
cinema
USA 2004
A quasi cinque anni di distanza dal primo episodio ritornano i protagonisti di "Ti presento i miei", commedia portata al successo dallincrocio tra la comicità a volte demenziale di Ben Stiller e la figura seriosa creata da un Robert De Niro in vena di autoironia. Nel tempo intercorso tra luno e laltro film Gaylord Fotter (la differenza del titolo rispetto alloriginale inglese serve a riprodurre il gioco di parole non certo finissimo collegato al cognome del protagonista) e la sua compagna hanno finalmente deciso di coronare il loro legame con un matrimonio. Il problema è che Gaylord teme, non a torto, lincontro tra i futuri consuoceri. Il week end in Florida che infine dovrebbe suggellare lunione delle due famiglie in un unico cerchio della fiducia è destinato a diventare una dura prova a base di equivoci, imbrogli e bugie, fino allimmancabile lieto fine. In un panorama cinematografico che vede scarseggiare le commedie davvero divertenti, questo film sfodera un poker dassi tra gli interpreti per sbancare la concorrenza; allaccoppiata De Niro/Stiller del primo episodio, infatti, si aggiungono due pezzi a novanta come Dustin Hoffman (invero ultimamente un po prezzemolino) e Barbra Streisand, chiamati ad interpretare una coppia di genitori simil-sessantottini. Lui, avvocato, ha rinunciato alla professione per fare il mammo, lei, medico (?) si occupa di terapia sessuale per la terza età; i due vivono in una villa sgangherata, ma non hanno perso né la reciproca libido da adolescenti né laffetto, un po imbarazzante nelle sue dimostrazioni esteriori, per il figlio lontano. Il gioco, naturalmente, è di contrapporre questa coppia liberal fino alleccesso a quella ultra-controllata dei genitori della futura sposa; al De Niro ex-CIA viene aggiunto, per aggravare il carico, un poppante iperstimolato e addestrato meglio di un cane con il prevedibile esito di scontri sempre più evidenti. Gli autori del film puntano a far risaltare una sostanziale somiglianza delle due coppie di genitori, entrambe forse troppo attaccate ai figli e dunque pronte ad ostacolare, più o meno volontariamente e più o meno grossolanamente, il legame tra i figli. La sequela di equivoci e di situazioni che costituiscono il film, a volte eccessivamente volgari per essere divertenti, non presenta grandissime sorprese rispetto al primo episodio, ma naturalmente il calibro dei protagonisti permette a una storia altrimenti un po troppo sopra le righe di tenere un certo ritmo fino a prevedibile lieto fine allinsegna della confusione religiosa. In questo calderone, comportamenti più o meno sensati e preoccupazioni più o meno serie si mischiano a futilità e consigli da pagina di femminile economico e fa un po dispiacere che lunico modo rimasto per far ridere la gente sia ricorrere allesibizione di turpiloquio e umorismo corporale, per non parlare degli ammiccamenti sessuali che finiscono per rendere la pellicola a tratti sgradevole e meno adatta ai più piccoli. Cè senza dubbio di peggio sugli schermi nostrani e questo film ha se non altro il merito di ribadire un pur generico appello al valore della famiglia (sia essa quella un po rigida modello De Niro o quella antitradizionale dei Fotter) come luogo di crescita dellindividuo, anche se la simpatia degli autori sembra andare decisamente nella direzione della liberazione sentimental-sessuale dei Fotter condannando alla pubblica gogna (perché resa caricaturale) la severità e il buon senso dellaltro lato della medaglia. (per gentile concessione di www.familycinematv.it)
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