha lavorato con registi come Marco Risi e Cristina Comencini. Massimiliano Palmese è autore di poesia, teatro e cinema. Il suo romanzo L’amante proibita è stato Finalista al Premio Strega 2006. Insieme hanno già scritto e diretto il docufilm Il caso Braibanti, Nastro d’Argento 2021. Per ricordare Dario Bellezza nel 30esimo anniversario della sua morte, dopo la proiezione incontreremo il regista Massimiliano Palmese e Marco Beltrame, autore del recentissimo libro Tra inferni e paradisi. Vita e teatro di Dario Bellezza (ed. Il Simbolo), che per la prima volta affronta la biografia del poeta, mettendo in rilievo in particolare la sua scrittura teatrale. L’incontro continuerà anche durante il brunch previsto dalle ore 13, in una preziosa e originale occasione di convivialità e dialogo. domenica 21 giugno 2026, ore 15.30 Moss agate (Agate mousse, Libano, 2021, 68') regia Selim Mourad con Selim Mourad, Tamara Saadé, Elie Boudjok sottotitoli italiani prima italiana La scoperta di un nodulo nel testicolo mette il regista Selim Mourad di fronte alla prospettiva della morte: "Selim di Beirut" è dunque l'ultimo di una lunga lista di nomi di specie estinte che recita durante un rapporto sessuale recuperato con Grindr. Un artista lo fotografa in punto di morte, poi espone quegli scatti, e il film prende un’altra piega. Moss agate è un film sperimentale in cui la riflessione sulla caducità della vita diventa gioco metafilmico, esplorazione di miti antichi e storie bibliche alla ricerca di un senso di eternità o di ritorno, con invenzioni formali continuamente cangianti, come il frame circolare, e con il corpo nudo e queer che gioca un ruolo di primo piano in questo capitolo conclusivo della trilogia Linceul di Mourad, preceduto dai cortometraggi Linceul (2017) e Cortex (2018). Un antidoto estetico alla paura della fine. Il film è stato presentato in festival internazionali, da Rotterdam a Vienna, da Lisbona a Los Angeles. Selim Mourad è nato a Beirut nel 1987. La sua filmografia comprende alcuni corti documentari come il pluripremiato Letter to My Sister. Il suo primo lungometraggio documentario This Little Father Obsession è stato presentato in numerosi festival. domenica 21 giugno 2026, ore 17.00 Arcobaleno, i colori del desiderio: 5 cortometraggi Erion (Italia, 2025, 14’) regia Marius Gabriel Stancu Marina (Italia, 2025, 18') regia Paoli De Luca Shoot Your Shot (India-UK, 2022, 12') regia Mishaal Memon PRIMA ITALIANA Interval (Intervalo, Messico, 2025, 20') regia Roberto Fiesco PRIMA ITALIANA Cobalto (Messico, 2023, 21') regia Julián Hernández PRIMA ITALIANA sottotitoli italiani Cinque cortometraggi per parlare di desiderio e identità. Erion è il nome di un ragazzo albanese incontrato dallo studente universitario Christian durante le vacanze nel sud Italia, che diventeranno per entrambi indimenticabili. Marina è invece il nome della ragazza che, un anno dopo aver iniziato la transizione di genere, trascorre un weekend estivo a casa della sua migliore amica, dove arriveranno altri amici che metterà a dura prova l’amicizia tra le due (premiato come miglior cortometraggio alla Mostra del Cinema di Venezia e finalista ai Nastri d’Argento). È ancora una torrida estate in Shoot Your Shot dove due amici adolescenti affrontano sentimenti nuovi: una storia di formazione sulla mascolinità, un'esperienza intima un po' al di fuori della zona di comfort dei giovani protagonisti. Interval ci porta nella notte di Città del Messico per raccontare la corsa in taxi di Carlos, disperato per non aver ricevuto risposta dal suo ragazzo (premio speciale della giuria al Mix Mexico FF). Infine, in Cobalto assistiamo al ritorno di Damien nell'appartamento che condivideva con Orlando, con i ricordi che si annidano in ogni angolo del luogo che un tempo era diventato la loro casa. domenica 21 giugno 2026, ore 18.30 Torri, checche e tortellini (Italia, 2015, 75') regia Andrea Adriatico documentario Questa è la storia di un momento importante del movimento gay, quando si passò dalla rivolta alla rivendicazione di spazi pubblici. Ed è la storia di una città, che improvvisamente decise di investire sui diritti. Il docufilm racconta una sorprendente avventura: la nascita del Cassero, il primo centro italiano LGBTQIA+, sorto a Bologna in un edificio monumentale pubblico, concesso dal Comune a dispetto della Chiesa. Il Cassero di Porta Saragozza, su cui dal 1982 ha cominciato a sventolare la bandiera dei diritti, diventò subito leggendario, in Italia e in tutta Europa. Attività culturali e politiche si intrecciarono a un’idea diversa di