ritrattino
Sergio Endrigo
di Manlio Morandi

CHIEDI AL TUO CUORE

Chiedi al tuo cuore
Sinceramente
Come si sente senza di me;
Non negare che mi hai tanto amato,
Che tremavi se ti guardavo.
Chiedi al tuo cuore
Onestamente
Come si sente lontano da me,
Non scordare che t'ho tanto amata,
Che ho vissuto del tuo respiro.
Non sciupare
Il ricordo del tempo felice
Quando ci amavamo,
Quando, quando giuravi
Di amarmi per sempre
E non sapevi di dire una bugia.
Non cancellare i giorni passati,
Tielli nel cuore
Gelosamente,
Non tradire i nostri sogni,
I bei sogni ormai perduti,
Ma chiedi al tuo cuore
Sinceramente
Se si ricorda ancora di me.

Parole e musica di Sergio Endrigo

Purtroppo ci ha lasciati. Un poeta, un fine dicitore musicale che ha accompagnato gran parte della nostra vita. Era d'estate, Aria di neve, Via Broletto, Se le cose stanno così, I miei vent'anni, Bolle di sapone e tante altre poesie musicate ed interpretate da un uomo all'apparenza mite e schivo dal grande palcoscenico e della realtà dello spettacolo. Un personaggio quasi costretto da una prorompente forza interiore a vincere una timidezza intrinseca per esternare quanto il suo cuore voleva comunicare.

"Ma i sogni belli non si avverano mai" Era d'estate, un capolavoro della musica, bello per intensità emotiva, bello per intensità musicale. Un interprete della nostra vita, dei nostri sogni, delle nostre delusioni. Endrigo ha saputo interpretare con puntuale precisione poetica tutti i passaggi esistenziali che ognuno di noi ha sofferto o gioito nella vita. La sua biografia è densa di gioie e di dolori, nato italiano a Pola che era il capoluogo dell'Istria nel 1947 è stata assegnata alla Jugoslavia ed adesso è Croazia. Adolescente è dovuto ricorrere alla dura legge dello sfollato. Brutto termine che ci ricorda un passato ancora offuscato da compromessi politici che non fanno certo onore all'Italia di quei tempi. Ma un cuore come quello di Sergio Endrigo non poteva combattere contro l'iniquità politica, non poteva ergersi a difensore della sua italianità. Forse inconsapevolmente è voluto "emergere" come contrasto alle brutalità che erano avvenute nella sua terra. Poesia, nelle parole e nella musica.

Amore per il passato (spesso Endrigo simboleggia amori finiti o traditi) quasi ad idealizzare la sua Istria come un amore che non c'è più.

Ma considerare Endrigo solo nostalgico della sua terra è estremamente riduttivo per la sua produzione poetica e musicale. Spesso lo hanno definito un cantante triste che vendeva però milioni di dischi. Allora chi erano i suoi estimatori? persone comuni che avevano una sottile sensibilità che si fondeva con la sua. "Io che amo solo te e non ti scorderò" è un inno ad un amore intenso che è finito. Via Broletto, amore, tradimento, tragedia e signorilità. Tante altre canzoni, tristi ed allegre per i grandi e per i bambini. Rimane una testimonianza irripetibile di amore perduto la canzone "Chiedi al tuo cuore" non dimenticando "Era d'estate". Per gli indifferenti piccole cose, per chi ha sensibilità ricordi che mai più potranno essere dimenticati.

Grazie ed addio Sergio.