
ritrattino Il piu' grande interprete del teatro dialettale veneto non sognava fin da bambino di respirare la polvere del palcoscenico e di vivere la vita errabonda dei comici, bensi', piu' prosaicamente, "il posto fisso", peraltro conquistato alle Ferrovie dello Stato alla fine della Grande Guerra. Cesco Baseggio era nato casualmente a Treviso nel 1897, ma era di famiglia veneziana e a Venezia era andato a vivere piccolissimo, al seguito dei genitori. Da bambino aveva iniziato a studiare il violino, ma ben presto si stanco' di accordi e solfeggi. Fu Gianfranco Giachetti, fiorentino trapiantato a Venezia, a segnare il suo destino. Prima della guerra Giachetti aveva fondato una filodrammatica in cui si esibiva senza ambizioni artistiche il giovane Baseggio. Qualche tempo dopo la fine della Prima guerra mondiale Giachetti decise di fondare una compagnia professionistica, la Ars Veneta, convincendo un riluttante baseggio a lasciare l'impiego appena conqueistato alle ferrovie per mettersi nell'avventura. Comincio' cosi', quasi per caso, la carriera del piu' grande interprete del teatro veneziano del Novecento. Sotto la guida di grandi registi, e regista lui stesso, Baseggio fu inimitabile interprete di decine di commedie goldoniane, caratterizzando certi personaggi in modo cosi' incisivo da rendere difficile, oggi, trovare per essi una cifra diversa da quella baseggiana. Il suo teatro non si fermo' all'amato Goldoni. Nel suo repertorio ci furono le commedie di Giacinto Gallina, Gino Rocca, Renato Simoni ed altri autori veneziani, spesso in un veneto talmente italianizzato da divenire solo una leggera inflessione dialiettale. Ma Cesco Baseggio non si fermo' al veneziano; memorabili furono alcuni camei televisivi in italiano, nei quali caratterizzava (si era ormai agli anni Sessanta) anziani, bonari signori. Stranamente il suo merito maggiore non risiede nelle sue memorabili interpretazioni di opere gia'conosciute in tutto il mondo, come quelle di Goldoni, bensi' nell'aver riscoperto il Ruzante, autore dimenticato da secoli e riportato agli onori del palcoscenico. Come tutti i grandi artisti Baseggio mori' in piena attivita', alla veneranda eta' di ottantaquattro anni e, nella piu' pura tradizione dei comici, si spense lontano da casa, a Catania, nel 1971.
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