
cinema E' passato poco più di un decennio da quando, nel 1994, il Centro Espressioni Cinematografiche organizzò la prima panoramica sul cinema africano. Da allora molti scenari sono cambiati a livello mondiale, purtroppo non sempre per il meglio, e questo vale anche per l'Africa. La X edizione di Visioni d'Altrove, organizzata grazie al sostegno della Provincia e del Comune di Udine, avrà luogo al Visionario di Udine, dal 5 all'8 dicembre 2005, proponendo, a partire dalle ore pomeridiane, una selezione di opere entrate ormai a far parte dei "classici" della cinematografia africana concentrando l'attenzione sulla produzione dell'Africa francofona. Attraverso percorsi incrociati, nei pomeriggi e nelle sere, i film proposti durante la manifestazione intendono fornire un documento aggiornato agli ultimi 10 anni sugli sviluppi di alcuni degli autori più interessanti del continente africano; registi che si sono evidenziati per la poesia del loro sguardo, ma anche per l'impegno civile e sociale; figure di riferimento che hanno contribuito in maniera decisiva allo sviluppo della produzione cinematografica e/o dato l'avvio a nuove correnti. Per l'Africa Occidentale, che ha visto la nascita del cinema africano, gli ultimi dieci anni sono stati teatro della tenacia dei maestri delle origini, a partire da SEMBENE OUSMANE, decano del cinema senegalese e infaticabile "maestro" dello schermo la cui visione morale e politica del cinema non ha subito contraccolpi nell'arco di quarant'anni riproponendosi di volta in volta con rigore (Moolaad) e leggerezza (Faat Kine), fino ad arrivare a DJIBRIL DIOP MAMBETY, poeta dell'immagine libero e visionario, scomparso qualche anno fa lasciandoci due piccole schegge di grande cinema (Le franc e La petite vendeuse de Soleil). Questi ultimi dieci anni sono stati altresì il terreno di crescita dei fautori della cosiddetta "nouvelle vague" africana degli anni '80, da IDRISSA OUADRAOGO, a GASTON KABORA, da JEAN-MARIE TENO a CHEICK OUMAR SISSOKO, e ribalta per altri giovani autori di talento, da MOUSSA SENE ABSA a JOSEPH GAO RAMAKA, da ABDERRAHMANE SISSOKO a MAHAMAT SALEH HAROUN, ad alcuni dei quali Visioni d'Altrove ha offerto uno schermo in precedenti edizioni e molti altri a cui ci auguriamo di offrire uno schermo in futuro. Se da un lato il continente africano ha assistito alla fine dell'Apartheid e all'attuazione del processo di democratizzazione del Sudafrica, dall'altro è stato teatro di ulteriori guerre e violenze e dell'inasprimento delle condizioni di vita di molte popolazioni (dal genocidio rwandese alla degenerazione del regime di Mugabe nello Zimbabwe, alla guerra civile in Costa d'Avorio). Anche in campo cinematografico molte cose sono cambiate, e quasi sempre per il meglio, fatto salvo per la distribuzione e la fruizione di cinema africano all'interno del continente. A esclusione delle occasioni festivaliere (moltiplicatisi nel frattempo anche in Africa) i film africani rimangono ancora pressochè "invisibili" al loro pubblico, per mancanza di sale e di politiche distributive di tutela e promozione del prodotto cinematografico. A livello produttivo, nonostante le difficoltà e la mancanza cronica di finanziamenti, gli ultimi dieci anni hanno registrato un buon incremento della produzione cinematografica, anche in senso qualitativo, sebbene il cinema africano continui a rimanere una realtà marginale rispetto ad altre cinematografie. Con il cinema del Sudafrica e dell'Africa anglofona l'appuntamento è alla prossima edizione di Visioni d'Altrove 2006.
Biglietto unico per l'intera giornata
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