
copertina La partecipazione dell'Ambasciata del Perù alla manifestazione "Natale nel mondo", organizzata dal Tempio della Buona Volontà (LBV) e dalla Caixa Económica Federal di Brasilia, ha costituito un'occasione per mettere in evidenza il patrimonio culturale peruviano attraverso una presentazione particolare del Natale peruviano. Il presepio campesino andino che è stato allestito nell'Atrio delle Vetrate della banca, il cui significato che trascendeva dall'occasione e dal calendario, aveva l'armonia della naturalezza. Il contesto internazionale in cui era inserito faceva risaltare la diversità culturale del mondo nei confronti del fatto rilevante della nascita di Gesù. Le differenze e le similitudini cultuali degli esseri umani di fronte alla nascita di un bambino che portò la speranza in valori superiori sono state espresse in maniera artistica in questa occasione. Il carattere sociale della natività peruviana era evidente, perché perfino il più laico poteva notare la forza espressiva delle figure di ceramica colorata simbolizzanti gli abitanti rurali andini, l'accettazione dei valori occidentali e cristiani ed il sincretismo che pervade la sua mistica. Coloro che hanno visitato l'esposizione sono rimasti impressionati perché, all'interno dell'ampio spazio, in soli pochi metri quadrati era possibile osservare una nascita rurale sulle Ande peruviane, all'interno di una depressione tra i monti, illuminata dalla bellezza di quella vita di speranza e amore rappresentata da un bambino andino. Una Maria sorpresa guarda con estasi un Gesù Bambino dall'aspetto sano, con le tipiche pantofole ed il berretto frigio andino, che evoca l'aspirazione nazionale a che i neonati sopravvivano e risplendano sereni come lui. Anche San Giuseppe con il suo poncho lo guarda estatico. Il calore familiare è espresso dallo sfondo rosso di un'allegra coperta di Huncayo, mentre un'altra coperta verde fa da capanna nella piccola valle tra le montagne, riscaldata dall'alito di un asino e di un bue. I Re Magi sono tre meticci barbuti, venuti da lontano e con il poncho indosso, che s'inginocchiano porgendo le loro offerte forestiere: un montone dalle corna ricurve, un torello e una piccola pecora. Sono presenti anche diversi campesinos andini, giunti dai quattro punti cardinali, che si avvicinano all'improvvisato presepe, accompagnati dai loro figlioletti, a piedi o in braccio. La popolazione andina è rappresentata da questi uomini e donne con la legna sulle spalle, come offerta per riscaldare meglio il neonato, mentre l'aria di festa si sente negli strumenti musicali di origine europea e in quelli originari, come quenas, antaras e charangos che bambini e bambine si portano appresso. Uno degli aspetti più interessanti di questo presepe campesino andino è la testimonianza del patrimonio culturale immateriale che la popolazione andina preserva nonostante i cambiamenti mondiali. Le donne campesine camminano con i figli al fianco, ammantandoli con coperte finemente tessute. Un lama accompagna un campesino e un'alpaca si avvicina da sola ad adorare il bambino. Il timore dell'ignoto, di ciò che impressiona o commuove, si riflette nel volto di un bambino che si avvicina con un mandolino a tracolla ma che, cauto e timoroso come una lepre, si nasconde dietro un cactus. "Piccolo rustico", diranno molti, come se l'anima umana non si ripiegasse davanti al grandioso. Immagine sociale, carattere umano, paesaggio andino, identità nazionale, patrimonio indigeno, mistero cristiano e bellezza naturale si uniscono in un Natale luminoso come il futuro, realizzato con volontà e determinazione per mostrare a Brasilia la singolarità di una cultura originaria e la forza della vita. I cherubini che stanno sulla strada, tra i monti, sono coperti da ponchos montanari e suonano quenas e antaras, riaffermando vieppiù il valore del patrimonio culturale di ogni popolo. Fiori e foglie secche completano il paesaggio, equilibrando con i loro brillanti colori i toni verdeterrei della montagna andina. Accanto a tutto questo, un padiglione espositivo peruviano indica l'esistenza di uno Stato ben organizzato. Gladys Mabel García Paredes è una Diplomatica peruviana in servizio a Brasilia e nell'ambito dell'Ambasciata del Perù si occupa del settore culturale.
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