aggregazione e socialità, anche con la creazione di un esilarante gruppo teatrale. Il film ripercorre le tappe salienti che portarono all’inedita decisione e le attività politiche, sociali e culturali del Cassero nei suoi primi anni di vita, attraverso le testimonianze dei protagonisti. Andrea Adriatico, fondatore e regista di Teatri di Vita, ha diretto divesri film. Oltre ad alcuni cortometraggi, ha realizzato tre film presentati in numerosi festival internazionali (Il vento, di sera; All’amore assente; Gli anni amari) e altrettanti documentari: oltre a quello presentato oggi, +o- il sesso confuso, racconti di mondi nell’era aids (con Giulio Maria Corbelli) e il recente La solitudine è questa dedicato all’opera di Pier Vittorio Tondelli. domenica 21 giugno 2026, ore 20.30 Queer cinema for Palestine: no Pride in Genocide A Message (Palestina, 2026, 3') regia Mama Ganuush Ceasefire بِكَفِّي قَهْـر (Slovacchia-Ungheria, 2025, 23') regia Teodor Vladár The 5-Year Plan for Financial Independence (Palestina, 2025, 7') regia Dua Omari Until We Return (Egitto-Scozia, 2025, 11') regia Huss AC We Will Haunt Your Archive (Usa, 2026, 10') regia R.R. Sorry (Canada, 2024, 7') regia John Greyson in collaborazione con Assopace Palestina e Queers4Palestine sottotitoli italiani Torna dopo l’anno scorso a Teatri di Vita il festival internazionale diffuso Queer Cinema for Palestine giunto alla sua quarta edizione. Si tratta dell’evento cinematografico di giugno dedicato alla Palestina a tematica queer più diffuso nel mondo: quest’anno vede il coinvolgimento di ben 300 proiezioni in altrettanti spazi in 60 Paesi del mondo, dall’Albania al Venezuela passando per molti paesi europei, Usa, India, Taiwan, Australia ecc... in 20 lingue. Il programma di quest’anno prevede 6 cortometraggi di artisti queer, palestinesi e affini, che affrontano con linguaggi molto diversi i temi del festival, sottolineando il ruolo e la posizione dell’arte nella resistenza e nella lotta per la liberazione della Palestina. A message raccoglie le voci dei palestinesi queer in esilio, ed è realizzato da una performer e attivista transgender palestinese che vive tra San Francisco e Lisbona. Ceasefire si concentra sulla figura dell’artista palestinese queer Nawras che vive in Slovacchia, ed è stato realizzato da un giovanissimo regista slovacco grazie a una campagna di crowdfunding. La regista palestinese Dua Omari, che vive a Gerusalemme, affronta in The 5-Year Plan for Financial Independence la storia palestinese come un ciclo ripetitivo di ingiustizia, esponendo le falle del sistema globale. Until We Return oscilla tra memoria e sogno, come un viaggio lungo il Nilo, attraverso le correnti oniriche del Cairo. We Will Haunt Your Archive colloca la manifestazione queer in solidarietà con la Palestina, che si è tenuta nel dicembre 2023 a San Francisco, nella più ampia storia dell'attivismo di ACT UP durante la crisi dell'AIDS. Infine, Sorry del regista pluripremiato John Greyson (Zero patience, Lilies, Mercurial) è un triplice ritratto di giovani donne, ossia Luna Alyaan, giovane violinista di Gaza uccisa da un drone Elbit; Eden Golan, cantante sionista che ha rappresentato Israele all'Eurovision 2024; Greta Thunberg, che ha guidato le proteste all'Eurovision di quell'anno: una satira nera sull'uso israeliano della musica come arma di propaganda. domenica 21 giugno 2026, ore 22.00 A place of our own (Ek Jagah Apni, India, 2022, 88’) regia Ektara Collective con Manisha Soni, Muskan, Aakash Jamra sottotitoli italiani Laila e Roshni, due donne transgender, sono alla ricerca di una casa dopo essere state sfrattate dall'abitazione in affitto. Ben presto diventa evidente che la loro ricerca di una casa coincide con la loro continua ricerca di un posto in una società che vuole tenerle ai margini, relegandole in un ruolo marginale. Mentre la ricerca di una casa prosegue, ci rendiamo conto che essa trascende gli spazi fisici e i legami biologici. Nascono nuove amicizie e l'aiuto arriva da fonti inaspettate. Il film ha girato un’infinità di festival, da Amburgo a Tokyo, da Londra a San Paolo, da Seoul a Mumbai, ottenendo numerosi riconoscimenti. Ektara Collective è un gruppo indipendente di Bhopal, autonomo e non finanziato, composto da persone che uniscono creatività e immaginazione per realizzare film che siano radicati, sia nei contenuti che nell'estetica, nelle loro realtà ed esperienze. Attraverso questo processo, Ektara ha prodotto film ma anche video musicali, e inoltre doppia film in inglese e in altre lingue in hindi. articolo pubblicato il: 08/06/2026 |