
cronache È iniziato a Valencia il processo a carico del medico anestesista Juan Maeso, accusato di contagio di massa di epatite C su 276 pazienti operati in quattro cliniche di Valencia tra il 1988 ed il 1998. Il Pubblico Ministero del caso, Javier Carceller, accusa lo specialista di aver commesso 273 lesioni colpose e tre omicidi colposi, dato che tre pazienti morirono a causa della malattia. Il Pubblico Ministero considera Maeso, sessantaquattrenne, responsabile di 276 contagi e chiede per lui una pena di 2.214 anni di carcere e di un indennizzo di 29 milioni di euro alle vittime. La cifra sarà ovviamente coperta dalle compagnie di assicurazione se l'accusato si dichiarerà insolvente. La Parte Civile si è dichiarata soddisfatta della pena richiesta, ma chiede un indennizzo di 75 milioni di euro. Sono passati sette anni da quando la Procura di Valencia ha aperto le indagini su questo caso, nel giugno del 1998. L'inchiesta si è chiusa con un unico accusato, il dottor Juan Maeso. Tanto il Pubblico Ministero quanto la Parte Civile concordano che Maeso sia il nesso comune tra le 276 persone infettate. L'accusa si basa sui meccanismi di contagio dell'epatite C per via parenterale, sangue con sangue, e sull'opinione generalizzata che l'anestesista fosse consumatore abituale di stupefacenti. L'accusa sostiene che, dopo essersi iniettato la sostanza, Maeso somministrasse le sostanze anestetiche ai pazienti utilizzando la stessa siringa. Il magistrato lamenta che questa enormità non fosse rilevata dall'autorità sanitaria di Valencia e che fosse stato permesso al medico di operare fino al 1998 in un ospedale pubblico ed in cliniche private. Un avvocato di Parte Civile, Manuel Mata, che assiste 18 persone infette, assicura che si rileva sangue dell'anestesista in tutti i casi. Da parte sua, il difensore Francisco Davó chiede l'assoluzione del medico, affermando che egli è vittima di "un circolo vizioso di ipotesi". L'avvocato nega che l'anestesista sia drogato e che era all'oscuro di essere portatore di epatite C e che quindi Maeso è un'ulteriore vittima, la numero 277.
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