
attualità scientifica Numerosi studi hanno, negli anni, indagato sugli effetti provocati dalla lingua materna sulla percezione del mondo e sulla diversità di percezione della realtà a fronte di idiomi differenti. L'idea che il linguaggio influisca sulla percezione ha creato già polemiche e i risultati stessi appaiono contraddittori al loro interno. Uno degli studi più recenti appoggia la teoria principale ma aggiunge una particolare annotazione. Secondo alcuni ricercatori dell'università californiana di Berkeley e dell'università di Chicago, il linguaggio parlato è connesso a ciò che vediamo. Lo studio fa notare come il linguaggio interagisca con la metà destra del campo visivo e molto meno se non nulla con la metà sinistra. Questo deriva dall'organizzazione delle funzioni del cervello, la funzione, in particolare, legata al linguaggio che si sviluppa fondamentalmente nell'emisfero di sinistra e che riceve le informazioni visive direttamente dal campo visivo di destra. Questa ipotesi è stata studiata contemporaneamente da più équipes costituite da psicologi, da linguisti, da esperti dei processi cognitivi e della comunicazione. Le distinzioni emerse ad esempio fra parlanti di lingua inglese sono diverse rispetto a quelle di chi usa altri idiomi. L'inglese, ad esempio, prevede parole diverse per definire i colori "azzurro"e "verde". I messicani che parlano il "trahumara" usano la stessa parola per coprire tutte le sfumature dall'azzurro al verde. E la percezione dei colori è strettamente legata alla parola che definisce i colori stessi.
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