
arte e mostre Il Museo d'arte delle Generazioni italiane del Novecento, ormai noto come "Magì 900", ha aperto i suoi battenti da più di cinque anni, venendo a rappresentare per Pieve di Cento, in provincia di Bologna, un nuovo ed importante centro di interesse culturale e di richiamo turistico. La ridente cittadina emiliana, posta al centro di un ideale triangolo che ha come vertici le città d'arte Bologna, Ferrara e Modena, per la sua posizione strategica che la vide come importante punto di riferimento avanzato del Vescovado e del Comune bolognese e oggetto di mire espansionistiche degli Estensi, fu protagonista di eventi storici ed artistici che hanno lasciato importanti testimonianze dell'arte rinascimentale e barocca, in edifici pubblici quali il Palazzo Comunale e in edifici religiosi, come, per ricordarne solo qualcuno, il suggestivo Convento delle Clarisse, la Chiesa e l'Oratorio della SS. Trinità, la Chisa dei SS. Rocco e Sebastiano, e in collezioni conservate nel Museo Civico, nella Pinacoteca Comunale oppure nel simgolare Museo della Musica, che raccoglie materiali riguardanti la prestigiosa attività liutaria locale. Ma indubbiamente l'idea, poi puntualmente realizzata, di arricchire la città con la creazione di un polo di grande attrazione per tutti gli studiosi, gli appassionati, i collezionisti dell'arte del Novecento italiano, coltivata da Giulio Bargellini, imprenditore e mecenate, creatore dell'OVA, azienda leader nel settore dell'illuminazione e dell'energia d'emergenza, e fine collezionista d'arte, si è dimostrata carta vincente nel proporre un centro vitale, ma forse un po' appartato, come Pieve di Cento, nel panorama e nel circuito delle grandi proposte conservative ed espositive, a livello non solo nazionale, delle espressioni artistiche che hanno connotato il secolo da poco archiviato. Dunque, il Museo Bargellini, nella sede originaria, ricavata con importante intervento di ristrutturazione firmato dall'architetto Giuseppe D'Avanzo, da un vecchio silos-granario del 1933, simbolo dell'operosa e prospera attività agricola della comunità pievese, raccoglie, in una scansione generazionale, le collezioni che da capolavori di maestri storici come Modigliani, Balla, Prampolini, De Chirico, Casorati, Pirandello, Mafai, Campigli, Carrà, Depero, Fazzini, Manzù, Guttuso, Scialoja, Burri, solo per citarne alcuni, proseguono fino alle espressioni più interessanti degli artisti italiani nati negli anni Trenta. Fin dal primo momento il fondatore è stato affiancato in questa avventura dal critico e storico dell'arte Giorgio Di Genova, autore della monumentale Storia dell'Arte italiana del '900 per generazioni - fondamento teorico del Museo - e dall'editore Edoardo Brandani, titolare delle bolognesi Edizioni Bora, cui si devono l'organizzazione delle manifestazioni e le relazioni con gli artisti; in questi anni il Museo ha visto arricchire le sue collezioni in maniera davvero entusiasmante, per acquisizioni e donazioni (tra cui segnaliamo le centinaia di opere della Collezione Minima di Cesare Zavattini) che hanno ampiamente gratificato l'impegno di Bargellini, ma anche di tutti quanti lavorano per il Museo, tanto da "imporre" un significativo ampliamento delle sale espositive, anche in vista dei nuovi arrivi, essendo la struttura destinata ad accogliere le opere delle generazioni successive; a partire da quelle prodotte dagli artisti nati negli Anni Quaranta, a cui viene dedicata una grande mostra in concomitanza con l'inaugurazione istituzionale della nuova ala museale. Ed ecco che il sogno è diventato realtà: il Magì quadruplica i suoi spazi per far largo alle più giovani generazioni artistiche novecentesche, ma anche per migliorare la fruizione delle collezioni permanenti già offerte al pubblico, e per meglio consentire il work in progress della struttura, che prevede mostre temporanee, meetings, attività polivalente, ed un'attività di studio e di consulenza rivolta ai collezionisti d'arte e a tutti quanti aspirino a diventarlo; è questo un servizio a cui il mecenatismo del fondatore tiene particolarmente. Con i suoi complessivi quattromila metri quadrati di spazi espositivi che ospitano mille artisti in gran parte viventi, circa 2.500 opere, le sue esposizioni temporanee (fino ad ora circa settanta), le sue diverse proposte culturali, il Bargellini è ormai una realtà ben consolidata e radicata nel territorio, riconosciuta, dagli artisti, dai critici e dagli "addetti ai lavori" come punto di riferimento imprescindibile per approfondire la conoscenza della creatività italiana del secolo scorso. E' auspicabile che, sia l'imponente ampliamento del Museo che la mostra sugli artisti nati negli anni Quaranta, possano costituire l'occasione, veramente da non perdere, per un rilancio sui mezzi di comunicazione al fine di avvicinare al Magì, alle sue collezioni, alle sue manifestazioni espositive e alle sue iniziative culturali un pubblico sempre più vasto, sia a livello locale che - soprattutto - a livello nazionale ed internazionale.
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