
copertina La festa dei bambini per eccellenza, la più amata ed attesa. Milioni di piccoli occhi che aspettano il sei gennaio con la speranza di veder coronati i loro sogni: un desiderio o per lo più un gioco, che seppur effimero, porterà comunque una parvenza di felicità a chi lo riceve. Le calze sono pronte, appese al camino per ospitare i doni che la simpatica vecchina, a cavalcioni della sua scopa volante e col suo sacco di doni, depositerà in tutte le case sfidando venti , tempeste, mari e deserti. I nostri nonni ed i nostri genitori raccontavano la storia di questa vecchia che volando di tetto in tetto raggiungeva tutti i bambini. Per rispondere a queste domande bisogna tornare indietro di molti secoli e rifarsi al vocabolo dal quale deriva: Epifania. LEpifania è una parola che deriva dal latino e che a sua volta è stata mutuata dal greco ta epiphan(e)ia; significa manifestazione del signore o della divinità . In oriente prende il nome di Teofania che più appropriatamente vuol dire manifestazione della divinità del Signore. In questo giorno si ricordano tre grandi manifestazioni per la Chiesa: ladorazione dei Magi, il miracolo di Cana ed il battesimo di Gesù (questultima festa è oggi spostata alla domenica seguente). Di queste tre manifestazione ha finito comunque per prevalere lepisodio delladorazione dei Re Magi, che attualmente è il tema dominante della festa in occidente. Ma a questo punto ci si chiede cosa possa avere a che fare lEpifania con la Befana! La risposta va vista nella corruzione che il termine ha assunto nei secoli. Epifania è il termine colto e letterario della festa che si celebrava in quel giorno; nel tempo la parola si trasformò nei vari dialetti assumendo il titolo di Befania, Bifania, Bufania, Epifagna ecc Lorigine di questa vecchia signora va ricondotta comunque al periodo dellantica Roma, quando nasce la prima tradizione dei doni. I romani erano soliti celebrare linizio dellanno con feste in onore del dio Giano e della dea Strenia (termine dal quale deriva la parola strenna, sinonimo di regalo): le feste prendevano il nome di Sigillarie. Ed ancor oggi in molte parti della nostra penisola vige il ricordo e lusanza di accendere i fuochi nella notte del sei gennaio, a ricordo di un tempo che pur così distante ci ha tramandato una goccia di storia conservandola nella nostra cultura. La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte, col vestito alla romana, viva viva la Befana. e i bambini a letto non ci vogliono andare.
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