storia
morte di Francesco Giuseppe
di Carla Santini

Nel pieno dell'infuriare della Grande Guerra, il 21 novembre 1916, moriva nel sonno, alle nove e cinque di sera, l'ottantaseienne Francesco Giuseppe d'Asburgo-Lorena, imperatore d'Austria e re d'Ungheria, soprannominato dai soldati italiani Cecco Peppe o Cecco Beppe, a seconda della loro provenienza geografica. Da lui ebbe origine la parola "cecchino", ad indicare il tiratore che spara da luoghi ed in momenti poco prevedibili.

Era nato nel pomeriggio del 17 agosto 1830 nel castello di Schönbrunn, figlio dell'arciduca Francesco Carlo e di Sofia di Baviera Wittelsbach e divenne imperatore a soli diciotto anni il 2 dicembre del 1848, l'anno fatidico dei rivoluzionari di tutta Europa, quell'anno per il quale fu coniata l'espressione "fare un quarantotto", ancora viva dopo più di un secolo e mezzo.

I rivoluzionari, in realtà, gli dettero una mano, perché la corona imperiale non sarebbe spettata a lui, dato che nemmeno suo padre era primogenito; ma la zio, tipico esponente dei matrimoni tra consanguinei, non era in grado di regnare e non aveva figli, il padre era un imbelle e in quel momento serviva un imperatore vero.

I suoi sessantotto anni di regno non furono felici. Era un uomo di rigidi principi che si alzava all'alba, passava tutto il giorno al suo scrittoio, cenava alle cinque del pomeriggio e si coricava prestissimo. L'unica sua deviazione fu la decisione di rifiutare il matrimonio propostogli dalla madre con la sua cugina di primo grado Elena di Baviera, preferendole la sorella minore Elisabetta detta Sisi, e non Sissi come nel fortunato film. Si sposarono lui ventiquattrenne e lei appena sedicenne.

Non fu un matrimonio felice. Sisi non sopportava le rigide regole della corte asburgica e cominciò a vagare per tutta l'Europa, ufficialmente per curarsi inesistenti bronchiti, fino a quando venne assassinata a Ginevra, nel 1898, dall'anarchico italiano Luigi Luccheni. L'imperatore, da parte sua, si innamorò dell'attrice Katharina Schratt, ma l'amiciza, a detta di diverse testimonianze, non si sa quanto attendibili, rimase sempre allo stato platonico, data la rigidissima morale di Francesco Giuseppe.

Le disavventure familiari assunsero la grandezza di una tragedia quando il figlio Rodolfo si uccise nel castello di Mayerling, il 30 gennaio 1889, insieme all'amante Maria Vetsera. Ma già anni prima, nel 1967, Francesco Giuseppe aveva ricevuto la notizia che suo fratello Massimiliano, coinvolto dai francesi nell'avventura messicana, era stato fucilato dai rivoluzionari. L'ultimo colpo lo ebbe il 28 giugno 1914, quando suo nipote Francesco Ferdinando, erede al trono non troppo amato in quanto si era sposato morganaticamente con una donna estranea al giro delle famiglie regnanti, fu ucciso a pistolettate a Saraievo da Gavrilo Princip.

E fu la Grande Guerra, di cui al vecchio patriarca fu risparmiato dalla morte di vedere la fine, con la sconfitta delle truppe austro-ungariche e la dissoluzione di un impero che durava da centinaia di anni. "Fin che il mondo retto sia, vivrà l'Austria-Ungheria", diceva un vecchio adagio, ma l'Austria-Ungheria si dissolse esattamente due anni dopo la morte di Francesco Giuseppe, il 4 novembre 1918, a Vittorio Veneto.

Non che nei decenni precedenti le cose fossero andate meglio. Nel 1859, con la battaglia di Solferino e San Martino i franco-piemontesi gli avevano strappato la Lombardia, nel 1866 a Sadowa i prussiani avevano vinto gli austriaci, dando il Veneto agli alleati italiani.

Ma Sadowa, soprattutto, significò la fine del predominio austriaco sulla Germania, con la creazione di un secondo impero, tutt'altro che subordinato al primo. La "Felix Austria" era defunta esattamente cinquant'anni prima del suo imperatore.