
cinema
Francia, Italia 2005
Francis Pignon (Gad Elmaleh) è un giovane semplice e onesto: fa l'autista e tutto quel che desidera è sposare Emilie (Virgine Ledoyen) ma lei non è convinta perché si conosco da quando erano ragazzi e ormai sono diventati troppo amici. Preso dallo sconforto, accetta la strana proposta di fingere davanti al pubblico e ai fotografi di avere una relazione con la bellissima modella Elèna (Alice Taglioni), allo scopo di scagionare il vero spasimante, il ricco Levasseur ( Daniel Auteuil), già sposato. Cerca in questo modo di far ingelosire Emilie, ma la situazione che si è creata è molto delicata.... Francis Veber è sicuramente il re della commedia francese. Con la capra (1981) , la cena dei cretini (1998), l'apparenza inganna (2001) e Sta zitto, non rompere! (2003) ci aveva fornito dei saggi di una comicità intelligente giocata sul paradosso. Veber é sopratutto una sceneggiatore (meno un regista) e ci sorprende sempre per le trovate spiazzanti che danno un ritmo spumeggiante alle sue storie, tutte giocate sulla figura del Pignon di turno (il nome del protagonista è sempre lo stesso nei suoi film), archetipo della persona semplice, onesta ed ingenua. E' è proprio per la sua semplicità, per l'essere "fuori dal gioco" che Pignon riesce a sconfiggere chi è smaliziato, arrogante e abituato ai trucchi del mondo. Se i film precedenti hanno puntato sopratutto su figure maschili, qui si parla di amore e c'è una ragazza, anzi nientemeno che una top model (Alice Taglioni) a fare da baricentro per l'impossibile incontro fra il mondo dei semplici e quello degli arrampicatori sociali. A ben guardare, c'è Pignon e Pignon. Se ne La cena dei cretini ci veniva rappresentato un vero cretino ma onesto, se Depardieu in Sta zitto, non rompere! impersonava un Candide ignaro del mondo e troppo di buon cuore, in quest'ultimo lavoro di Veber si fa come un salto di qualità. Francois Pignon è quello che fino a poco tempo fa (o ancora oggi?) si può definire una persona virtuosa. Le sue qualità sono l'autocontrollo, l'onestà e la fedeltà. La sua fedeltà è eroica: costretto a convivere per motivi contrattuali con una top model, continua a pensare e a desiderare la ragazza che ha sempre amato. La sua onestà poi è indiscutibile: richiesto di prestarsi al gioco della simulazione davanti ai fotografi per un fidanzamento che non c'è, non si dimostra esoso ma chiede solo i soldi che sono necessari alla sua fidanzata per coprire i debiti della libreria che gestisce. Infine, udite udite, quando finalmente Emilie accetta la sua proposta di matrimonio , va dal padre (Michel Aumont) per chiederene il consenso. E' un vero punto di merito dell'autore aver saputo trattare un tema così pruriginoso in un modo così pulito. Se la regia è tradizionale, la sceneggiatura marcia come un orologio svizzero con battute da vaudeville e divertenti cambiamenti di prospettiva che rivelano la matura esperienza teatrale dell'autore. Gli attori sono tutti ben diretti anche se i "vecchi" Daniel Auteuil e Michel Aumont spiccano per la loro consumata esperienza mentre Kristin Scott Thomas è ristretta in una parte che che non le consente di esprimere pienamente il suo talento. (per gentile concessione di www.familycinematv.it)
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