politica estera
il nuovo líder maximo
di Teddy Martinazzi

Il presidente venezuelano Ugo Chávez si comporta sempre di più come l'allievo che supera il maestro (Fidel Castro). Non solo perché il Líder Maximo è ormai avanti con gli anni e piuttosto acciaccato, ma anche perché Hugo non è a capo di un'isola che, tutto sommato, si regge solo sul turismo (buona parte del quale sessuale). Il Venezuela è una grande Nazione, con ricchezze naturali inestimabili che in altri tempi attirarono milioni di emigranti, in gran parte italiani.

Chávez si comporta come se fosse il massimo dirigente della sinistra del continente. Il Perù ha ritirato il proprio ambasciatore a Caracas "per consultazioni" in seguito alle pesanti intromissioni politiche di Chávez. Ciò che ha portato alla durissima reazione diplomatica peruviana è stato l'aver definito pubblicamente Alan García "canaglia, truffatore e ladrone"; non contento di ciò, in un incontro all'Avana con Castro ed il presidente boliviano Evo Morales ha gratificato lo stesso García e Alejandro Toledo dell'epiteto di "caimani".

E' da mesi che Chávez si intromette nelle faccende peruviane. Già a gennaio aveva criticato l'accordo di libero commercio tra Perù, Colombia e Stati Uniti, giungendo ad esprimere la propria opinione con parole pesanti ed alquanto colorite.

Ma il presidente venezuelano non si limita ad intromettersi negli affari dei Paesi andini di lingua spagnola. Si è recato più volte in Brasile, ponendosi a capo del MST, il movimento di quei cosiddetti "senza terra" che vanno illegalmente occupando fattorie qua e là per il Paese (senza essere particolarmente perseguiti dalla giustizia e dalla forze di polizia).

In una recente visita a Curitiba, capitale del Paranà, Hugo ha ricevuto le lamentele del movimento per le mancate realizzazioni in campo agricolo del presidente Lula ed ha apertamente dichiarato che João Pedro Stédile, capo dei "senza terra", è il suo personale rappresentante in Brasile; non ha tralasciato, naturalmente, di infarcire i suoi discorsi di scontati attacchi ai partiti che si oppongono all'eventuale rielezione di Lula. Parlando a Curitiba di Katrina, l'uragano che tante morti e devastazioni ha portato l'anno scorso nel sud degli Stati Uniti, ha affermato con vena ispirata :"sono sempre più convinto che Dio aiuta Chávez ed i suoi amici".

Ma Chávez, nelle sue trasferte brasiliane, come un vero leader paternalista non si limita alla sola politica; ha pubblicamente offerto il suo aiuto finanziario alla scuola di samba Vila Isabel, campionessa del carnevale di Rio di quest'anno.

Sembra che il tutto stia innervosendo molti politici brasiliani, alcuni dei quali parlano apertamente di intromissione e lo definiscono il "neocaudilho". Intanto Chávez spinge per la costruzione del grande gasdotto che, attraverso il Brasile, dovrebbe portare il gas venezuelano fino in Argentina. Ma di questo parleremo in un prossimo capitolo.